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Non ha ancora tutti a disposizione, Andrea Pirlo, colpa della squalifica di Kulusevski e dell’infortunio di Dybala (comunque in ripresa, ne parliamo a pagina 10), ma rispetto all’emergenza di qualche tempo fa può fregarsi le mani soddisfatto al momento di valutare chi schierare. Soprattutto in difesa, dove nel giro di una decina di giorni ha recuperato Chiellini, Demiral, Cuadrado, De Ligt e Alex Sandro. Tanto da avere l’imbarazzo della scelta, soprattutto al centro dove ci sono quattro titolari per due posti. O qualche volta tre, ha anticipato il tecnico: «In difesa ci saranno rotazioni, a volte potranno giocare in tre, dipenderà dalle situazioni». Oggi i centrali però saranno due, con Chiellini favorito su Demiral per affiancare Bonucci mentre dovrebbe riposare De Ligt: «Matthijs ha giocato la prima mercoledì dopo un periodo di inattività, vediamo come recupera perché abbiamo davanti un tour de force».

Certo il ritorno tra i pali di Szczesny, i due terzini dovrebbero essere Cuadrado a destra e Danilo a sinistra, come al solito con il compito di trasformarsi in ala il primo e in terzo centrale il secondo in fase di possesso palla. Il fatto che per le citate assenze di Kulusevski e Dybala Pirlo abbia a disposizione solo tre giocatori offensivi e che tutti e tre giocheranno titolari (lo ha annunciato lo stesso tecnico) potrebbe però spingerlo a tenersi Cuadrado come arma da sfruttare a partita in corso. In quel caso all’inizio giocherebbe Frabotta a sinistra (ma con i compiti del colombiano) con Danilo a destra.

Quale che sia la scelta per gli esterni difensivi, quelli di centrocampo saranno Chiesa e quasi certamente McKennie: l’ex viola davanti a Danilo, lo statunitense davanti a Cuadrado o Frabotta, al quale farà spazio accentrandosi in fase offensiva.

Al centro tornerà dall’inizio Arthur, prezioso in una partita in cui la Juventus si troverà a far girare a lungo il pallone, e accanto a lui dovrebbe agire Bentancur, che ha recuperato dal colpo a un piede subito contro il Bologna ed è favorito su Rabiot. Il francese ha fatto bene contro la Spal, ma gli spazi stretti tra le linee della Sampdoria non sembrano l’ambiente ideale per le sue sgroppate. Davanti come detto Ronaldo e Morata torneranno a far coppia dal primo minuto, cercando un gol in campionato che manca da due partite a CR7 (Inter e Bologna) e da quattro allo spagnolo (Inter, Bologna, Sassuolo e Fiorentina, mentre con Milan e Udinese era infortunato).

La Sampdoria affronta la Juventus o un vero esame di laurea? «Io alzo l’asticella partita dopo partita. Non mi piace promettere ai tifosi qualcosa che poi non possiamo raggiungere. Siamo stati costruiti per non avere il patema d’animo dell’anno scorso. Sin qui lo stiamo facendo. Come dico sempre, arriviamo ai 40 punti e poi vediamo quante partite mancano. Ora con la Juventus dobbiamo alzare l’asticella. Anzi cerchiamo di saltare l’ostacolo Juve con una grande asta. Come il salto in lungo» chiosa Claudio Ranieri. All’andata il tecnico blucerchiato si arrabbiò molto dopo la sconfitta dello Stadium. «Un ricordo che non è tra i più belli.

Loro avevano giocato da Juventus ma noi non avevamo giocato da Sampdoria. Spero sia una partita completamente diversa. Loro sono una candidata per lo scudetto, noi dobbiamo fare il nostro» dice Ranieri. In attacco il vero ballottaggio è tra Quagliarella e Torregrossa, da valutare l’impiego di Ramirez. «Come filosofia sono sempre per andare a bussare per vedere chi c’è dall’altra parte. Non mi è mai piaciuto andare in campo da predestinato alla sconfitta. Voglio giocarmela con tutti» sottolinea il mister doriano che aveva tenuto a battesimo – lo scorso settembre – la prima da allenatore di Pirlo. «Io credo che Andrea stia facendo un ottimo campionato. Non era facile amalgamare tanti giocatori nuovi e far entrare nella squadra la sua filosofia. Ci sta riuscendo. La Juventus quando gioca e quando tiene il pallino è una grande squadra. E’ in corsa per lo scudetto anche se è un po’ indietro. Ma non credo si potesse immaginare una Juve al primo posto dopo aver cambiato così tanto». E il mercato? «La società sa che abbiamo necessità sugli esterni. Se riescono a far qualcosa di buono ben venga. Sennò va bene così. Tutti i ragazzi a disposizione sono volenterosi. Alla bisogna riesco a mascherare qualche problema».

