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Ennio Doris chi è? Età, Banca Mediolanum, carriera, biografia, causa morte, moglie e figli

Purtroppo oggi è  venuto a mancare il fondatore del gruppo Mediolanum. Scopriamo insieme la sua carriera, e qualcosa in più  sul suo privato.

Ennio Doris è nato a Tombolo, in Veneto, il 3 luglio 1940. Inizia la sua carriera lavorativa come venditore porta a porta per la Banca Antoniana di Padova e Trieste, oggi chiamata Antoveneta. Nel 1969, invece, comincia la sua attività nel campo della consulenza finanziaria per la società Fideraum.

Due anni dopo entra a far parte della Dival, che aveva appena dato vita al fondo comune di diritto lissemburghese TreR. In dieci anni, raggiunge la qualifica di divisional manager, con un gruppo di 700 persone. Tale successo lo invoglia a creare un progetto imprenditoriale per offrire ai clienti una consulenza finanziaria di tipo globale.

Primogenito di Ennio, sua sorella Sara è presidente esecutivo della Fondazione Mediolanum Onlus, Massimo Antonio Doris nasce a Bassano del Grappa il 9 giugno del 1967. Da sempre appassionato di ciclismo e di snowboard, è sposato e ha due figli.

Dopo essersi laureato nel 1996 in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano, inizia a lavorare in Mediolanum per andare poi a farsi le ossa a Londra in qualità di Sales Assistant presso le banche d’affari Ubs, Merril Lynch e Credit Suisse Financial Product.

Rientrato in Italia e in Mediolanum, dopo avere superato l’esame di promotore finanziario inizia il suo percorso di maturazione all’interno del gruppo fino a diventare responsabile della Rete Nazionale dei Consulenti globali di Banca Mediolanum.

Nel 2005 si trasferisce di nuovo all’estero, più precisamente a Barcellona, dove ricopre il ruolo di amministratore delegato e direttore generale di Banco de Finanzas e Inversiones, una banca spagnola controllata da Mediolanum.

Da un piccolo paese di provincia fino a diventare uno degli uomini più ricchi al mondo. Secondo la rivista Forbes, Ennio Doris occupa la 350esima posizione tra i Paperoni del pianeta. Inizia la carriera nel settore bancario alla Banca Antoniana di Padova, ma il suo vero approccio con il risparmio gestito avviene nel 1969 come consulente finanziario per Fideuram. La svolta nel 1982 quando, in società con Silvio Berlusconi, fonda Programma Italia, una rete di inter-mediazione finanziaria.

Il nucleo iniziale cresce fino a coprire tutti i settori: previdenziale, bancario, finanziario, assicurativo. Nel 1996 Doris Amministratore Delegato Presidente Doris, hanno deciso di affidare i propri risparmi  a Banca Mediolanum. Come si riesce a conquistare tutta questa fiducia? «Con una storia di lavoro serio e professionale. Non basta avere buone idee e buoni prodotti, è fondamentale che il cliente percepisca di essere veramente al centro di tutte le attenzioni della Banca.

Se il cliente non lo percepisce in maniera totale, vuol dire che siamo riusciti nel nostro intento solo in parte». Facendo un passo indietro, come è nata l’idea di Mediolanum e come racconterebbe la filosofìa che la guida? «L’idea è nata alla fine degli anni Sessanta. Dopo aver fatto sottoscrivere un buon contratto ad un cliente su un prodotto finanziario, mi sono reso conto che questo cliente avrebbe avuto bisogno anche di copertura di tipo assicurativo, che io in quel momento non avrei potuto fornirgli.

Da qui è nata l’idea del “consulente globale”, cioè di un unico professionista in grado di poter intervenire sui bisogni di una famiglia in materia di risparmio, previdenza, protezione e casa. Un professionista del genere doveva necessariamente avere alle spalle un’azienda che fosse in grado di fornire tutte le tipologie di prodotto richieste. Da qui il Gruppo Mediolanum».
Quali sono state le principali evoluzioni che il Gruppo ha subito in questo ventennio? «Partendo dalla rete di vendita si è dovuto costruire un gruppo che via via ha inserito le fabbriche per tutte le tipologie di prodotto che necessitava.

La grande svolta c’è stata nel 1997, anno successivo alla quotazione in Borsa, con la nascita di Banca Mediolanum, la vera chiusura del cerchio. Grazie alla banca, il “consulente globale” aveva la possibilità di fornire la vera consulenza a 360 gradi». Possiamo identificare il principale elemento di distinzione di Banca Mediolanum rispetto ai suoi competitors? «Sicuramente la possibilità e la capacità di far interagire la tecnologia più evoluta, ma anche di più semplice uso, con il fattore umano. Abbiamo oltre 5.500 agenti su tutto il territorio nazionale, ognuno dei quali instaura con i propri clienti un contatto diretto e un rapporto di fiducia continui».

Quali sono i vostri obiettivi e come si sintetizza la strategia delle 5D che proponete agli investitori? «I nostri obiettivi sono quelli di crescere moltissimo in Italia e all’estero. La strategia delle 5D, che significa delle 5 diversificazioni, è la base del rapporto tra l’agente e il cliente, in quanto consente ai nostri uomini di fornire una vera consulenza che permetta al cliente investimenti coerenti con le proprie reali necessità.

La prima delle 5D prevede di diversificare gli impieghi in base all’asse temporale, suddividendo le proprie disponibilità tra il breve periodo, cioè 2 o 3 anni, al quale riservare il denaro di cui si può avere bisogno in qualsiasi momento, il medio periodo e il lungo periodo, oltre i 7 anni. La seconda D ha a che fare con la diversificazione tra titoli. La terza D considera l’opportunità di investire in tutto il mondo e nei diversi settori delle economie. Stesso discorso vale per la quarta, che punta sulla diversificazione per potenziale di crescita. La cinquina si completa con la diversificazione sugli strumenti, cioè differenziando la tipologie di prodotti».


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