Romina Carrisi, l’amaro sfogo sui social: qualcuno la chiamava pazza

Pubblicato il: 20 Giugno 2020 alle 12:46

Albano Carrisi in questi anni ha sempre cercato di essere di supporto ai figli nel momento in cui stavano cercando la loro strada nel mondo del lavoro, sia che questa fosse quella del mondo dello spettacolo che in altri orizzonti lavorativi. Al centro dell’attenzione mediatica oggi, non a caso, troviamo Romina Carrisi. Ecco cosa sta succedendo.

Famiglia Carrisi e l’amore per l’arte

A quanto pare nella famiglia Carrisi il collante di tutto sembra essere davvero l’arte sembra essere il collante di tutto. Non solo Albano e Romina, ma anche Yari è stato conquistato dalla musica, mentre Cristel ha deciso di concentrarsi sulla moda mentre la più eclettica sembra essere proprio Romina Carrisi che in questi anni ha affinato le sue doti in recitazione, studiando anche regia ma essendo un’eccellente cantante e anche poetessa.

Non a caso, ecco che oggi l’attenzione mediatica si concentra su Romina Carrisi e un messaggio che questa ha condiviso su Instagram, ecco di cosa si tratta,

La chiamavano pazza…

Come abbiamo avuto modo di spiegare precedentemente, nel corso di questi anni Romina Carrisi ha avuto modo di mettersi in gioco in diversi cambi del mondo dell’arte che va sia dalla scrittura, che alla recitazione.

A rimanere colpiti dalla abilità della Carrisi sono stati anche i fan che quotidianamente la seguono nelle sue pagine social, come ad esempio Instagram e proprio qui ecco che arriva la condivisione di una lirica da lei scritta ma molto particolare.

“Perché non mi capiscono”

A tenere banco in queste ore nel mondo del gossip troviamo la condivisione di una poesia scritta da Romina Carrisi, la quale ha colpito molto una fan che ha deciso di renderla pubblica e che si trova nella sua raccolta di poesie pubblicata qualche anno fa.

Non a caso, qui è possibile leggere:

Mi chiama pazza/ perché non mi capiscono / mi chiamano irrequieta / perché la loro vita / è monotona / sono al centro del mirino / di un gioco inesistente /. Io non porto le risposte nel mio cuore / non lo so neanche come si cucinano le uova /. Ma una cosa / solo una / mi è chiara / come la notte prima del giorno:/ io mi amo nel mio disordine mi lavoro le mani prima di mangiare e preferisco e preferisco morire / piuttosto che passare / il resto dei miei giorni / a puntare il dito / e sentire che ho il diritto / di considerami migliore /”.

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