Intrattenimento

Manuel Bortuzzo ha conquistato gli spettatori per la sua carica positiva nonostante ciò che gli è successo

È entrato nella casa del “GFvip” a testa alta per portare sui piccoli schermi la sua drammatica storia ma anche la sua simpatia, la sua sensibilità e la bravura con cui, come ha detto lui, è riuscito a trasformare una tragedia in un’opportunità.

Sono passati circa due anni da quando Manuel Bortuzzo, ventidue anni, viene coinvolto suo malgrado in una sparatoria che poteva costargli la vita e invece il proiettile lo ha risparmiato mancando di pochi millimetri l’aorta addominale costringendolo, però, a vivere su una sedia a rotelle.

Un colpo terribile per chiunque, e soprattutto per lui che era un apprezzato e talentuoso nuotatore. La sua storia commosse l’Italia allora e in questi anni (è stato anche protagonista di una serie tv con Raoul Bova e autore di un libro) ma con il “GFvip” tutti hanno scoperto la sua bontà d’animo e la forza di volontà.

L’atleta ha deciso di partecipare per dei motivi importanti. «Per scoprire i tabù sulla disabilità e farmi conoscere», ha spiegato a “Sorrisi e Canzoni Tv”, e il tutto sta funzionando, con i telespettatori che lo stanno conoscendo meglio come persona, al di là del brutto episodio che l’ha coinvolto: «Sono buono.

A volte penso più agli altri che a me stesso», e tutti se ne stanno accorgendo, anche per il modo gentile in cui Manuel riesce a confrontarsi con gli altri inquilini, in particolare con una delle tre sorelle Haile Selassié, la ventitreenne Lucrezia, Lulù, dando sempre il massimo di se stesso. Il “GFvip”, però, è solo una tappa, perché il ventiduenne pensa già al futuro e dopo il reality spera di continuare a piacere alla gente e, ovviamente, di tornare alla sua passione, il nuoto.

«Dopo un incidente o un’avversità, bisogna subito “rimontare a cavallo” e riprovarci», ha dichiarato a “Starbene” ricordando la prima volta che è tornato in piscina dopo l’incidente: «Quando ho visto quell’azzurro diviso in corsie ho pianto. Oddio, mi sono detto, adesso le emozioni mi travolgeranno. Galleggerò? Come faccio a entrare in acqua? Riuscirò a nuotare senza usare le gambe? Che effetto mi farà vedere gli altri atleti che nuotano nelle corsie di fianco?

Sembrano domande stupide ma nelle mie condizioni te le fai. È stata veramente la lotta fra paura e voler nuotare di nuovo». Tutto questo anche se la sua vita adesso non è soltanto lo sport, ma tanto altro e l’atleta ha capito che la cosa più importante nella vita è l’amore. Quello che ha voluto dichiarare alla sua fidanzata appena ha saputo di essere fuori pericolo: «Il primo pensiero è stato: hai poco tempo da vivere e non le hai ancora detto quanto la ami. Fallo subito, prima che sia troppo tardi!».

E per amore Manuel intende anche quello verso i propri genitori, il fratello minore, le due sorelle, gli amici e qualsiasi altra cosa lo renda felice, sport compreso. Questo è il suo nuovo segreto e il messaggio che vuole mandare tramite il “GFvip”: «Ci sono persone che si perdono la vita e invece bisogna ricordare che ci sono persone che la vita la stavano realmente perdendo », come ha spiegato durante una diretta aggiungendo che «Quello che più mi ha formato è stato il periodo passato nelle cliniche ribilitative, lì con gli altri ragazzi ho veramente toccato il senso della vita loro mi hanno insegnato a fermarmi e a capire che dovevo dare importanza a ciò che si ha e non ha ciò che si è perso».

Della sera in cui ha rischiato di morire il gieffino ha svariati ricordi. «A parte il momento del colpo, ricordo il mio ultimo ballo. Suonavano “I migliori anni della nostra vita”, una canzone che sembra un messaggio del destino.

E poi la mente si è riaccesa in ospedale: il primo viso che ho visto è stato quello di mia madre. Mi ha dato tanta sicurezza e mi sono detto: “è tutto finito”». Reality a parte, Manuel ha scritto per Rizzoli il bellissimo libro “Rinascere”, studia il pianoforte con grande passione e fa progressi ed ha partecipato al docufilm “Ultima Gara” di Raoul Bova, cosa che gli ha aperto nuove strade: «Nel film ho potuto mostrare la fatica, il dolore. Farmi vedere non obbligatoriamente forte, per una volta, mi ha fatto sentire libero. – ha dichiarato al “Corriere della Sera” – Non dover dire sempre che va tutto bene, ma confessare che a volte non è facile, è giusto: ci rende umani.

Ognuno, prima o poi, incontra delle difficoltà. E se succede bisogna lottare per tornare a stare bene». Tutto questo sta dando la forza a Bortuzzo di andare avanti e di conoscere meglio se stesso. «Dopo l’incidente ho fatto esperienze che mai avrei ritenuto possibili, tra cui il film. Ho perso tanto, per questo mi piace notare quante cose sono successe che mai avrei pensato… – ha spiegato – Nel tempo ho realizzato che sono solo capace di essere debole. E che così, in effetti, ti dimostri forte. Se conosci la debolezza la sai affrontare e ti puoi riscattare. Altrimenti vivi dando tante cose per scontate e nemmeno provi a vincere delle sfide». Il messaggio del ragazzo quindi è di ottimismo e di fiducia nelle proprie possibilità usando tutto il coraggio possibile per superare le avversità senza dare nulla per scontato: «Bisogna realizzare che le cose succedono, ma in qualsiasi situazione, abbiamo sempre modo di reagire ».


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