Raul Cremona chi è? Età, moglie, figli, carriera, Zelig, Voglio essere un mago e vita privata

Prendi un gruppo di ragazzi dai 14 ai 18 anni, insegnagli le arti magiche e trasformali in novelli Harry Potter: è questa la mission di Voglio essere un mago!. La scuola di magia televisiva, un po’ reality e un po’ talent, aprirà i battenti martedì 21 settembre in prima serata su Raidue.

A supervisionare le lezioni e l’apprendimento dei giovani studenti, un “magister”, un preside d’eccezione: Raul Cremona. Mago della risata e non solo, l’attore milanese si racconta, con generosità, al nostro settimanale.

Raul, con quali emozioni e quali aspettative affronti questa nuova avventura televisiva? «Per me è un’occasione completamente nuova. In passato mi è capitato di recitare in qualche film e quindi di dover pensare e dover agire come il personaggio che interpretavo, in questo caso, però, oltre a dimenticarmi di essere un comico, vorrei metterci anche un po’ di me stesso, grande appassionato di magia e padre di famiglia.

Per questo il coinvolgimento emotivo sarà enormemente maggiore. Sono proprio curioso di vedere come riuscirò ad assolvere a questa doppia funzione e spero di riuscire a ‘ trasmettere quella passione per il mondo magico che, anche facendo il comico, non mi ha mai abbandonato».

Quale sarà, nello specifico, il tuo ruolo in questo format? «Essenzialmente quello del preside. Dovrò in alcuni casi essere duro con i ragazzi e magari comunicare loro scelte difficili, ma spero di avere anche l’occasione di indirizzarli nella giusta direzione. Quella di imparare a conoscere se stessi e affermare la propria personalità, per far sì che imparino da quest’esperienza che non è importante vincere o conquistare qualche premio, ma crescere con il gruppo».

Attraverso le vostre “magie” cercate di trasferire ai giovani aspiranti maghi anche piccoli e grandi insegnamenti di vita? «La magia non è solo la pratica di tecniche o giochi. Essere un mago, o meglio un prestigiatore, è un abito mentale. Impariamo dall’apprendimento dei giochi a ragionare, a pensare e padroneggiare quei meccanismi atti a risolvere problemi che spesso sono quelli che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Ma anche a prestare attenzione a quello che vede Sdì o pensa chi ti sta guardando.

Raul Cremona chi è moglie e figli, vita privata e biografia

Mi piace pensalo re, e mi auguro che tutti i ragazzi della scuola lo facciano, che in fondo nella vita, molti problemi si possano risolvere con un po’ di magia. Non quella fantastica che si “subisce” passivamente da uno schermo o da altri media, ma quella che, attraverso lo studio, l’applicazione e un po’ di sano impegno, si impara anche grazie a Voglio essere un mago!»

E per gli adulti, invece, che cosa rappresenta la magia oggi? «In termini universali la magia ci circonda ed è il senso stesso della vita. A pensarci bene ogni cosa è magia. Quella praticata nel Rinascimento consisteva nell’occulta conoscenza dei segreti della natura che solo a pochi era concesso conoscere e quindi praticare. Paradossalmente oggi conosciamo tutto, siamo disincantati, ma a me sembra che in realtà non conosciamo nulla.

La magia sembra una parola vuota che vuole dire tutto e niente, è quella dei maghi delle saghe televisive, o degli effetti speciali che tutti i giorni inondano programmi televisivi per bambini annoiati. I principi della nostra magia hanno in comune gli stessi meccanismi occulti di cui parlavo prima, sono applicati a un mazzo di carte, a una pallina, a una moneta, senza commettere l’errore di sottovalutare il potere che esercitano sullo sviluppo delle nostra mente».

Ti ricordi il momento esatto in cui hai detto a te stesso: «Voglio essere un mago»? «Ogni giorno continuo a dire a me stesso: “Voglio essere un mago”. Avrò avuto dieci anni circa, la colpa fu di mia nonna che mi regalò una scatola di giochi di prestigio, comprata a Natale in un grande magazzino. Quel mago è il bambino di dieci anni che cinquant’anni dopo sta ancora giocando con la stessa scatola».


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