Claudia Gerini chi è? Età, carriera, marito, compagno, figli, vita privata e film

Claudia Gerini nasce a Roma il 18 dicembre del 1971; ha attualmente 49 anni. L’altezza è circa 168 cm. In età adolescenziale verso i 13 anni vince un concorso di bellezza chiamato Miss teenager e appari in qualche pubblicità televisiva. nell’anno 1987 ha partecipato al film roba da ricchi, nel personaggio della figlia di Lino Banfi. Entra nella televisione nel 1991 partecipando al programma Primadonna. Lascia la sua facoltà sociologica per abbracciare quella della recitazione, entrando nei teatri Beatrice Bracco e Francesca De Sapio.

Adesso cerchiamo di sapere qualcosa di più sulla vita privata di Claudia Gerini.

Negli inizi anni 90 Claudia si fidanza con un conduttore televisivo Gianni Boncompagni, che ha un’età più avanzata di lei di ben quarant’anni. La ragazza ormai donna si sposa nel 2002 con un dirigente finanziario: Alessandro Enginoli.

Da questa bellissimo Unione nasce la loro figlia Rosa.si separano ufficialmente nel 2004. esattamente un anno dopo la separazione ufficiale Claudia Gerini si fidanza con Federico Zampaglione, cantante e regista, da questa unione nasce la sua seconda figlia, Linda. La coppia  si lascia nel 2016. Nel 2017 fino al 2018 si fidanza con un noto attore e modello Andrea preti, successivamente nel 2019 viene immortalata insieme a Fabio Borghese.

sta facendo un bancomat, sta raggiungendo una figlia per lasciarle soldi e chiavi, tutto insieme se possibile, tutto mentre al telefono sta provando a raccontarmi del film appena presentato al Bifest, il festival del cinema di Bari, e al cinema il 30 settembre, Sulla giostra di Giorgia Cecere.

Racconta la storia di una produttrice cinematografica, si chiama Irene: «Una sempre di fretta, sempre al telefono, deve fare un film, sta cercando i soldi, sempre che non ha tempo, sempre al computer, sempre di qua, sempre di là…».

Irene vive a Roma, sta vendendo la storica casa di famiglia nel Salento, quella delle estati dell’infanzia, solo che la vecchia governante che ancora sta lì non se ne vuole andare, crea problemi, ostacola i nuovi acquirenti.

Spiega Claudia: «Irene va giù, pensando di sbrigarsela in due giorni e si ritrova invischiata in mille contrattempi e il passato le ritorna addosso, si ritrova un po’ cullata e un po’ stordita dalla calma vita di paese, dove tutto è rallentato e le priorità sono diverse. Un po’ si arrabbia, un po’ si fa trascinare, subisce la resistenza della governante, una bravissima Lucia Sardo. Infine, cede ai tempi lenti del paesino e, piano piano, riscopre cose di se stessa messe a tacere».

Claudia s’interrompe. Ora sta parlando ad alta voce col bancomat. Le scappano pure due numeri del Pin. Claudia, questa Irene sembra lei. Sembra tutti noi, tutti abbiamo una vita un po’ alienata e alienante. Abbiamo costruito noi questa società iper-tecnologica, iper-connessa.

E poi ci accorgiamo che il nostro animo antico non è pronto, è fatto per il contatto con gli alberi, il mare, gli animali, soffre il distacco dalla natura. Irene lo capisce, poi, lei è separata, arriva il figlio di 18 anni e le dice che vuole lasciare il liceo e andare a vivere col padre a Milano.