Chissà, fosse una stagione normale, con il pubblico negli stadi a trasmettere passione e tifo ma anche pressione e ansia, chissà se tanti giovani sarebbero stati buttati nella mischia in partite decisive. Per anni ci siamo lamentati che il calcio italiano non rischia più, soprattutto sui “prodotti locali”, che il modello della cantera spagnola da noi non attacca e che l’esterofilia ha impoverito i vivai. Ebbene, la Juventus 2021 di Andrea Pirlo sta andando rapidamente controcorrente: il Maestro di sicuro non ha paura, ha un’idea di calcio ben precisa che capisce l’urgenza del presente e guarda alle prospettive future post Covid in cui ci saranno molti meno denari e quindi sarà necessario proporre tanti giovani a fianco dei pochi campioni. E anche questa volta la Juve gioca d’anticipo.

Sono già una mezza dozzina i ragazzi prelevati da Primavera e Under 23, mandati in campo in campionato e in Coppa Italia. Stupì alla prima giornata la scelta di Gianluca Frabotta terzino sinistro. Ventuno anni e 13 presenze, si sta confermando titolare aggiunto. Titubante all’inizio, ha acquisito sicurezza di partita in partita. Grande soddisfazione per il bel gol alla Spal, molto applaudito dalla panchina. C’è chi vede in lui un nuovo Zambrotta.

Fiducia anche in Manolo Portanova, centrocampista classe 2000, spedito al Genoa in prestito per verificarne la crescita. Proprio i rossoblù in Coppa Italia sono stati eliminati dalla rete, nei tempi supplementari, di Hamza Rafia, mezzapunta tunisina, tecnicamente niente male e piuttosto duttile. C’è da immaginarsi la felicità di questo ragazzo – entrato in campo insieme a CR7 – che ha deciso la partita.

Il 19enne rumeno Radu Dragusin, oltre a mostrarsi come un difensore centrale sicuro ed elegante, è già l’idolo delle tifose juventine più giovani, complice lo sguardo intenso e l’acconciatura alla maniera di una rockstar. Aspettativa molto alta nei confronti suoi e di Nicolò Fagioli da Piacenza, esordio in Coppa Italia da playmaker in mezzo al campo, buon tocco di palla e visione tattica anche se leggerino. Bocciato invece il suo parrucchiere, che lo ha mechato in stile Zaniolo.
Quarantacinque minuti anche per il riminese Alessandro Di Pardo e scampoli per l’attaccante palermitano Marco Da Graca. Poi chissà quanti di loro resteranno nel calcio che conta e quanti si dovranno accontentare. Detto ciò, la linea verde della Juve piace e convince. Mentre il sistema vacilla, c’è chi prova (a Torino) ad assicurarsi il fut

L’appetito viene… giocando, in sostanza. Danilo: «Sì, senza dubbio. Penso che dopo la mia partenza da Porto, questo sia il momento in cui sto avendo più continuità – ha detto il bianconero in una intervista a Tnt Brasil -. E questo è quello che ho sempre cercato. Ho sempre detto di essere un giocatore che più giocavo, meglio mi sentivo. Molte volte, ci sono alcuni giocatori che dopo 5 o 6 partite di fila si sentono stanchi, io no. Al contrario, ho bisogno di giocare più partite per avere più condizione, per sentirmi sempremeglio. Quindi ora sono molto soddisfatto. Prima di tutto, sono molto felice di giocare tutte queste partite consecutive.

Poi sono felice per questo momento personale, che è certamente uno dei migliori della mia carriera, e poi per poterlo vivere alla Juventus perché è un club in cui mi sono identificato fin dall’inizio, dove sono stato trattato molto bene e penso che sia giusto ripagare con le mie prestazioni migliori, con le mie qualità migliori. Quindi sono molto contento, non solo per il mio momento personale, ma per poter ripagare la fiducia che il club ha riposto in me».

