Streaming Serie A Genoa – Juventus come vedere diretta Live Tv Gratis (Sky o Dzan No Rojadirecta)

Pubblicato il: 30 Giugno 2020 alle 5:21

Il Genoa a Marassi è quanto di meno digeribile ci sia stato in questi anni perla Juventus : 3 sconfitte e 3 pareggi in 8 partite sono uno ruolino allannante per chi, nello stesso periodo, ha sempre vinto il campionato. E Maurizio Sarri non sembra sottovalutare il problema, anzi. Dopo due vittorie convincenti in modo diverso, contro Bologna e Lecce, la sua Juventus deve cercare quella continuità di risultati che dal 2011 -12 in poi ha schiantato qualsiasi avversario per lo scudetto.

Quindi deve vincere, mantenere a distanza la Lazio, aumentare la frustrazione dei biancocelesti, come è stato fatto con le altre pretendenti in queste stagioni. Dice Sarri: «Il Genoa non è un avversario spinoso in assoluto solo perla Juventus. E’ storicamente mi campo diffìcile dove per tutti è complicato giocare. La partita è dura, come lo saranno tutte le trasferte contro squadre che vogliono salvarsi. Credo che i ragazzi sono molto consapevoli di questo, anche perché se ci aspettiamo qualcosa di diverso sbagliamo di grosso».

Va detto che l’effetto Marassi che tanto ha fatto negli anni, questa volta non ci sarà, ma Sarri non si fida lo stesso: «E’ vero, senza pubblico il fattore campo perde molto della sua efficacia, ma giocare in casa dà sempre qualche vantaggio. Piccole cose, punti di riferimenti in campo, l’avere il proprio spogliatoio, elementi che incidono e aiutano i ragazzi».

Molto più tranquillo, invece, sul fatto che Pjanic, da ieri ufficialmente promesso al Barcellona, mantenga altissima la sua concentrazione: « Penso che non ci sia alcun problema con Pjanic.
Quando il trasferimento verrà ufficializzato, Miralem sarà contento perché va in mi dub straordinario. Alla fine della sua carriera potrà dire di aver giocato nel Barcellona e nella Juventus. E’ mi ragazzo serio, la possibilità che lui non dia il 101% in questi mesi proprio non la vedo». Poi rassicura Buffon, fresco di rinnovo: «Buffon arriverà al record di presenze in A di Maldini e lo farà di sicuro in questa stagione, non so se proprio domani. Non abbiamo deciso, ma valutiamo in base alle sensazioni di Filippi».

Giocherà Szczesny, per intendersi, anche perché non ci saranno molti cambi: «Non ci possiamo permettere di alternare più di due/tre giocatori. Nell’ultima partita avevamo in convocazione tre ragazzi dell’under23 e fra grandi c’era chi aveva fatto solo tre allenamenti. Penso a mio o due cambi. Speriamo di recuperare in fretta la condizione di tutti. Hìguain sta meglio.

Ma c’è incertezza sul fargli fare mi minutaggio più elevato. Ronaldo e Dybala, invece, dovrebbero giocare. Non vedo ancora problemi di sovraccarico. Io penso che siamo nella fase in cui si deve trovare il massimo della condizione fisica e quindi ai giocatori non fa male giocare così spesso. Poi, con il passare delle giornate, si prospetterà il problema inverso, cioè giocatori che entrano in condizione, ma che poi accusano l’accumularsi delle partite. Stiamo modificando molto, quasi tutto, anche nella gestione del post-partita per il recupero.

Gli allenamenti non sono intensi, tutto mi lavorare di scarico e quindi anche la preparazione della partita è meno accurato. Le cinque sostituzioni rappresentano una novità da maneggiare con cura, possono condizionare in modo negativo i risultati.
E’ un’esperienza nuova, quindi a rischio cavolata. Come tutte le cose che non abbiamo vissuto, un’esperienza stimolante che se ne usciamo vivo accumuleremo delle nozioni che ci serviranno in futuro».

Dove e come vedere Genoa – Juventus in Streaming

Come sappiamo la bellissima gara, tra Genoa e Juventus si giocherà oggi Martedi 30 giugno 2020. Il big match sarà trasmesso in diretta streaming da Dazn, ma sarà anche visibile in televisione ovviamente nel caso in cui si è in possesso di un modello Smart compatibile con l’App.

In alternativa si potrà collegare anche la televisione ad una PlayStation 4 Oppure ad una Xbox o ancora a dispositivi quali Google Chrome Chromecast o Amazon Fire TV stick. Gli utenti Dazn, quindi che sottoscritto l’abbonamento, potranno guardare la partita anche da dispositivi mobili PC o Netbook tablet, collegandosi alla pagina ufficiale della piattaforma oppure scaricando l’applicazione.

Genoa di Nicola ha dimostrato di essere una squadra con gamba tonica e per affrontare il 3-5-2 la Juventus dovrà sfruttare al massimo l’ampiezza. Bernardeschi sulla fascia è l’uomo giusto al posto giusto, anche perché la sua corsa gli permette di dare consistenti e preziosi contributi difensivi (con il Lecce ha salvato Cuadrado in più di un’occasione).

