Pio e Amedeo hanno avuto il coraggio di mettere in gioco il successo ottenuto

Pio e Amedeo amano giocarsi il tutto per tutto! Lo hanno sempre dimostrato: sin dagli esordi, non sono mai scesi a compromessi, continuando sempre con la loro comicità esagerata senza pensare a piacere a tutti al costo di censurarsi. Questo comportamento però ha delle conseguenze, si rischia di perdere tutto. Con la loro “Felicissima Sera” i due comici, rivelatisi grazie a “Le Iene” e al programma “Emigratis”, avevano praticamente ottenuto tutto.

Gradimento, popolarità, simpatia del pubblico tanto che per loro all’orizzonte si intravedeva la possibilità di condurre il prossimo festival di Sanremo o di sedersi dietro la scrivania del tg satirico “Striscia la Notizia”. E invece? L’ineffabile coppia ha rimesso tutto in discussione esibendosi nell’ormai celeberrimo monologo sul politically correct e le regole sociali di oggi nell’ultima puntata del loro show, sollevando un gran polverone ed inimicandosi attori, colleghi, cantanti, personaggi politici… «È sempre l’intenzione il problema. Così noi dobbiamo combattere l’ignorante e lo stolto.

Se vi chiamano ricchioni, voi ridetegli in faccia perché la cattiveria non risiede nella lingua e nel mondo ma nel cervello: è l’intenzione. L’ignorante si ciba del vostro risentimento». Questa la frase più incriminata pronunciata a Felicissima Sera, con il rinforzo di Pio: «Amedeo, ma hai capito che noi qua stiamo in Italia? Tu ti devi fare i ca**i tuoi. Hai detto delle parole e dei concetti che possono essere fraintesi. Perché l’hai fatto? Non ti devi mai esporre e lo sai perché? Perché siamo in Italia.

La gente ci vede in un determinato modo, non dire una cosa che possa essere fraintesa. Fatti i ca**i tuoi. Ti ricordi tutti i sacrifici che abbiamo fatto? Domani qualcuno ci critica e noi siamo spariti nel vuoto. Pensa a Gerry Scotti. Tu hai mai sentito dire qualcosa fuori posto a Gerry Scotti? E allora tu ti devi fare i ca**i tuoi. Perciò chiedi scusa». Il loro voleva essere un attacco frontale al conformismo, a un certo tipo di politically correct, alle opinioni di certa gente che si ostina a vivere nel passato e si ciba di insulti e prevaricazioni.

«Ci vogliono far credere che la civiltà sta nelle parole, ma è tutto qua nella testa», aveva detto Amedeo ad apertura del discorso, «fino quando non ci cureremo dall’ignoranza di quelli che dicono con fare dispregiativo, che è quello il problema, ci resta un’unica soluzione: l’autoironia». Le idee di Pio e Amedeo, però, non hanno convinto nessuno perché praticare l’autoironia contro le vessazioni e gli abusi fisici e morali che quotidianamente subisce chi vuole vivere la sua vita apertamente, è impossibile.

Basti pensare ai casi di violenza, anche fra minori, che spesso coinvolgono omosessuali, trans, o altre minoranze. Nell’era dell’inclusione e del non vivere con paura la propria natura, questo messaggio è controverso. Contro di loro si sono scagliate le associazioni che difendono i diritti dei gay, primo fra tutti Piero Turano, consigliere nazionale Arcigay e Vice Presidente di Arcigay Roma nonché attore di “Skam Italia” «Banalità patetica.

Due etero c spiegano cosa deve offendere gay. – ha detto l’attore noto per il ruolo di Filippo Sava nella serie tv – Che cosa ne sanno loro della sensibilità che ha ognuno? Non si può più dire ricchi**e o froc** perché evidentemente a un certo punto, siccome per tutta la vita gli omosessuali si sono sentiti appellare solo in questo modo con accezione dispregiativa, si è arrivati a rigettarle». Non solo le associazioni, anche molti artisti come Aurora Ramazzotti, Bianca Balti o Michele Bravi, tanto per citarne qualcuno, non hanno apprezzato le esternazioni di Pio e Amedeo.

Per non parlare di Cristiano Malgioglio (chiamato anche in causa nel monologo) che attraverso i social ha rivolto ai due comici un messaggio millegusti: «I comici Pio e Amedeo usano una comicità che a tratti mi fa ridere e anche sorridere. Molti mi hanno chiesto se mi sono risentito sulle loro inutili battute… niente affatto, perché penso di essere molto avanti e perché l’ironia è un pregio nel
nostro lavoro, come ogni tipo di libertà e di espressione tranne la loro volgarità. Forse molti di voi penseranno perché questo post così in ritardo? Avevo cose più importanti a cui pensare, non certo a loro due.».

Ovviamente i due “incriminati” si sono difesi ma senza chiedere scusa: «Scuse di che? – hanno detto a “Quarta Repubblica” – Ribadiamo quanto già detto, ovvero che le nostre parole sono state travisate. Nessuno ha detto che le parole non sono importanti. noi siamo contro ogni forma di violenza e bastardaggine.

Non dobbiamo chiedere scusa perché noi facciamo satira». Pio e Amedeo, comunque, a parte se stessi hanno un difensore d’eccezione come Vladimir Luxuria, che è pronta a giurare sulla loro buona fede: «Li conosco da tanto tempo, siamo andati insieme in Russia da Putin. Hanno provato con me cosa significa l’omofobia. – ha detto a “Le Iene” – È stato al di là di un servizio giornalistico, sono state proprio persone che non mi hanno voluta lasciare sola.

Quindi lo so, so che non solo omofobi». Si pronuncia a favore dei due anche Carlo Freccero che ha dichiarato a “open.online”: «Conosco Pio ed Amedeo da anni e li ritengo molto bravi. Loro attaccano il politicamente corretto e si sono ribellati ad un fatto che sulle reti Mediaset ci sono gay ad ogni ora. E loro che sono trumpiani in quanto eterosessuali bianchi, si ribellano a questa narrativa unica».

Polemiche a parte, comunque, la coppia si gode il traguardo di quel successo nazionale che sognano da sempre. La loro ricetta è certamente lo stile originale e a volte sopra le righe, ma è soprattutto la loro amicizia: «Ci siamo conosciuti giocando a pallone sotto casa. Lui si presentò con gli zoccoli e i peli sulle dita a undici anni», ha raccontato Pio a “Le Iene” a cui ha fatto eco Amedeo con tanta ironia: «Pio era una palla rasata col ciuffo».

La loro è una tv diretta, popolare, che non ama una certa tv basata solo sull’emozione e che punta a «un pubblico facile da prendere e facile da convincere, che legge sempre meno, che scorre i titoli e non gli articoli, che si informa su testate fake». Salvano però, prendendo in giro la sua lunghissima militanza televisiva, Paolo Bonolis: «Nonostante i suoi 84 anni è veloce.

Ha la faccia di uno che si è rotto le palle di questo politically correct», hanno spiegato al sito DavideMaggio.it. I primi a prendersi in giro però, sono proprio loro stessi: «Noi con il catcalling ci abbiamo fatto la carriera, perché “Emigratis” quello era». E ancora: «Io mi guardo allo specchio e penso quanto faccio schifo; se lo dico però la gente mi attacca. – ha dichiarato Pio al “Corriere della Sera” – Manco l’auto body shaming si può fare, non c’è più nemmeno il diritto di offendersi da soli».


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