E il terzino bianconero è convinto che – da lui e dagli altri compagni -il club possa essere ripagato anche con la vittoria di altri trofei, dopo la supercoppa. Campionato compreso: «Ho già visto e vissuto situazioni ancora più complicate di questa, in termini di distanza di punti e alla fine della stagione le cose si sono ribaltate ed è finita che ho vinto il titolo. Abbiamo dimostrato di essere sulla strada giusta in alcune occasioni. Una di queste è stata sicuramente la partita di Milano, poi anche la vittoria a Barcellona. Sono partite che dimostrano che siamo competitivi e che possiamo lottare per tutto. In altri incontri è naturale che si senta il cambiamento di lavoro, il modo diverso in cui giochiamo, l’inserimento dei nuovi giocatori. Tra di noi c’è grande fiducia nel lavoro che stiamo facendo e nel fatto che ci sono le condizioni per continuare a lottare per tutte le competizioni in cui giochiamo».

Eppoi c’è il jolly, Ronaldo. «Ho un bel rapporto con lui, anche dal punto di vista personale. Già dai tempi del Real avevamo un bel feeling e qui ci siamo incontrati di nuovo. Cerco di godermi il momento con questo tipo di giocatore, con questo tipo di persona, perché è immenso. Cerco di imparare tutto quello che posso. Come tifoso di calcio, voglio vederlo sempre fare grandi cose perché per me è un orgoglio poter guardare tutto quello che fa, applaudirlo ed essere il suo compagno. È un ragazzo che per restare al top per così tanti
anni deve fare sempre qualcosa di diverso. Ad esempio, durante le partite è successo che facesse un takle o rubasse una palla in maniera un po’ più brusca e mi chiedesse: ti è piaciuta? Io rispondo: Stai attento che ti fai male, non sei abituato. Lascia farle a noi erte cose!»

I muri di Genova, giù nei caruggi, hanno il fascino della storia, un po’ come lo stadio. Ecco, a Marassi questa sera la Juve rischia di trovarsi di fronte un muro… e di questi tempi non è una novità. La Samp probabilmente sceglierà di difendersi bassa, chiusa davanti ad Audero, per ripartire con Keita, Candreva, Jankto e i suoi giocatori da contropiede. È una chiave per analizzare la stagione della Juve, non solo la partita. Gli allenatori avversari infatti scelgono sempre più spesso di non concedere campo alla Juve e così togliere le giocate in profondità a Ronaldo e Morata: in 30 metri, contro dieci avversari schierati, i bianconeri girano palla, a volte lentamente, e non sempre trovano una soluzione. Inter-Juve probabilmente sarà stata studiata da Ranieri e tanti suoi colleghi: Conte si è chiuso, la Juve ha sbagliato i tempi dell’aggressione, l’Inter ha risalito il campo con facilità e ha fatto male.

Alcuni numeri per capire. Il baricentro nelle analisi statistiche è il punto medio in cui una squadra tocca il pallone. Inter e Napoli in stagione hanno unba-ricentro di 51,5 e 53 metri ma contro la Juve, a gennaio, si sono fermate e 45,9 e 45,3 metri. Tra cinque e nove metri più basse. Pirlo in conferenza ha fatto i nomi dei suoi attaccanti titolari: «Chiesa, Ronaldo e Morata». E, con loro, dietro ci sarà ancora Chiellini con Bonucci. Poi ha aggiunto: «Dovremo avere pazienza, non forzare le giocate e aspettare il momento giusto per l’imbucata». Ecco, come si fa ad abbattere il muro?
Come si attacca? Un bel colpo d’ariete, come la potenza di una giocata di Cristiano, resta una via possibile, ma ovviamente ne sono state organizzate di più articolate. Il principale pericolo per l’attacco è la staticità, a maggior ragione con questa occupazione “militare” della metà campo offensiva, con spazi che si riducono e densità che aumenta. La prima risposta è il movimento. Per questo sono diventati fondamentali McKennie, che sa trovare buchi e spazi grazie a un moto costante, e Arthur, che ha i tempi e piedi per premiare i tagli. Gli spostamenti a destra del texano e il feeling naturale con Cuadrado (non solo per i capelli…) aprono spesso la “scatola” difensiva in quella fascia, col colombiano che ha bisogno di pochissimo tempo per piazzare il cross, altra arma decisiva. Altre volte la Juve prova ad andare in verticale, con le giocate di Bonucci e anche Danilo. Ranieri, quindi, starà soprattutto attento all’aggressione: logico che, rubando palla vicino alla porta di Audero, la Juve troverebbe la Samp scoperta… e con Ronaldo di solito non è complicato trasformare una palla gol nell’1-0.
Ronaldo libero
Ronaldo, appunto. Pirlo ieri ha risposto a domande sui due casi del momento, la rissa Ibra-Lukaku e il viaggio di Cristiano Ronaldo in Valle d’Aosta: «Una giornata a Ibra e Lukaku? Non sapevo della decisione del giudice sportivo, sono cose successe su un altro campo ed è giusto mi astenga da valutazioni». Zero a zero. Più interessante l’opinione su CR7: «Ronaldo aveva il giorno libero e nella vita privata ognuno è libero di decidere. Fuori dal centro sportivo i calciatori sono cittadini liberi, ognuno si prende le proprie responsabilità». Ronaldo lo farà con i Carabinieri e anche stasera, nello stadio in cui a dicembre ‘19 prese l’ascensore e andò a segnare mezzo metro sopra la testa di Murru. Anche prima del Covid, distanziamento sociale.

