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Pubblicato il: 26 Settembre 2020 alle 1:15

Il Toro ha trascorso in ritiro quasi tutta la settimana in ossequio al protocollo anticovid che si applica quando emerge una positività nel gruppo. Avendo tutti i giocatori in hotel, ieri Giampaolo ha comunque evitato di fornire l’elenco dei convocati per il match odierno. Strano.

Oltretutto la partita si gioca alle 15, non c’è nemmeno la motivazione dell’ultimo allenamento. «Voglio soppesare tutto  per bene, trascorrerò la  mattinata a pensarci su. Naturalmente un’idea della formazione ce l’ho, ma preferisco non anticipare niente» spiega il tecnico granata ai microfoni di Torino Channel. La sensazione è che ci siano diversi ballottaggi da risolvere. Il primo riguarda la difesa, dove Izzo e/o Ansaldi rischiano il posto.

Sia perché a Firenze sono stati sorpresi da Chiesa e Castrovilli nell’azione del gol, sia perché la concorrenza dei nuovi acquisti Vojvoda e Murru è forte. I mezzo al campo Meitè deve guardarsi dai polmoni di Lukic, sulla trequarti Verdi spera  di avere una chance, ma Berenguer è convinto della riconferma. Nessuno dei due, comunque, è uno specialista del ruolo e quindi entrambi ci stanno lavorando su.

L’unico (Romero e Djimsiti sono squalificati) ballottaggio in difesa l’ha risolto Gasperini: «Palomino è un po’ più indietro di Zapata, si è allenato con qualche alto e basso». Dunque con Toloi e Caldara gioca il croato Sutalo.

Invece resiste il dubbio in attacco, dietro le reticenze del tecnico, anche scaramantiche («Porta bene non dirvi nulla»): dunque, con Gomez e Zapata, giocherà Muriel – provato pure ieri – oppure Malinovskyi. In panchina non ci sarà Miranchuk, che come Piccini non si è ancora mai allenato con la squadra: «Spero di averli dopo la sosta».

Però ci sarà Lammers, che con un paio di allenamenti ha già intrigato il Gasp: altrimenti non l’avrebbe già convocato, come Mojica (e anche il giovane Diallo Traoré). Il tecnico si è detto fiducioso sulla condizione della squadra: «Saremo al massimo solo dopo la sosta, ma stiamo già abbastanza bene: abbiamo lavorato meglio di quanto pensavo ad inizio preparazione».

Ma occhio al Torino: «Ottima squadra, costruita per ambizioni importanti. Ha cambiato allenatore, dunque è in rodaggio, ma le capacità di Giampaolo sono riconosciute. Lo 0-7 dell’andata? Rimosso. Era capitato anche a noi a San Siro, ma si riparte».

Questa settimana il Toro ha fatto più tamponi che allenamenti intensi… «Ma no, se la mettiamo così sembra che vogliamo darci degli alibi. E quindi io dico, invece, che abbiamo lavorato bene, nel rispetto delle norme anti covid, ma con impegno e profitto.

Perciò il Toro è pronto per questa sfida contro una squadra forte che ci dirà a che punto siamo.

E’ bello giocare questo genere di partite, lo trovo stimolante e sono contento che arrivi adesso, casca a puntino perché ci darà delle misure».

E magari anche una rivincita dopo quel 7-0 dello scorso gennaio: in campo ci saranno molti granata che intendono rifarsi.

Marco Giampaolo parla, con collegamento a distanza, soltanto a Torino Channel.

L’ultimo giro di tamponi ha dato esiti negativi per tutti e dopo il sospirone di sollievo ecco che il tecnico ha potuto convogliare l’attenzione generale sulle cose da fare in campo.

Il punto fermo della filosofia di gioco del maestro abruzzese è la coralità.

Intesa come unità di intenti prima che come movimenti dei reparti in accordo tra loro. «Vorrei un Toro riconoscibile,
cioè dalla chiara identità, dalla difesa alta e che vada ad aggredire nel campo avversario» ha predicato Giampaolo fin da subito.

In questa orchestra che deve procedere all’unisono c’è poi spazio per gli acuti del solista «l’elemento che deve dare di più sul piano della qualità e dell’inventiva».

Contro la banda-Gasp sono attesi progressi rispetto al debutto di Firenze. «Mi aspetto miglioramenti su palleggio, linee di passaggio, fase di possesso e tutti i movimenti che occorrono nella loro metà campo.

Di sicuro voglio un Toro che non scenda in campo già battuto. Per questo cambio di mentalità serve una fidelizzazione all’idea».

Dalle fasce Per questa sfida si intuisce che possa esserci qualche novità rispetto alla formazione sconfitta al Franchi.

E viene da pensare anzitutto alla difesa considerato la pericolosità del reparto d’attacco nerazzurro.

La riflessione non riguarda la coppia centrale quanto le fasce, dove Izzo e Ansaldi vengono insidiati dalla concorrenza, forte, di Vojvoda e Murru, due del gruppetto dei nuovi arrivati.