Per evitare guai, la Juventus dovrà impedire al Genoa i cambi di gioco repentini e in questo senso il pressing di Bernardeschi, così come degli altri attaccanti sarà importante. Poi, nella ripresa, ci sarà spazio per Douglas Costa che, quando entra nell’ultima mezzora, produce effetti devastanti. Accetterà di partire ancora dalla panchina? Il dubbio è lecito, ieri Sarri non ha voluto sbilanciarsi, malo aveva fatto dopo la partita contro 0 Lecce, quando aveva auspicato di poterlo convincere a partire da seduto per scatenarsi quando in campo scarseggiano le energie e la velocità.

Pensale a una staffetta con Bernardeschi è comunque logico. A centrocampo, invece, l’unico dubbio è Rabiot-Matuidi, sempre più intercambiabili per Sarri. L’impressione è che il tecnico stia cercando di recuperare il francese più giovane, dopo un inizio di stagione travagliato e una pioggia di critiche da parte dei tifosi bianconeri.

Nessuno sembra credere più in Rabiot, tranne Sarri e Paratici che in questo scorcio di stagione vogliono dargli la possibilità di esprimere il talento che si era intravisto negli anni passati. Il ragazzo comunque si gioca il futuro, perché se dovesse rimanere involuto come nei primi dieci mesi di Juventus, faticherebbe anche a trovare un’altra squadra per rilanciarsi, mentre se dovesse riprendersi, potrebbe avere una seconda stagione in bianconero nella quale sfruttare l’ambientamento in un campionato nuovo e in una società che ne ha messo a dura prova la tenuta caratteriale.

Insomma, Rabiot, che contro il Lecce non ha deluso, potrebbe avere anche lui un’altra occasione da titolare per trovare la continuità. Pjanic giocherà la sua prima partita da quasi ex. Sarà commosso, provato psicologicamente, ma probabilmente anche smanioso di dimostrare che la concentrazione non gli fa difetto e che ha voglia di salutare la Juventus e i suoi tifosi non solo con il meraviglioso post sui social, ma anche con qualcosa di più concreto.

In teoria dovrebbe essere l’ultima. L’ultima partita di Cristian Romero da avversario della Juventus, contro cui aveva giocato la sua prima in Serie A, il 20 ottobre 2018: un 1-1 in cui recitò da grande protagonista, guadagnandosi le attenzioni bianconere trasformatesi il 12 luglio 2019 nel suo passaggio ai campioni d’Italia per 26 milioni, con un accordo che lo lasciava in prestito al Genoa fino al 30 giungo 2020. Cioè fino ad oggi, se la stagione non fosse stata sconvolta dalla pandemia di Covid-19: il ventiduenne difensore centrale argentino resterà in rossoblù fino alla fine del campionato, ma il calendario ha fatto si che quella di oggi sia comunque una data particolare.

Quella, appunto, della sua ultima sfida alla Juventus. Forse. Già, forse: perché se è certo che Romero diventerà un giocatore bianconero al termine della stagione, molto meno certo è che lo rimanga Il suo nome, infatti, figura come possibile contropartita tecnica in quasi tutte le trattative a cui la Juventus sta lavorando in Italia. Una bocciatura? No, semmai un sorpasso subito: da Merih Demira  l’esplosione del suo coetaneo turco, prima nel Sassuolo nella seconda parte della scorsa stagione e poi direttamente in bianconero in questa, che probabilmente cambierà il destino di Romero.

La Juventus ha deciso di puntare su Demirai al fianco di De Ligt per costruire la difesa del futuro e siccome nel presente, e anche neflaprossima stagione, ci sono ancora il capitano Giorgio Chieliini fresco di rinnovo, un leader con almeno altre due-tre stagioni ad alto livello come Leonardo Bonucci e un nazionale come Daniele Ruga- ni, peraltro pureluipossibile partente, ecco che lo spazio per Romero si è chiusa Senza che questo metta in dubbio il suo valore, come confermano le operazioni in cui potrebbe essere inserito: Milik, Chiesa, Zaniolo.

Tutte operazioni al momento in stand by, perché né il Napoli, né la Fiorentina, né la Roma accettano contro- partite tecniche in cambio dei citati gioielli, che sono disposte a cedere ma soltanto per soldi. Etant Nonèdetto però che le loro posizioni restino così rigide fino alla fine del mercato (il 5 ottobre, con apertura il 1° settembre). Soprattutto nel caso del Napoli visto che Milik, deciso a non rinnovare, tra 12 mesi esatti si svincolerà. Se De Laurentiis, o Commisso, o Pallotta, dovesse aprire a una trattativa che comprenda contro- partite tecniche, Romero sarebbe una carta importantissima nelle mani di Fabio Paratici.

