“Dottore, non riesco a fare la cacca”. Arriva in ospedale con la pancia gonfissima

Non andava al bagno da giorni e aveva la pancia gonfissima così, preoccupato e pieno di dolori, ha deciso di andare in ospedale. I dottori lo hanno tranquillizzato: “È solo una brutta costipazione’’ gli hanno detto. E poi lo hanno rimandato a casa. Ma Jack Dunn, 17 anni, che aveva forti mal di pancia e non andava al bagno da giorni e per questo si è rivolto al Pronto Soccorso, è stato rimandato a casa senza problemi.

I medici del Royal Glamorgan del sud del Galles, dopo averlo visitato accuratamente, sono arrivati alla conclusione che il ragazzo non avesse nulla di che, a parte un forte mal di pancia che, però, non doveva preoccuparlo troppo. Gli hanno anche fatto un’ecografia e hanno notato che, in effetti, la pancia del ragazzo era molto gonfia. Gli hanno prescritto dei lassativi per svuotarsi completamente e gli hanno detto di fare un bel sonno ristoratore. E il ragazzo, ligio, ha seguito alla lettera le istruzioni dei medici. Ma poi è successa una cosa che i dottori non avevano assolutamente preventivato. Il giorno seguente Jack è stato trovato morto da suo padre Keiron nella sua casa di Rhondda.

Ma come è possibile? Il giorno prima era andato in ospedale e i medici gli avevano detto che non correva nessun rischio! Come è possibile che sia morto la notte stessa? Una roba terrificante. Il povero Jack è morto di chetoacidosi, una malattia che provoca un aumento dell’acidità del sangue. Il signor Donn ha detto al Mirror che suo figlio soffriva moltissimo e che riusciva a camminare a malapena. Eppure i medici hanno fatto confusione e non hanno capito quale fosse il suo problema. La chetoacidosi si manifesta quando il corpo non riesce a utilizzare lo zucchero come riserva di energia perché non c’è l’ormone insulina o non ce n’e abbastanza in circolo. Alla sua comparsa concorrono quattro condizioni concomitanti: l’iperglicemia (cioè elevati valori di glucosio nel sangue), la chetonemia (ovvero l’accumulo di corpi chetonici nel sangue), e l’acidosi metabolica, accompagnate da disidratazione.

“Quando Jack ha detto ai medici di avere anche difficoltà a respirare, i dottori gli hanno detto che si trattava solo di ansia visto che Jack era in ansia per il solo fatto di essere in ospedale”. Ma al mattino, quando il padre ha trovato il figlio morto nel suo letto, non poteva credere ai suoi occhi: ‘’È stato il momento più brutto della mia vita – ha detto al Mirror – sono certo che mio figlio sarebbe vivo se in ospedale avessero fatto i controlli del caso”. L’autopsia effettuata sul corpo del ragazzo evidenzia che Jack è morto per chetoacidosi seguita da una severa costipazione. “Se gli avessero fatto degli esami del sangue, forse il mio Jack sarebbe ancora vivo’’, si dispera il padre consapevole che ormai indietro non si può tornare.

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