In particolare il sardo potrebbe portare la sua potenza atletica in una squadra che all’esordio ha pagato sul piano della tenuta: «Peccato quel calo nella ripresa, ma adesso stiamo meglio»
chiosa il tecnico granata..

Sulla trequarti Giampaolo non appartiene al gruppo di allenatori che adattano le loro idee alle caratteristiche della rosa. E tantomeno ama quei i giocatori che pur di andare in campo si adattano
alla interpretazione di ruoli rimasti scoperti: «sono per le specializzazioni nei ruoli».

Il tecnico sta facendo una eccezione perché ha individuato in Berenguer e Verdi gli uomini in grado di agire proficuamente alle spalle delle due punte. Ieri ha avuto modo di puntualizzare. «Io credo che Verdi sia un attaccante esterno particolarmente “giusto” in un tridente in linea.

Con noi, che giochiamo con le due punte e il trequartista, ha comunque le caratteristiche per fare bene dietro gli attaccanti. Al pari di Berenguer, del resto. Quindi ho
una doppia opzione da sfruttare».

Col mercato ancora aperto è possibile che il Toro faccia ancora un colpo o due. Cairo ha detto che da Giampaolo non sta avendo richieste di un regista. Fermo restando che i programmi di mercato possono sempre essere stravolti da una uscita imprevista o da una occasione improvvisa, nel gruppo attuale farebbe comodo  un’altra punta.

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La preparazione, il merca­to e le condizioni di Josip Ilicic. Ma, prima di tutto, la gara con il Torino che segna l’esordio stagionale della sua Atalanta in campio­nato. Gian Piero Gasperini, fresco di rin­novo contrattuale (giugno 2023 con op­zione a favore dell’Atalanta fino al giugno 2024) e di votazione come quinto miglior allenatore d’Europa da parte di colleglli e giornalisti, ha presentato ieri la sfida con i granata toccando tantissimi argomenti. « Lo 0-7 dell’anno scorso non conta più – ha detto il tecnico dei nerazzurri -, si ri­parte da capo e sarà una gara tosta.

Mi aspetto un campionato molto più equi­librato perché tante squadre hanno cam­biato poco e si sono migliorate. I gioca­tori si conoscono e quindi tanti partono più avanti rispetto all’anno scorso. An­che il Torino può fare bene, nella passata stagione i granata erano partiti con delle vittorie poi l’annata è stata un po’ storta, penso che comunque fosse una squadra con ambizioni importanti. Con Giampa­olo hanno cambiato guida tecnica, han­no valori in campo e in panchina quin­di potranno fare molto bene».

A chi gli ha chiesto di fissare l’obiettivo e ipotizza una Dea in lotta per lo scudetto, Gaspe­rini ha risposto in modo molto schietto: «Non possiamo partire con quell’obiet­tivo, come tutti gli anni dobbiamo inizia­re il campionato al meglio e poi porci dei traguardi.

Vediamo dove si può arrivare, vogliamo essere protagonisti e sappiamo di avere impegni importanti e stimolan­ti». La squadra si è ritrovata lo scorso 31 agosto, dal punto di vista fisico la condizione non può essere al top dopo 26 giorni ma il tecnico non sembra trop­po preoccupato. «La squadra sta abba­stanza bene, abbiamo potuto lavorare meglio di come pensavamo all’inizio.

I tempi sono diversi per via anche dei Na­zionali e di altri intoppi, abbiamo avuto anche noi qualche giocatore fermato dal Covid-19 ma credo che sia stato fatto un lavoro completo con tutti. In questo mo­mento, di quelli che hanno iniziato dopo, Zapata sta molto bene mentre Palomino è un po’ più indietro».

IL MERCATO Inevitabilmente, con il mercato aperto, il discorso è scivolato sui nuovi arrivati e sulla rosa: il tecnico della Dea si è mostra­ to sereno e sorridente. «Credo che siano arrivati giocatori di valore.

Dietro abbia­mo aggiunto Remerò che si è già fatto ve­dere in allenamento ed è un ragazzo gio­vane ma molto interessante, Miranchuk speriamo di recuperarlo presto ma di lui si parla un gran bene e poi c’è Lammers che ha ottime doti e considero alternati­vo a Muriel e Zapata.

Sugli esterni Piccini ha bisogno di un po’ di tempo, Moji­ca integra un ruolo in cui io chiedo mol­to: il gruppo di potenziali titolari è di 16- 17 giocatori, questo è positivo. In più c’è Ilicic». Appunto, Ilicic.

Quando il discor­so tocca la situazione dello sloveno, Ga­sperini si mostra ancor più felice: «Non pensavamo fosse così avanti, è importan­te vederlo in netta ripresa esonidere con noi. Ha ripreso a fare battute, in campo la­vorerà anche oggi pomeriggio (ieri, ndr) e riprenderà con noi domenica mattina. Speriamo che continui così e di potergli far fare qualche spezzone dopo la sosta. Si è fermato nel momento più straordi­nario ma ora sta tornando».

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