Dove e come vedere Manchester City – Chelsea Streaming Gratis Diretta Live Tv finale Champions League Sky o Dzan

Questa sera siamo arrivati  alla finale di Champions League. La partita sicuramente sarà  trasmessa in chiaro. Noi di controcopertina.com  come al solito vi forniamo l’elenco  completo su dove vedere la grande partita.

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Come e dove vedere Manchester City – Chelsea  in Streaming

Ora è il momento di dare un senso ai 5 anni di duro lavoro che abbiamo alle spalle, vincerà la squadra che meriterà maggiormente di vincere». Le parole di Pep Guardiola, diventate un manta nelle ultime settimane, da quando il Manchester City si è qualificato alla finale di Champions League, fanno da preludio alla quinta finale del torneo che vedrà protagonista il catalano. Da calciatore ha battuto la Sampdoria nel 1992 e perso contr o il Milan nel 1994, da allenatore ha vinto con il Barcellona nel 2009 e nel 2011.

Ora il ritorno, a dieci anni esatti di assenza: «Ma la ricordo benissimo, come fosse ieri – ha detto lui – avevamo giocato davvero bene esprimendo il meglio di quello che avevamo costruito in 4 anni di lavoro insieme». Questa sera può raggiungere Zinedine Zidane e Carlo Ancelotti, che hanno vinto 3 volte il titolo dalla panchina ed eguagliare sia loro due che Frank Rijkaard e il suo maestro Johan Crujiff che tra campo e panchina ne hanno collezionate 4.

Per farlo avrà due ostacoli, il Chel-sea e Antonio Mateu Lahoz. L’arbitro che con le sue decisioni nefaste decise City-Liverpool di Champions del 10 aprile 2018, con fischiate che oggi il Var andrebbe oggettivamente a cancellare ed una espulsione ai danni di Guardiola che reagì verbalmente a fine primo tempo e spiegò: «Con lui è cosi dai tempi della Liga». L’augurio è che la partita – ora supportata dalla tecnologia e dall’assistente davanti al video – non sia influenzata dal fischietto valenciano.

A sottolineare la superiorità di questo City rispetto ad allora è stato Fernandinho: «Sia contro il Dortmund che con il Psg siamo andati in svantaggio, ma abbiamo continuato a giocare a modo nostro ed abbiamo rimontato. Questa è stata la chiave della stagione». Guardiola infatti mostra ottimismo: «Abbiamo le idee chiarissime su come andremo a giocare. L’unica certezza? Soffriremo, ci sarà qualcosa da aggiustare, ma dovremo essere noi stessi».

La sfida sarà ovviamente caratterizzata da glande concentrazione, per non dire tensione, davanti alla quale Guardiola, che ai tempi del Barcellona prima delle finali diceva ai suoi «andate in campo e divertitevi», ha provato a stemperare alla vigilia: «II calcio – ha detto il catalano – non è solo tattica ma emozioni e relazioni tra compagni di squadra». Una settimana fa, tuttavia, parlando su Twitch alla Bobo Tv, davanti alla provocazione bonaria di Lele Adani che gli aveva fatto gli auguri «per l’amichevole della settimana prossima» (riferendosi a stasera), Guardiola, nell’ambiente amichevole creato da Vieri e amici, ha virtualmente incrociato le dita ridendo a denti stretti: «Questo ambiente – disse con un sorriso amaro – non è troppo abituato a queste amichevoli», riferendosi alla differenza di approccio tra l’attuale Manchester City ed il suo Barcellona. Ieri ha aggiunto: «A quelli che sono più ansiosi dirò che è del tutto normale, agli altri che è altrettanto bene cosi».

Lezione che ha capito lo stesso Fernandinho: «Siamo tranquilli, dobbiamo solo fare quel che abbiamo fatto fin qui, giocare un calcio semplice, senza cambiare nulla. È il miglior modo di affrontare una finale». Da sempre Guardiola dice che le Coppe Europee non si programmano. Ed è difficile dargli torto pensando alla casualità che regna in 90 o 180 minuti rispetto alle 38 gare che emettono i verdetti in campionato. «I titoli – ha ribadito lui stesso ieri – sono conseguenza di molte cose. La più importante per me ora è che io da manager voglio vedere giocare la squadra nel modo che sa, e che mi piace. La gente tanto tempo fa diceva che non era possibile giocare in questo modo in questa nazione, noi l’abbiamo fatto, sin dal primo giorno, e quello che abbiamo ottenuto parla da solo».

Parole perentorie che non nascondono anche quella che al momento sembrerebbe una ipotesi dirompente. Non è detto che – in caso di vittoria – l’avventura di Pep Guardiola al Manchester City non possa concludersi qui. La decisione è solo nella sua testa e benché oggi alquanto improbabile, non impossibile. La scadenza del suo contratto al 30 giugno prossimo è stata posticipata di due anni, mossa che ha evitato ogni voce di avvicendamento, ma l’estisten-za di un patto tra lui e i suoi sodali catalani Ferran Soriano e Txiki Begiristain è nota da almeno 2 anni.


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