Dove e come vedere Torino-Milan Tv diretta live streaming gratis Sky o DAZN?

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Come e dove vedere Torino – Milan  in Streaming

Tra il Milan, la salvezza da conquistare, il futuro di Nicola e le novità di mercato (vedi la pista Vuskovic, di cui si parla a pagina 16), c’è spazio anche per tornare ad accendere i riflettori sul Filadelfia. Perché giusto ieri pomeriggio, dopo una vita, è tornato a riunirsi il consiglio di amministrazione della Fondazione Filadelfia: l’associazione che gestisce il centro sportivo, dopo averne promosso la costruzione, e che raggruppa il Comune, la Regione, il Torino (affittuario dell’area) e alcune associazioni di tifosi. I vertici sono tornati a discutere del 3° lotto.

Ovvero della parte di lavori neanche iniziati, dopo l’inaugurazione dell’impianto nel 2017, relativi alla riqualificazione di quella striscia di terreno che si allunga tra il campo principale e via Bruno, dove (come da statuto) dovrà sorgere il nuovo Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata, attualmente a Vifia Clarettane all’interland. Sono stati analizzati i passi in avanti compiuti nella ricerca di partner: colloqui costruttivi con il Credito Sportivo per l’apertura di un mutuo e appuntamenti presi con la fondazione bancaria CRT per possibili donazioni, dato il fine sociale e culturale del progetto.

Ci ha detto Domenico Beccaria, “storico” rappresentante dei tifosi: «Sono soddisfatto perché, dopo un momento di esitazione, finalmente pare che la Fondazione abbia imboccato con decisione la strada giusta. Mi fa piacere che le mie continue pressioni portino a risultati. Anche grazie all’ingresso nel CdA di Cereser (altro rappresentante dei tifosi; ndr) e Caliendo (“voce” della Regione; ndr) si è instaurato un proficuo clima di collaborazione».

Nicola ha il contratto in scadenza. Ma, ammesso ovviamente che il Torino si salvi, è meritatamente in pole per guidare i granata anche nella prossima stagione. Detto questo, non vanno nemmeno sottovalutati certi pissi pissi che tornano a udirsi. Voci che riportano a galla la stima che nutrono Cairo e Vagliati per Juric, tecnico di nuovo in rotta con il suo presidente, Setti. Basti ricordare cosa aveva detto l’allenatore del Verona dopo la partita proprio con il Torino, domenica. Il succo: «Non parla con me ed è un brutto segnale.

Ci sono rimasto male, è una mancanza di rispetto. In 2 anni io e la squadra abbiamo fatto cose incredibili: ci vorrebbe qualcosa in più da parte della società». Setti gli ha poi risposto. Altro riassunto: «La mia stima è indubbia, dimostrata già un anno fa siglando un rinnovo triennale (fino al 2023; ndr) con ingaggio raddoppiato (1,5 milioni netti a stagione; ndr). Sì, il suo lavoro è stato eccezionale.

Ma forse non ha compreso del tutto ciò che già gli avevo spiegato sulla programmazione futura. Per me è al centro del Verona. Però se ha dei dubbi vorrei che me li dicesse». Nella prossima settimana si incontreranno. Juric chiede un mercato più ambizioso. Sa di piacere a molti club: Napoli, Fiorentina, Torino e Atalanta, se mai, clamorosamente, dovesse andar via Gasperini per una big cui fosse impossibile dire no. Gasperini: il maestro di Juric all’inizio della sua carriera.

Il Torino aveva già provato a ingaggiare Juric un anno fa, prima di ripiegare su Giampaolo perché il croato aveva trovato l’accordo con Setti, anche lì dopo parecchie frecciate. Uno sviluppo (dai petardi ai brindisi) che potrebbe pure ripetersi, ora: difficile, ma non impossibile. Per vari motivi la Fiorentina ha intanto incassato un altro no da Juric, come nel 2020: e sta puntando con decisione Gattuso. Juric è un nome al vaglio anche del Napoli, non a caso.

E sarebbe la prima scelta di Cairo e Vagnati, se mai il presidente non trovasse un’intesa con Nicola sul rinnovo (Davide non è un allenatore disposto ad accettare progetti incoerenti e lacunosi). Cairo ha ancora a libro paga Giampaolo: sino al 2022 (1,5 milioni netti a stagione). La stima del presidente per Nicola è crescente: a360gradi. Lo ha anche già detto, ricordando pure che i buoni rapporti durano dal 2005 (quando Davide giocava nel Toro).

