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Orietta Berti chi è: età, marito, figli, canzoni, biografia, Osvaldo Paterlini, Omar e Otis

Orietta Berti è una delle cantanti più conosciute e amate del panorama musicale italiano. Grazie alla sua voce, alla sua simpatia e al suo talento si è fatta amare da milioni di italiani che la seguono con passione

Chi è Orietta Berti: età, marito, figli, canzoni, curiosità, carriera e vita privata

Orietta Berti, pseudonimo di Orietta Galimberti è nata a Cavriago il 1° giugno del 1943. Orietta comincia a cantare giovanissima, spronata dal padre, grande appassionato di musica lirica. Studia musica e canto lirico. Nel 1961 partecipa alla sua prima manifestazione canora ufficiale, il concorso Voci Nuove Disco d’Oro a Reggio Emilia, con la canzone Il cielo in una stanza di Gino Paoli, qualificandosi per la finale che si tiene il 15 aprile al Tarantola Club: arriva sesta, dietro, tra gli altri, a Paola Neri (prima) e Iva Zanicchi (seconda), mentre dietro di lei si posiziona Gianni Morandi (nono).

La cantante s’impone all’attenzione del pubblico e il successo arriva l’anno dopo con Tu sei quello, che vince Un disco per l’estate 1965 e la Mostra Internazionale di Musica Leggera; a fine anno vince il Festival delle Rose 1965 con la canzone Voglio dirti grazie. Nel 1966 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con Io ti darò di più, scritta da Alberto Testa e Memo Remigi. Tutti questi brani confluiranno nel suo secondo album Quando la prima stella.

Nello stesso anno vince il Festival di Lugano con Ritorna con il sole, e viene pubblicato il suo secondo album. Torna a Sanremo nel 1967 con Io, tu e le rose, canzone che, pur se ricordata spesso per essere stata citata da Luigi Tenco nel suo biglietto d’addio, è un altro dei suoi grandi successi.

Registra il suo terzo album Orietta Berti a Parigi, con l’orchestra di Sauro Sili ed il contributo del famoso gruppo vocale Swingle Singers, e partecipa al Festival delle Rose 1967 con Io potrei, scritta da Federico Monti Arduini.

Orietta Berti: vita privata

Molto spesso la cantante ha fatto riferimento al marito Osvaldo, con il quale è sposata da oltre 40 anni. Le nozze tra Orietta Berti e Osvaldo risale, infatti, al 1967. Il matrimonio è arrivato immediatamente dopo la prima partecipazione della cantante al Festival di Sanremo.

Ma lo sa che a Sanremo i miei look saranno curati dai ragazzi che l’anno scorso anno seguito Achille Lauro (Nicolò e Leandro di Sugarkane, ndr)? Ho detto che vorrei tanto i mantelli che aveva lui, era fantastico l’abito da regina Elisabetta che ha indossato l’ultima sera, perché mi piace trasformarmi, come al Cantante mascherato, ma mi hanno già detto che sarò più classica». Orietta Berti c sempre spiazzante, riesce a trovare il sorriso e l’ottimismo anche dopo la grande paura per il Covid che ha colpito sia lei sia il marito Osvaldo. «Sono appena stata a Roma per partecipare ad Affari tuoi e mi sento di una spossatezza infinita. Me lo dicevano che, una volta superata la malattia, ti prende l’euforia di fare mille co se, ma poi subentra la stanchezza. L’importante è che stia bene Osvaldo, siamo riusciti a curarlo senza portarlo in ospedale, ma non riesce a dormire. Per me non è mai stato un problema, è da quando ho 18 anni che dormo due ore a notte a causa dello choc che ho provato quando ho perso mio padre in un incidente. E così ne approfitto, di notte, all’una, mi sono messa a fare il bucato c ho preparato i vestiti per andare da Fabio Fazio, mi sono presa cura dei nostri animali, ho nove gatti, due cani e un pesce, e della nostra casa che è grande, su due piani».

AIzi la mano chi non ha mai canticchiato una sua canzone. Per tutti è l’Usignolo di Cavriago, per molti l’Orietta nazionale. Con la sua simpatia e la sua schiettezza ha scritto pagine importanti della nostra musica, conquistando generazioni e generazioni. E l’ha fatto sempre con il sorriso, restando fedele a se stessa. Oggi la incontro alla vigilia di un appuntamento importante e mi sono lanciato una sfida: conoscere, prima della fine della nostra chiacchierata, il segreto della sua voce, sempre cristallina e impeccabile.

