Intrattenimento

Diego Armando Maradona ha scatenato una nuova polemica anche da morto

La nuova maglia “EA7” per celebrare “Re” Diego Armando Maradona ha scatenato una nuova polemica: tre maglie di colori diversi che il Napoli ha già indossato nella gara contro il Verona (terminata 1-1) e che disputerà contro Inter e Lazio.

Perché una polemica? Perché su queste nuove maglie è raffigurato il volto di Maradona prima della finale del mondiale vinto dal “Pibe de Oro” in Messico nel 1986. La polemica sarebbe stata innescata dai figli eredi del campione argentino contro la coppia Stefano Ceci-Matias Morlam la quale ha firmato un contratto sui diritti d’immagine di Maradona quando Diego era ancora in vita. In merito a questa disputa abbiamo raggiunto l’avvocato Angelo Pisani, amico e legale del “Pibe de Oro”, per chiedere il suo parere in merito.

Avvocato Pisani, la maglia-tributo a Maradona che il Napoli ha portato in campo per la prima volta contro il Verona, è stata oggetto di un’accesa discussione: cosa pensa? «Maradona è di tutti, soprattutto dei bambini e dei più deboli perché è un esempio di spiritualità e riscatto, un simbolo del bene che vince sul male.

Quindi se ne parlerà sempre e lo vedremo ovunque all’infinito. Giusto anche vederlo in campo nel suo stadio, sulle maglie della sua squadra. Ma se si fanno operazioni commerciali è altrettanto giusto coinvolgere gli eredi che hanno diritto a sapere e organizzare come gestire immagine e brand di Maradona. Diego non avrebbe mai permesso a nessuno di speculare, ecco perché in sua assenza, e per rispetto a lui, tutto va gestito e sviluppato secondo criteri positivi e rispettando tutti i valori».

Di Maradona sono andati all’asta tutti i beni: dalla lettera di Fidel Castro alle auto di lusso. Il ricavato andrà solo agli eredi o c’è il rischio di qualche “intrusione”? «Il ricavato delle aste e della vendita dei beni di Maradona andrà solo ai suoi eredi e loro, senza bisogno di chiedere il permesso a nessuno, hanno il diritto e dovere morale di tutelare e far vincere ancora l’immagine del grande campione che rappresenta il vero calcio e che oggi il business ci sta facendo dimenticare». opere di beneficenza».

Diego Armando jr: «La maglia in onore di mio padre è un vanto» Diversa, invece, la versione rilasciata da Diego Armando Maradona Jr., che all’agenzia Adnkronos ha rilasciato questa dichiarazione: «La maglia in onore di papà è un vanto, ma mi dispiace per la nostra mancata considerazione da parte del Napoli, noi legittimi eredi, non siamo stati coinvolti e non abbiamo mai dato il consenso a questa operazione».

Dopo un giorno, il figlio dell’asso argentino è tornato sulla questione e ha rilasciato un’altra dichiarazione, stavolta al sito web Napoli Magazine: «Ho apprezzato il gesto del club. Da parte mia, e dei miei fratelli, c’è totale apertura nei confronti del Napoli, a maggior ragione se si tratta di opere di beneficenza».

Diego Armando Maradona Junior, figlio di Diego senior e Cristiana Sinagra, ha puntualizzato alcune sue dichiarazioni su presunte azioni legali che avrebbe minacciato nei confronti del Napoli. «Spiace constatare che nelle ultime ore stanno circolando delle interpretazioni fantasiose sul mio conto, che intendo smentire – ha dichiarato sempre sul sito web il 35enne allenatore del Napoli United – Non ho mai dichiarato che noi figli di Maradona intendiamo agire legalmente contro il Napoli!

Mi è stato semplicemente chiesto un parere sulla maglia tributo che la società ha dedicato alla memoria di mio padre, in occasione della partita contro il Verona, e ho sottolineato che ho apprezzato il gesto del club, come ogni manifestazione d’affetto che si è verificata negli ultimi mesi, specificando anche che in qualità di figli di Maradona siamo aperti a qualsiasi iniziativa legata al nome e all’immagine di mio padre, essendo gli unici e naturali eredi, a maggior ragione se si tratta di opere di beneficenza. Nelle ultime ore ho ricevuto sui social, come pure mia madre Cristiana, insulti gratuiti per un qualcosa che non ho mai dichiarato».


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