Ma poi continua a rinviare ogni decisione a fine stagione, con dribbling dialettici che possono parere ambigui. Nicola vanta nel contratto attuale un rinnovo automatico di un anno a determinate condizioni (salvezza con media punti a partita attestata a 1,5 circa: dovrebbe chiudere sopra quota 40, insomma). Non sarà comunque l’esatta media punti finale a decidere i destini di Nicola, allenatore amato dai tifosi e molto ap -prezzato dai giocatori. Che erano penultimi, quando arrivò. Se il campionato fosse cominciato a gennaio, quando Nicola approdò nel Toro, il Toro ora ballerebbe tra la 9a e la 10a posizione. Ha resuscitato la squadra: quasi un miracolo. Si stramerita la conferma, a salvezza acquisita. Cairo lo sa. Ma sa tutto anche di Juric. Idem Vagnati

La stagione di Zlatan Ibrahimovic, con ogni probabilità, si è conclusa al 66′ di Juventus-Milan di domenica quando, durante un contrasto aereo, ha messo giù male la gamba sinistra con il ginocchio che ha compiuto un movimento innaturale. Quasi immediata la sostituzione e gli esami svolti ieri hanno evidenziato tuia lieve distorsione che non gli permetterà di essere a disposizione né questa sera contro il Torino né domenica contro il Cagliari.

Le prime voci trapelate parlano di uno stop stimabile in circa 3 settimane, il che significherebbe che Ibra non sarebbe a disposizione nemmeno contro l’Atalanta nell’ultima giornata di campionato. Ad oggi, lo score di Zlatan è di 27 partite (19 di campionato) con 17 gol realizzati e tre assist vincenti fomiti ai compagni.

Una notizia che ha un po’ scalfito la gioia del Milan per la vittoria contro la Juventus, perché Ibrahimo-vic è sempre stato un grosso punto di riferimento per i suoi compagni, dentro e fuori dal campo, tanto è vero che Bennacer ha ammesso, nel post gara: «Ti fa capire cosa voglia dire giocare per questa maglia e ti porta a dare sempre il 200% per essa». Le sue condizioni saranno monitorate costantemente dallo staff medico milanista per capire l’evoluzione della distorsione, che è l’ultimo tassello di un 2021 non partico lami ente felice dal punto di vista fisico per Zlatan, che con le due gare di questa settimana arriverà a 10 partite di campionato saltate da inizio anno ad oggi. Un numero importante, che certifica anche la necessità di lui intervento sul mercato estivo per prendere un co-titolare che possa sopperire le sue assenze.

Nonostante l’infortunio, ciò che trapela dagli ambienti vicini alla nazionale svedese è che il et Andersson lo convocherà sicuramente per l’Europeo che prenderà il via a giugno. 1 contatti tra gli staff medici del Milan e della Svezia sono già partiti e ci sarà un fitto carteggio sulla guarigione di Ibrahimovic da questo infortunio che, oggettivamente, non ci voleva. Né per lui, né per il Milan né, tantomeno, per la Svezia che lo ha riabbracciato nel corso dell’ultima tornata di gare interazionali dopo 5 anni e mezzo d’assenza. Chi è stato a contatto diretto con Ibra nelle ultime ore conferma che l’attaccalite – dopo un iniziale spavento per un danno che sarebbe potuto essere più grave, anche se si tratta del ginocchio non operato ai tempi di Manchester – si è subito informato sui trattamenti da svolgere per ridurre il gonfiore e provare ad accelerare i tempi di rientro. Ma quest’ultima pratica, visti gli stop di questa stagione, è da prendere con le pinze. Anche, e soprattutto, in vista della sua partecipazione all’Europeo.

Per quanto concerne i prossimi giorni, è probabile che Ibra segua la squadra da vicino visto che le partite contro Torino e Cagliari potrebbero risultare decisive perla qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Nei mesi scorsi, quando ha potuto, lo ha fatto e ora che il traguardo è vicino, per il gruppo potrebbe essere uno stimolo importante, anche se non lo avranno in campo.

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