Pensioni anticipate 2021, ecco le ultime notizie: le valide proposte, Quota 41 o Quota 102

Parliamo di pensioni anticipate e di quelle che sono le ultime notizie per il 2022. Al momento, le proposte sarebbero due ovvero quota 41 e quota 102. Una cosa è certa ovvero che a dicembre 2021 sicuramente cesserà di esistere quota 100, ovvero la misura che ha permesso di poter andare in pensione una volta maturati 62 anni di età e 38 anni di contributi. C’è grande attesa quindi di capire che cosa ne sarà della riforma pensioni e quale potrebbe essere la valida sostituzione di quota 100. Sarà la prossima legge di bilancio a definire quelle che possono essere le nuove forme di pensioni anticipate visto che al momento c’è solo tanta confusione.

Pensioni anticipate, il punto di vista di Guido Cantini

Nei giorni scorsi su un gruppo Facebook che è dedicato proprio alle pensioni, chiamato “Lavoro e pensioni: problemi e soluzioni” Guido Cantini sembra aver scritto un post molto importante sull’attuale situazione. “Riforma Pensioni siamo agli sgoccioli, tra circa un mese e mezzo è tempo del varo della Legge di bilancio, ancora in alto mare la riforma delle pensioni, i lavoratori chiedono che si faccia chiarezza. L’Inps ha presentato diverse soluzioni, il presidente Tridico ha parlato di ben 3 possibilità diverse, eppure non sono riuscite a gestire la confusione”. Quindi Guido Cantini ha esposto quelle che possono essere le probabili soluzioni per le pensioni anticipate.

Quota 41 e Quota 102, quale la più vantaggiosa?

Una prima soluzione potrebbe essere Quota 41 che permetterebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi senza alcun vincolo di età. Questa però potrebbe essere una soluzione molto costosa per lo Stato e quindi che potrebbe essere diciamo sottovalutata proprio per questo motivo. La seconda proposta invece è quota 102 che permetterebbe il pensionamento a 64 anni, ma secondo dei limiti contributivi. Il minimo di anni di contributi accumulati corrisponderebbe esattamente a 36 anni. Questa misura potrebbe sicuramente favorire coloro che non sono riusciti a trovare lavoro subito e potrebbe anche far gola allo Stato perché permetterebbe di risparmiare anche tanti miliardi.

Terza proposta valida

Ci sarebbe poi ancora una terza proposta, ovvero quella che consiste in un pensionamento concesso a 63 anni ma andando però a fare un conteggio di quelli che sono stati i contributi versati. Una volta che si raggiunge la soglia dei 67 anni e arriverebbe Quindi anche la quota contributiva. Il governo Comunque aveva già parlato nei mesi scorsi di una possibile quota 41 o quota 102. Quest’ultima prevede una pensione anticipata più equa rispetto a quota 41.


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