Me contro Te, Lui e Sofi – Persi nel tempo quando esce? Trailer, trama e cast del film

Hanno annunciato il loro matrimonio attraverso un video pubblicato su YouTube (e come poteva essere diversamente?) che hanno girato sul lago di Como e che ha totalizzato in poco più di sei giorni due milioni e mezzo di visualizzazioni. I futuri sposi sono Luì e Sofì, ovvero Luigi Calagna, ventinove anni, e Sofia Scalia, ventiquattro, il duo più amato dai bambini, in rete e non soltanto.

Il loro, infatti, è un marchio riconoscibilissimo e molto diffuso e continua a crescere nel tempo così come il loro successo, fatto di grandi numeri. Dalle figurine agli zaini, dalle tazze da caffè alle magliette fino alle bambole: il brand “Me contro te” è ormai famoso quanto Topolino.

Ovvio che un marchio così forte venga sfruttato il più possibile, anche con dei film. Già, perché se il loro primo film, “Me contro Te – Il film: La vendetta del Signor S”, ha incassato più di 10 milioni di euro arrivando anche a scalzare dal primo posto del box office il “Tolo Tolo” di Checco Zalone (era gennaio 2020, praticamente una vita fa), era ovvio che ne fossero realizzati dei sequel.

Due per la precisione, il primo è “Me contro te – Il mistero della scuola incantata” uscito ad agosto 2021 e con risultati altrettanto ottimi considerando la pandemia, i cinema aperti a singhiozzo, e il periodo estivo: più di 5 milioni di euro di incassi, mentre il terzo è “Me contro te il film – Persi nel tempo” ed è in uscita a gennaio 2022.

Incassi enormi considerando il periodo e la concorrenza: “Tre piani” di Nanni Moretti ha superato appena i 3 milioni di euro di incassi e il costosissimo “Freaks out” (più di 14 milioni di euro di budget) non ha neanche raggiunto i 3 milioni di incassi al botteghino. Potremmo andare avanti a lungo, ma raramente film italiani considerati di alto livello hanno raggiunto i numeri di Luì e Sofì con i loro film perfetti per il pubblico dei giovanissimi.

Insomma, qui non siamo più a livello di youtubers e fenomeni della rete, ma siamo di fronte a degli artisti con la A maiuscola. La forza dei due ragazzi sta nella loro simpatia e nella capacità di attirare i più piccoli e farli affezionare sempre di più a loro anche attraverso l’allegria con la quale Luigi e Sofia confezionano i loro seguitissimi video: «Il divertimento è contagioso. Se ci si diverte, si trasmette allegria anche agli altri», hanno detto, a ragione, a “Best Movie”. Basta con i filmoni strappalacrime e scontati dove viene strategicamente inserita la malattia, la morte o il disagio perché altrimenti registi e sceneggiatori si sentono sminuiti.

Il discorso è più ampio: dopo la seconda guerra mondiale c’erano certamente i film drammatici, ma nella storia sono rimasti i film di Totò, del primo Sordi, e se si pensa a Vittorio De Sica la stragrande del pubblico si ricorda di “Pane amore e fantasia” e non di “Ladri di biciclette” con cui ha vinto l’Oscar. Quando i produttori e gli sceneggiatori capiranno che il popolo post-Covid ha bisogno di distrarsi e non di scavare nel loro dramma, sarà sempre troppo tardi, e speriamo che il successo al botteghino di Luì e Sofì possa far capire meglio e presto il concetto.

Comunque, tornando a Luì e Sofì, i due non si fermano e ora vorrebbe proporsi anche in versione musicale live con dei concerti, ma sempre consapevoli di parlare ad un pubblico che va dai 3 ai dieci anni, una fascia d’età abbastanza delicata: «Non abbiamo mai sottovalutato la grande responsabilità che abbiamo e proprio per questo, da sempre, cerchiamo di veicolare messaggi positivi. continueremo a farlo, restando fedeli ai nostri valori e al nostro essere frizzanti».

Senza fare progetti troppo complicati, ma sempre rimanendo con i piedi per terra e pensando all’oggi più che al domani, tipico della generazione nata con internet: «Non ci piace pensare troppo a lungo termine. Ci siamo accorti che la vita è imprevedibile e che per noi ogni anno è stato un continuo cambiamento ricco di novità. continueremo a vivere il presente intensamente, impegnandoci al massimo e imparando dai nostri errori sperando in un futuro felice per noi, i nostri cari e il super Team Trote».

Luì e Sofì si impegnano anche a dare degli insegnamenti a tutti i bimbi che li seguono, suggerendo loro, ad esempio, cosa fare nel tempo libero: «Che ci si può divertire con poco e, cosa che sembra un paradosso, diciamo loro di non stare sempre in casa a giocare col cellulare, ma di trovare altri passatempi che possano mettere in moto la fantasia. Come collezionare figurine o colorare», ha detto Sofì a “Grazia”.

Diventati inizialmente famosi in rete soprattutto per le loro sfide, i due fidanzati riescono a mantenersi sempre vivaci e giocherelloni: «In realtà, ci dicono spesso che noi siamo molto maturi rispetto a molti nostri coetanei», ha detto Luì, a cui risponde proprio Sofì: «Però il nostro animo è rimasto fanciullo. Abbiamo vissuto una bella infanzia ed è come se volessimo mantenere questo ricordo e ciò che facciamo ci fa stare bene».

La storia tra i due influencer, originari di Partinico in Sicilia ma trasferitisi a Milano, è cominciata sette anni fa, quando si sono incontrati a casa del cugino di lei. E mentre Sofì aveva subito colpito il suo futuro ragazzo, Luì invece non aveva proprio fatto colpo. Ma sei mesi dopo i due si sono fidanzati: «Io le mandavo i miei video, così, per ridere, lei li mostrava alle sue amiche, tutte si divertivano. Allora le ho chiesto di caricarli su YouTube, ma senza particolari aspettative», ha ricordato Luì e da poche centinaia di visualizzazioni i due sono arrivati ai record che conosciamo.

Nessuno dei due aveva mai avuto l’idea di lavorare nel mondo dello spettacolo, al massimo c’era la passione per la chitarra di Luì che suonava con un gruppo di coetanei, ma era più un hobby. La loro ricetta magica è quella di stare sempre insieme: «Uniti sempre. Contro la noia, per scacciarla. – ha detto Luì a “Vanità fair” – Contro la tristezza, perché non ci prenda. Insieme 24 ore su 24: per me lei è un braccio, io sono un suo piede. Mi sono innamorato e l’ho corteggiata subito, senza quasi conoscerla.

E non è stato un fuoco fatuo: oggi ci guardiamo e sappiamo già che cosa stiamo pensando. E immaginarci divisi non è qualcosa che mettiamo nel conto, perché ci viene una fitta di vuoto cosmico, improvviso ». È normale che i due ragazzi amino molto i più piccini, ma di fare un figlio loro, anche se a breve si sposeranno, non ci pensano proprio: «Ci vuole il tempo di pensarci che, adesso, ci manca».

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