Intrattenimento

Patrizia de Blanck contro Belen in difesa di Rossa Rubicondi

Non si dimentica di  lui. Nel clamore suscitato dalla morte prematura di Rossano Rubicondi la contessa Patrizia de Blanck gli rivolge un pensiero tenero e affettuoso. La vita dell’attore ed ex modello – prima marito e quindi amico del cuore di Ivana Trump – è stata ricostruita nei dettagli.

Dalla giovinezza quando, puntando sulla fisicità, cercava il suo posto al sole fino al periodo in cui è entrato nel jet set internazionale grazie alla prima moglie dell’ex presidente americano Donald Trump, che lo ha sostenuto economicamente nel corso del suo recente dramma.

«Solare, aveva tanto entusiasmo» Da un anno, Rubicondi aveva un tumore, scoperto in fase avanzata. Il brutto male se lo è portato via a neanche cinquantanni mentre, solo nel suo appartamento di New York, cercava di trascinarsi al telefono per chiedere a–iuto dopo essere caduto e  aver battuto la testa.

Nel mosaico di una vita  spericolata manca però il tassello che rese Rubicondi noto anche al pubblico televisivo: la sua partecipazione nel 2008 a L’isola dei famosi dove intrecciò un flirt con Belén Rodriguez, all’epoca legata al calciatore Marco Borriello. Una storia  che, seppur negata dai » diretti interessati, ha animato molto il gossip dell’epoca.

E stupisce che la showgirl, sempre pronta a rendere pubblici momenti e pensieri intimi, non abbia commentato la scomparsa dell’ex naufrago. A differenza della regina della stessa edizione del reality, Patrizia de Blanck, che rivela il lato tenero della personalità di Rubicondi, nel ricordo commosso di un periodo magico. Patrizia, chiuda gli occhi e ritorni a L’isola dei famosi-. che cosa vede? «Il mare, il sole, tanti colori e il sorriso di un bel ragazzo pieno di entusiasmo, quello di Rossano: il mio compagno di viaggio in un’avventura fuori da ogni schema, che per me poteva finire male».

In che senso?«A Rossano devo la vita: mi ha salvato da una situazione molto pericolosa. Durante una delle tante prove sostenute nel reality, sono finita in mare e sono rimasta incastrata tra la barca e uno scoglio, col rischio di essere schiacciata. Stavo per perdere i sensi quando ho sentito le braccia robuste di Rossano che mi sollevavano, trascinandomi sulla barca. Appena mi sono ripresa ho provato a ringraziarlo, ma lui mi ha fermato con un perfetto baciamano spiegando come, per un gentiluomo, aiutare una donna fosse un fatto scontato.

Indimenticabile, Rossano». Per lei, ma non per Belén che sull’isola si era avvicinata parecchio a lui…«Non sta a me giudicare. Ma almeno un “ciao’ il povero Rossano se lo sarebbe meritato. Forse, visto che all’epoca Belén aveva un compagno, ha cancellato dalla memoria il feeling che aveva con Rubicondi. Come succede con i ricordi imbarazzanti».

Secondo lei. tra loro c’è stato davvero del tenero? «Rossano dormiva accanto a me: ma, quando la notte mi svegliavo, era sparito in concomitanza con Belén, della quale subiva certamente il fascino. Erano due ragazzi accomunati dal fatto di aver investito sulla propria bellezza per  raggiungere il successo. Un percorso irto di compromessi e difficoltà. In quel contesto fuori dal mondo si erano per cosi dire riconosciuti in un rapporto vissuto con naturale innocenza. Al rientro in Italia ognuno ha ripreso la sua strada perdendo, forse, un’occasione di felicità duratura».
«Aveva anche una sua spiritualità»

Grazie a Rossano, lei si è scoperta romantica?«Ho una vena di sentimentalismo che si alterna all’ironia e al gusto della trasgressione. E conservo un ricordo molto dolce di un altro naufrago, il bidello Carlo Capponi, scomparso poco dopo L’isola, che si era innamorato di me.

Non si può ridere sempre e la capacità emotiva è un dono da coltivare negli anni». Pensa che tra Rubicondi e Ivana Trump ci fosse amore vero o, come sostiene qualcuno, un rapporto di “sudditanza” da parte di Rossano? «Ho conosciuto la Trump: una donna forte, generosa, molto sensuale e bisognosa, per questo, di un partner adeguato. Secondo me, quindi, la sua storia con Rossano ha avuto una componente di attrazione, complicità e dominio da parte di lei che, infatti, nel necrologio ha ringraziato Rossano non per il suo amore, ma per la sua “devozione”».
Il ritratto di un Rubicondi godereccio e spensierato corrisponde alla verità?

«Dietro la solarità di Rossano ho sempre intuito una vena malinconica nel rimpianto di aver conosciuto il mondo dei vip senza mai farne davvero parte. Avrebbe ancora avuto il tempo di realizzarsi, se solo un destino avverso non lo avesse fermato prima. Aveva anche una sua spiritualità e infatti il funerale è stato celebrato nella chiesa che lui era solito frequentare. Non condivido la retorica di chi commemora Rossano immaginandolo mentre canta e balla nell’aldilà, un luogo non consono a un uomo innamorato della vita come lui. Tuttavia credo che, nella sua tragedia, abbia avuto una fortuna, se così si può dire». Quale fortuna? «Andandosene nel fiore degli anni, ancora affascinante, Rubicondi resterà eternamente giovane, evitando la stagione del declino fisico e quella della malattia, che non avrebbe tollerato».


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