Georgina prova a camuffare la bravata, inserendo nel post del video girato insieme con Cristiano Ronaldo nella piscina riscaldata e all’aperto di un albergo di lusso di Courmayeur, l’indicazione geografica Torino. Ma è assodato che il numero 7 bianconero, per festeggiare il compleanno della compagna (mercoledì ha compiuto 27 anni), abbia scelto la nota località turistica della Val Veny, in Valle d’Aosta, per un due giorni sulla neve, tra gite in motoslitta, cena romantica e bagno al chiaro di luna. Complice la non convocazione per la Coppa Italia contro la Spal, CR7 si sarebbe così concesso tra martedì e mercoledì questa mini vacanza violando il dpcm che non consente viaggi tra Regioni (dal Piemonte alla Valle d’Aosta) in arancione.
Probabilmente la notizia non sarebbe trapelata se lo stesso Cristiano non avesse postato un primo video, poi rimosso, in cui era in motoslitta con Georgina. In un secondo video, appunto sul profilo Instagram di Georgina, la modella argentina e Cristiano Ronaldo erano nella piscina riscaldata e all’aperto delle Terme di Pre Saint Didier, circondati dalla neve.

CRITICHE E IRONIE

I carabinieri del Gruppo Aosta stanno conducendo accertamenti ma il campione della Juventus non rischierebbe neppure la multa di 800 euro (per lui e la compagna): la violazione avrebbe dovuta essere contestata dalle forze dell’ordine in presenza, cioè avrebbero dovuto cogliere CR7 per le vie di Courmayeur. E accertare anche le motivazioni del viaggio. Cristiano Ronaldo, infatti, avrebbe potuto addurre un appuntamento di lavoro, magari per trattare una sponsorizzazione.
Non sono mancate critiche e polemiche social nei confronti di un campione “che si sente al di sopra di tutti” scrivono i suoi detrattori. Ma c’è pure chi la prende sul ridere, anche perché non sarebbe l’unico – e non stiamo parlando di giocatori ma di gente comune – ad aver trasgredito le regole Covid. «Cristiano Ronaldo compra la Valle d’Aosta e la dichiara come seconda casa…».
Al ritorno a Torino, la coppia ha festaggiato in famiglia: una torta a forma di cuore con panna e fragole, palloncini e tantissimi fiori per i 27 anni di Georgina, coccolata dal fidanzato e dai figli. E ieri Cristiano Ronaldo ha ripreso regolarmente gli allenamenti, in vista della trasferta a Marassi contro la Sampdoria, giocando insieme con Andrea Pirlo.

faccia da duro

Già, quello che non è mai successo in carriera si è materializzato nella partitella che, come di consueto, conclude ogni seduta e alla quale ha preso parte anche l’allenatore bianconero: palla di Pirlo che con un lancio serve un assist per CR7. La goduria per chi ama questo sport, un momento che è stato condiviso soltanto dai compagni di squadra. E guarda a caso, proprio la squadra di CR7 e di Pirlo ha vinto la sfida, con tanto di foto di gruppo finale in cui il fuoriclasse portoghese si è messo in una posa da duro. «Il team vittorioso, la normalità» ha scritto su Instagram postando lo scatto che lo ritrae, oltre che con il suo allenatore, con Danilo, Di Pardo, McKennie, Szczesny e Arthur.
La vacanza e, soprattutto, il riposo hanno giovato a Cristiano Ronaldo, pronto a riprendersi la maglia da titolare: d’ora in avanti ci sarà poco spazio per ricaricare le energie con la doppia sfida all’Inter in Coppa Italia e gli impegni di campionato contro Sampdoria, Roma e Napoli da qui a metà febbraio. E il 17 risuona la musica della Champions, dolci note per il re della competizione.

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