Albano e Romina, senza di loro non è Sanremo

Sanremo non sarebbe Sanremo se non iniziasse a far parlare di sé mesi e mesi prima: ma se fino all’anno scorso ciò che scuoteva di più l’opinione pubblica riguardava i cachet e gli ospiti, quest’anno si aggiunge un livello di difficoltà maggiore.

Visti i tempi che viviamo, infatti, far muovere “il Carrozzone’’ con tutto ciò che ne consegue, non è certo cosa facile. Moltissime le incognite legate alla pandemia: doveva essere, nei buoni propositi, “il Festival della rinascita” ma, nella realtà, è ancora tempo di avere a che fare con tutti i protocolli per contenere il contagio e salvaguardare la salute.

Riguardo alla polemica inerente la presenza del pubblico, che ha fatto scatenare i promotori della cultura e i gestori dei teatri a cui, invece, non è ancora consentito aprire, a rispondere durante alcune conferenze stampa è stato Coletta in persona, direttore di RaiUno che ha spiegato: “Sanremo sarà un programma televisivo, seriale e condensato in 5 serate, che, invece di andare in onda da Roma o da Milano, andrà in onda da Sanremo.

I protocolli sono gli stessi. A Sanremo, andrà in onda uno show all’Ariston ‘protocollato’ come uno show televisivo”. Ecco perché, quindi, si è pensato in un primo momento di optare per la scelta di figuranti al posto del pubblico in sala.

Un’idea stoppata subito con un tweet dal ministro dei Beni culturali e turismo, Franceschi, che ha scritto: “Il Teatro Ariston di #Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”.

Uno stop al pubblico, anche dei figuranti, che avrebbe portato Amadeus – a quanto si apprende – a valutare la possibilità di lasciare il suo ruolo da direttore artistico e conduttore di Sanremo 2021. “Se non prendo il Covid muoio di infarto”, avrebbe detto il conduttore alle persone più vicine, facendo riferimento al grande stress che sta vivendo.

Anche Albano, che di Sanremo è un veterano, ha voluto esprimere il suo pensiero: “La mia su Sanremo l’ho già detta: in onore del Festival e per ciò che ha rappresentato nel mondo e per gli italiani è meglio rimandarlo. E giusto che non ci sia il pubblico, sarebbe troppo rischioso. Per questo dico: ‘rispettiamo Sanremo e rimandiamolo. Hanno cancellato il Carnevale di Rio de Janeiro e il festival de Vifia del Mar in sud America. Il Covid morirà, Sanremo deve essere onorato per quello che è e farlo in piena pandemia è un errore”.

E poi diciamocela tutta, senza lui e Romina, che Sanremo sarebbe? Sono loro la coppia vincente per eccellenza, sono stati in gara cinque volte insieme, sono tornati l’anno scorso come ospiti e, come dimenticarlo, nel 2015 è proprio sul palco dell ’ Ariston che li abbiamo rivisiti per la prima volta insieme dopo la loro prima reunion in Russia.

Il tempo passa per tutti, ma sembra ieri quando quei due ragazzini si guardavano negli occhi cantando “Felicità” alla loro prima comparsa a Sanremo. Correva l’anno 1982 e insieme si classificarono al secondo posto, battuti da Riccardo Fogli che vinse la gara con “Storie di tutti i giorni”. Due anni dopo Sanremo lo vinsero, con “Ci sarà”, mentre nel 1987 “Nostalgia Canaglia” arrivò al tera) posto. Fu poi la volta di “Cara Terra mia”, nel 1989 e di “Oggi sposi”, l’ultima volta insieme all’Ariston, in gara, nel 1990. Come tutti sanno dopo quella data iniziò un lungo periodo di silenzi, litigi, aule di tribunali per un amore che sembrava finito per sempre.

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