Orietta, lei è una forza della natura: torna a Sanremo dopo 29 anni, omaggiando la nostra tradizione musicale. «Sì, continuo a non tradire le mie radici. Il bel canto, poi, è da sempre apprezzato in tutto il mondo, non dobbiamo vergognarcene».

Dodicesima volta al Festival, questa volta con il brano Quando ti sei innamorato. «Una canzone con una linea melodica e un assolo orchestrale che sembra estrapolato da un concerto classico. Il testo parla dell’amore che diventa passione, delle sensazioni che si provano di fronte a chi ci fa battere il cuore».

Cosa ricorda del primo incontro con suo marito, Osvaldo Paterlini? «Eravamo alla fiera di Montecchio, in Emilia-Romagna. Mi tremava la voce, ero imbarazzata, ma mi piaceva parlargli. Ai tempi, andare con la corriera in queste situazioni era il massimo del divertimento; ci vado ancora adesso, tutti gli anni, a fare un giretto, forse per rivivere quel giorno (ride)».

Osvaldo, da allora, è il suo compagno di vita… «Di vita, di lavoro, di tutto. Quando il Covid ci ha colpito è stato tremendo».

Domanda. Di chi è stata l’idea di andare a Sanremo? Risposta. «Sto preparando un cofanetto che raccoglie i brani di 55 anni di carriera con una serie di inediti, ed è uscito il mio libro Tra bandiere tasse e acquasantiere (Rizzoli). Proprio dopo un incontro per parlare della promozione, io e il mio manager, Pasquale Mammaro, ci siamo presi il Covid. Mi ha chiamato con 40 di febbre, forse delirava, dicendomi: “Ho mandato quattro pezzi ad Amadeus, era l’ultimo giorno utile per farlo!”. All’inizio mi sono arrabbiata, stavamo tutti male ed era da 29 anni che non andavo a Sanremo, quando mi ha chiamato Amadeus, entusiasta, per dirmi che aveva scelto un mio pezzo, Quando ti sei innamorato, non ho potuto ringraziarlo perché stavo litigando con i dottori che volevano ricoverare Osvaldo». D. Ha venduto oltre 15 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d’oro, un disco di platino e due d’argento, che effetto le fa gareggiare con La rappresentante di lista e Lo Stato sociale? R. «La gara non mi spaventa, ho fatto undici Sanremo e sette Cannonissima, pensi che alla finale c’erano 30 milioni di telespettatori. Adesso questi ragazzi hanno 10 milioni di vi-sualizzazioni per un video, lo so, fanno questi numeri, ma vado a fare la mia parte».

D. Di che cosa parla Quando ti sei innamorato! R. «Delle sensazioni che provi quando inizia un amore, che per me sono quelle che ho provato quando ho conosciuto mio marito, Osvaldo».
D. Che sensazioni erano? R. «In quegli anni tutti i ragazzi volevano fare gli sbruffoni, erano sempre allegri con la battuta pronta, mentre Osvaldo era taciturno e serioso e, siccome avevo appena perso il mio papà, non volevo sentire questi ragazzi che facevano caciara, mentre lui era serio e gentile. Con lui mi sentivo protetta ed è così ancora adesso. L’amore si trasforma negli anni, prima è passione, poi tenerezza, infine è pensare le stesse cose e sapere di non poter vivere senza una persona». D. Qual è il Festival che ricorda con maggior piacere?
R. «Il primo, quando presentai lo ti darò dì più, e quello del 1992, in coppia con Giorgio Faletti, un uomo pieno di vita e un amico delizioso. Eravamo spensierati e non ci interessava la gara, e poi eravamo proprio legati. Ogni volta che andava a Roma passava dalle mie parti, mi chiamava, e io, che compro la pasta fresca tutti i giorni, gli dicevo: “Oggi abbiamo i cappelletti freschi”, “oggi abbiamo i tortelli verdi”, e lui si fermava a pranzo. L’unica cosa che non poteva proprio vedere era la mia collezione di acquasantiere, mi faceva chiudere la porta della camera!».


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