Ventidue anni e due ottime stagioni da titolare in Serie A già alle spalle, Romero è uno dei migliori centrali sul mercato. Edha anche un altro grande pregio: guadagna circa un milione a stagione, in linea (anche sotto) con le politiche di ingaggi di Napoli, Fiorentina e Roma, per le quali gli sitpendi di praticamente tutti i giocatori già nella rosa bianconera sono invece troppo elevati. Ecco perché stasera dovrebbe essere l’ultima partita di Romero da avversario della Juventus, ma probabilmente non lo sarà Di certo lui avrà una motivazione in più. E potrebbe non essere l’unico, perché tra i suoi compagni ci sono ben otto giocatori con un passato bianconero: Perin (pure lui in prestito e più che mai destinato a non tornare), Masiello, Criscito (infortunato) Goldaniga, Sturaro, Cassata, Iago Falque e Favilli. Szczesny dovrà stare particolarmente attento al rischio gol dell’ex.

E’ a uno strano effetto vedere non tanto Miralem Pjanic nei primi fotomontaggi con la maglia del Barcellona, ma soprattutto quella clausola rescissoria da 400 milioni di euro incollata sul cartellino del centrocampista bosniaco. Non perché non lo meriti o per il fatto che sia la prima volta (tutt altro: nel 2016 il Pianista dei gloriosi tempi romanisti lasciò la capitale dietro pagamento della clausola da 32 milioni), ma perché vuol dire che Mire a fine stagione entrerà in un altro mondo, dove cifre simili sono pane quotidiano. Nel Barga una clausola ce l’hanno praticamente tutti, al Real Madrid è prassi comune prezzare i propri calciatori in questa maniera. Lo stesso Arthur nel luglio 2018 innò un contratto blindato con clausola da 400 milioni per i catalani. E’ stato ceduto alla Juventus per molto meno, segno del fatto che siano numeri assolutamente rivedibili, però questo non riduce la portata dello scambio tra due giocatori e altrettanti club di punta del calcio mondiale.

Ci sarà tempo e modo per salutarsi come si deve, ma già l’annuncio di ieri e i primi messaggi sui social hanno fatto scattare un toccante conto alla rovescia Arthur ha detto due parole agli attuali compagni di squadra riuniti in cerchio, per la sfida di oggi contro l’Atletico Madrid è stato convocato da Quique Setìen al quale ha assicurato il massimo impegno fino all’ultimo istante utile. Alle 18.09, poco prima del comunicato ufficiale del club bianconero, ecco il primo post dell’ex Gremio su Instagram dove vanta oltre 4,6 milioni di seguaci: « Ringrazio per il grande interesse da parte della Juventus per l’integrazione alla società. So di andare ad appartenere ad un grande club; ci aspettano molte sfide da superare insieme ai bianconeri». Prima in italiano, poi in catalano: «Ora concentrati sul presente, abbiamo obiettivi importanti con il Barcellona e darò tutto fino alla fine per i miei compagni e tutti i tifosi».

E mentre diventavano pubbliche le prime immagini di Arthur in sede alla Continassa, Pjanic ha diffuso sui social un video commovente. Per quello che Miralem ha rappresentato, il popolo juventino non può non augurargli di chiudere con la doppietta scudetto-Champions. Il bosniaco ha cominciato a congedarsi così: «Respira Mire, questo è il ritornello che mi ripeto lidiamente, nei momenti decisivi di una partita. Ed è quello che continuo a ripetenni ora, mentre provo a scrivere quello che sto provando in questo momento. Sono arrivato quattro anni fa per provare a vincere tutto. Perché anche quando non ci riesci, questo è ciò die deve provare a fare sempre un calciatore della Juventus.

Sono stati 4 anni intensi, vissuti al fianco di grandi professionisti ma soprattutto di amici veri, con i quali ho condiviso vittorie e record, ma anche amare sconfitte ad un passo dal traguardo. Sono stati anni in cui sono maturato come uomo e come padre. Questa è la città dove Edin è cresciuto, diventando il primo tifoso di questa squadra, e dove con la mia famiglia abbiamo costruito i più bei ricordi della nostra vita Penso che non si dica mai a sufficienza grazie, e quindi: Grazie alla Famiglia Agnelli. Grazie a tutti i compagni che hanno condiviso con me questo percorso. Grazie a tutti i dipendenti ed i membri dello staff, che mi hanno aiutato a crescere.

Grazie ai tifosi die ogni giorno mi hanno fatto sentire spedale. Perché se c’è una cosa che ho imparato, è che non esiste mi tempo minimo per innamorarsi. Alla fine è molto semplice: indossa questa maglia come mia seconda pelle, dai sempre tutto e non sbaglierai mai. Ora però abbiamo poco tempo da perdere e molto da andare a vincere fino al termine della stagione. E quindi respira Mire. Perché quello che oggi ti sembra così triste, da domani sarà uno splendido ricordo che porterai nel cuore per tutta la vita».
Pjanic e Arthm riceverannoparecchi messaggi pubblici di affetto. Il primo è già arrivato e non è di poco conto. Porta la fuma di Lapo Elkann che, via Twitter, si rivolge al brasiliano: «Benvenuto nella tua nuova Grande e Gloriosa casa: la Juventus».

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