È uno shock. Nessuna madre è pronta alle crisi dell’adolescenza. Ah ecco scusi, eccola qua, c’è mia figlia Rosa, mi scusi, aspetti… Pausa. Riecco Claudia. Attrice di oltre 60 film, a breve in uscita anche con Lasciarsi un giorno a Roma di Edoardo Leo, con Diabolik dei Manetti Bros,con Per tutta la vita di Paolo Costella, con Mancino naturale di Salvatore Allocca e dall’11 ottobre sul set per la sua prima esperienza da regista, Claudia è anche la mamma di due ragazzine, Rosa, 17 anni, avuta dall’ex marito manager Alessandro Enginoli, e Linda, 12, avuta dall’ex compagno Federico Zampaglione. Ora, scherza: «I figli vogliono sempre due cose, chiavi e soldi. Oltre ad amore e attenzione, ovviamente. Insomma, in Sulla giostra c’è anche questo tema: i figli ti danno sempre la possibilità di essere una persona migliore o comunque di metterti alla prova di continuo. Nel film ho un maschio, i maschi sono pure più semplici. Le ragazze sono più sofisticate, piene di sfumature, e l’adolescenza è il momento in cui devi capire chi sei. L’adolescenza ha fatto irruzione in casa sua già due volte? La piccolina è molto matura, ci sta entrando, si sta trasformando in donnina. Però, i caratteri fanno tanto e lei è più estroversa della prima, più pacata e riflessiva. Diciamo che l’adolescenza comincia a darmi la seconda botta in testa. Siamo già alla contestazione? No, ma devi abituarti ai silenzi, alle mezze risposte. Ormai, entrambe

INSTAGRAM le ragazze vogliono stare più nel mondo della loro cameretta. Prima, volevano stare sempre attaccate a me e ora stanno più per conto loro, come è giusto. Qualche giorno fa, ho messo su Instagram una vecchia foto che mi è apparsa sul telefono, era di una volta che avevamo preso un sacco di pioggia. Ho pensato: che belle.

Ho scritto: nostalgia di quando erano super cucciole. Io, poi, sono una mamma “figliona”, che è l’equivalente dei figli mammoni: starei sempre attaccata fisicamente alle faglie. Da piccole, sono venute con me ovunque, in Thailandia, in Giamaica, su tutti i set.

Noi tre insieme abbiamo vissuto mille avventure. È anche lei fra i genitori affitti perché i figli stanno sempre sui social, sempre con la testa china sul telefono? I figli stanno sul telefonino come tutti quanti, adulti compresi.

Mi fanno ridere quei genitori che se ne lamentano e, se gli guardi il consumo dello smartphone, è di otto ore al giorno. La differenza è che i ragazzi non conoscono altri mondi: vivono molto di più nel virtuale, le relazioni vere sono in qualche modo sacrificate.

Da mamma, come cerca di compensare? Cerco di stare insieme a tavola, dove tv e telefoni si tengono spenti. Dico: guardiamoci un po’ in faccia. Ma questo non salva da quel tema dell’identità che passa dalle foto, dall’essere sempre esposti al giudizio in tempo reale.

Oggi, all’istante, tutto il mondo ti vede che mangi il gelato o stai in costume e c’è un modo pericoloso di identificarsi con la foto: vedi troppe ragazzine meravigliose che non si piacciono, si trovano brutte, grasse. Pure io mi vedevo grassa, non bella, fa parte del processo di crescita, ma ai miei tempi non era tutto così esasperato. Lei ha esordito al cinema a 15 anni, ha fatto Non è la Rai: è stata un’antenata delle infuencer di oggi.

Che consigli dà alle figlie su immagine e identità? Eh sì, ho esperienza di esposizione. Ho fatto Roba da ricchi di Sergio Corbucci che ero poco più che una bambina, poi le pubblicità, quando sono entrata a Non è la Rai avevo già 18 anni. Ma non è che puoi insegnare alle figlie a gestire la critica o il mancato like, puoi solo dare l’esempio. Ora, la piccola ci è rimasta male perché, in una chat, una sua amica le ha scritto che non le piacevano i suoi nuovi capelli lisci. Da mamma che fai? È difficile dire «fregatene», perché io stessa da ragazzina ci sono stata male.


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