Video Inter Real Madrid (risultato 0-2) gol e highlights

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Una notte fonda per l’Inter (e per Antonio Conte). In assenza di miracoli (servirebbe una doppia vittoria con Mönchengladbach e Shakhtar, con i tedeschi sconfitti pure a Madrid all’ultima giornata) Suning dovrà digerire l’ennesima eliminazione nel girone di Champions. Tutto può ancora succedere, però agli atti resta un “record” di cui non andare fieri per l’allenatore: mai l’Inter, da quando la Coppa Campioni ha cambiato formula, aveva giocato 4 partite senza vincerne nemmeno una.

Difficile presentarsi con un biglietto da visita peggiore all’assemblea dei soci che domani approverà un bilancio che farà segnare un rosso di oltre cento milioni. Dato in linea con quello della concorrenza, peraltro mitigato dalla cessione di Mauro Icardi, però – in una stagione senza incassi da stadio – sarebbe stato salvifico raggiungere gli ottavi.

La qualificazione è ora appesa a un filo e comunque non apparterrà più dall’Inter, considerato che i destini nerazzurri – oltre all’obbligo di vincere sempre – dipenderanno pure dalla serietà di un Real, probabilmente già qualificato, contro i tedeschi. È presto per fare calcoli, anche perché risulta difficile capire come un’Inter che ha fatto 2 punti nelle prime 4 gare di Champions, possa andare a fare razzia a Mönchengladbach contro una squadra che – dopo aver pareggiato a San Siro -, in due match con lo Shakhtar ha dato dieci gol agli ucraini, contro cui invece i nerazzurri sono andati in bianco.

Inter che ieri ha subìto una lezione dal Real, anche prima che la sconsiderata sceneggiata di Vidal, rendesse impari la gara sotto ogni punto di vista. E dire che Zidane che si era presentato a San Siro con sei indisponibili, tra cui due pesi massimi quali Sergio Ramos e Benzema, leader tecnici che incarnano alla perfezione il dna madridista (ai due totem vanno aggiunti Valverde, Odriozola, Militao e Jovic). Al quadro va aggiunta la scarsa condizione di forma di Casemiro e la sorpresissima data dall’esclusione di Asensio.

Sonora invece la bocciatura di Isco, considerato che – con Casemiro non al top – l’unico “rivale” rimasto per una maglia era Odegaard e Zizou ha scelto quest’ultimo. Non c’è però da sorprendersi vista l’uscita, non certo brillante per tempismo, del padre-procuratore alla vigilia di una gara tanto importante in Champions («Vorrebbe provare un nuovo campionato»). Un Real Madrid incerottato (e pure in crisi nella Liga) ma comunque con 23 Champions in campo, tante quelle conquistate complessivamente dall’undici scelto da Zizou, contro le zero dei nerazzurri. Squadra quindi più abituata a giocare queste “finali” nonostante senza Ramos in Champions fossero arrivati per le Merengues 7 ko su 8 partite.

Vidal, multa in arrivo

A dire il vero pure l’Inter avrebbe un giocatore in rosa fortissimamente voluto da Conte proprio per vivere da protagonisti queste notti, si chiama Arturo Vidal e ieri ha perso la testa sul possibile rigore non fischiato da Taylor, con l’aggravante di non aver smesso di protestare dopo l’ammonizione. Il cileno – che sarà multato – è finito fuori (con Ibra e Vieira unico giocatore espulso in Champions giocando in tre squadre diverse) dopo aver sfidato come “nei peggiori bar di Santiago” il direttore di gara e l’Inter, che già era sotto di un gol per il rigore di Hazard (gentilmente concesso da Barella, ingenuo nel franare su Nacho), è andata a fondo. Un dominio, quello del Real già prima del fattaccio, ben più marcato rispetto all’unico gol segnato dai palleggiatori messi in campo da Zizou: agli atti pure il palo interno centrato da Lucas Vazquez e l’occasione dilapidata da Mendy in un primo tempo in cui la differenza nel possesso palla è stata quasi imbarazzante (61% contro 39). La gara avrebbe potuto comunque girare a inizio ripresa, se Taylor (e il Var) avessero giudicato meglio la cintura di Vazquez su Gagliardini. A mettere fine alle speranze nerazzurre è invece arrivato il raddoppio, “firmato” da Hakimi in coabitazione con Rodrygo, entrato dopo appena 32″.«La situazione è complicata – il telegramma di Handanovic a fine partita – ma il campo non mente mai ed è quello che decide chi deve andare avanti. Squadre come il Real sono più abituate a giocare che a difendere, quello è il loro pane: loro fanno girare la palla e tu vai a vuoto». Come puntualmente successo.

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