Rocìo Muñoz Morales la moglie di Raoul Bova testimonial Cotril: long bob Primavera/Estate 2020

Guardate Rocío Muñoz Morales nelle splendide immagini di queste pagine. La bellezza dell’attrice e modella spagnola è sottolineata dall’abito bianco, che ben si sposa con la sua pelle da bambola. A incorniciarle il viso, un taglio tra i più glamour del 2020: un long bob wavy, vale a dire un caschetto lungo mosso, con i capelli che sfiorano le spalle lavorati a onde definite e texturizzate, ma allo stesso tempo naturali.

Un taglio medio, decisamente versatile – è abbastanza lungo da permettere di raccogliere le chiome – e in grado di valorizzare al meglio i lineamenti. Inoltre, mantenerlo non è impegnativo: andrebbe riaggiustato ogni due mesi circa. Una proposta attualissima, vista in passerella e già sulla testa di tante influencer, che Cotril propone come top dell’eleganza nella collezione primavera-estate, e Rocío ne è la testimonial. L’artista, divenuta famosa in Italia con il film Immaturi, Il viaggio – era il 2012 e su quel set conobbe Raoul Bova – racconta di cambiare spesso il look: «Credo che si debba sempre sorprendere se stessi prima di tutti.

Ogni giorno, ogni periodo della vita lo affrontiamo in maniera diversa. Cambiare attraverso i capelli mi stimola tantissimo, anche se cerco di non perdere di vista né di abbandonare mai la mia personalità e i miei gusti », dice a Gente. «I capelli li curo tutto l’anno con trattamenti e prodotti di altissima qualità. Se non lavoro, cerco di evitare phone, piastre e ferri, li lascio al naturale». Lo fa ovviamente in questo periodo di riposo forzato, dovuto al diffondersi del coronavirus, durante il quale Rocío è a Roma, la città che l’ha adottata, con il compagno Raoul Bova e le figlie Luna, 4, e Alma, 1. Il suo pensiero però è rivolto sempre alla famiglia d’origine e al suo Paese, la Spagna, che sta affrontando un’emergenza drammatica quanto la nostra. «Cara Madrid, cara casa.

Nonostante la distanza sono al tuo fianco. Ti mando tutta la mia energia positiva, la mia forza e il mio amore, città mia meravigliosa », scrive su Instagram, dove conta oltre 450 mila seguaci e dove riceve infiniti complimenti per la sua avvenenza. «Essere belle per me non significa solo esserlo all’esterno, ma anche e soprattutto nell’anima», spiega. «Quella è la bellezza che dura per sempre, che rende una persona davvero attraente. Credo che la bellezza stia nei dettagli, nei modi, nelle particolarità. Sicuramente per me si tratta di un concetto molto legato all’eleganza».

Ed è stata proprio la bellezza interiore, ha più volte ricordato, a farla innamorare con locura, ovvero pazzamente, di Raoul: considera doti rare – quindi da tenere strette – la sua bontà e la sua pulizia interiore. «Della perfezione estetica ti stufi subito, il resto rimane». Così Rocío racconta di aver cura di sé certo, ma senza ossessioni. «Evito gli eccessi e porto avanti una vita equilibrata. Amo fare sport, mangiare tanta frutta e verdura, e cerco di dormire otto ore al giorno, anche se non sempre le bambine me lo permettono». Luna e Alma, le adorate figlie, il carburante delle sue giornate, che si è voluta anche imprimere sulla pelle. Sulla caviglia, infatti, ha un tatuaggio con i simboli della luna e dell’anima, sul braccio, invece, spiccano in volo quattro gabbiani: rappresentano lei, Bova e le bimbe.

«A Luna e ad Alma cerco di far arrivare messaggi di sicurezza, insegno loro a essere felici per quello che sono a credere in loro stesse. Ma ancora sono piccole, avranno tempo per affrontare in futuro il concetto di bellezza, e capire che alla fine è qualcosa di soggettivo». Grazie alle figlie ha imparato a volersi bene, sempre un po’ di più: «Oggi quando mi guardo allo specchio mi accetto, mi riconosco ed è il mio più grande traguardo. Sono come sono, con tutti i miei pregi e difetti, ma proprio per questo sono io, Rocío e non ce n’è un’altra al mondo. È un punto di arrivo al quale sono giunta con la maternità. Prima ero più insicura, volevo sempre cercare di piacere a tutti, di essere perfetta. Ma con la maturità ho capito che la perfezione non esiste, ed è bello sia così».

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