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Paulo Fonseca si riprende la Roma che torna per la prima volta in Portogallo alla guida ella squadra giallorossa a testa alta. Il tecnico, con il supporto della società, ha superato il periodo di crisi dopo la seconda sconfitta contro la Lazio, Spezia e Juve.

Tiago Pinto è sempre al tuo fianco. Per me si consegue e ha dovuto gestire la squadra da solo, dopo il divorzio con Petrachi. Allora adesso un uomo di calcio con il quale confrontarsi, per giunta suo connazionale, è molto importante. Dopo la partita contro l’Udinese il General manager l’ho atteso al termine dell’intervista, i due si confrontano sempre, domenica sono usciti insieme dallo stadio.

I giocatori lo seguono, la dimostrazione Si è avuta netta dopo il caso Dzeko. Poi secca si sente saldo al comando: “non ho mai sentito la panchina in pericolo, Grazie all’appoggio che mi hanno dato il presidente, suo figlio e Tiago Pinto”. Oggi la Roma e terza in campionato, il rendimento è da Champions. Ma anche in Europa League vuole arrivare lontano. Per questo stasera non farà molti cambi.

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L’obiettivo stagionale è il ritorno in Champions. Fonseca lo chiarisce anche al quotidiano o Jogo. Doppia la possibilità: arrivarci attraverso il campionato oppure vincendo l’Europa League. Paulo non si sbilancia: «Siamo al terzo posto. A inizio anno alcuni pronostici indicavano la Roma al sesto, settimo…Il nostro obiettivo principale è quello di arrivare in Champions. L’Europa League? Questo torneo dopo un po’ diventa una mini Champions League. Dobbiamo pensare un turno alla volta, con l’obiettivo di arrivare il più lontano possibile». Questa sera, il primo step europeo. Avversario il Braga, da lui allenato nella stagione 2015-16 e con il quale ha vinto anche la Taça de Portugal, l’equivalente della nostra Coppa Italia: «Sono consapevole che sarà difficile vincere. È vero che non ci saranno Paulinho (ceduto, ndr) e Medeiros (infortunato, ndr) ma il valore del Braga non cambia. Sarà importante segnare almeno un gol».

Per farlo si affida nuovamente a Dzeko. In campo dal primo minuto ma degradato: «Con lui è tutto chiarito. Giocherà ma il capitano sarà Cristante». A dimostrazione che proprio tutto forse non è stato risolto. Edin ritrova il posto da titolare dopo 4 partite e soprattutto dopo la lite con il portoghese la notte del ko contro lo Spezia in Coppa Italia, lo scorso 19 gennaio. L’esclusione dell’ex capitano ha fatto rumore ma il gruppo sembra non averne risentito: i giallorossi hanno vinto 3 dei 4 match giocati senza il suo leader (l’unico ko è stato con la Juventus allo Stadium). La squadra, secondo Fonseca, ora è consapevole di non dipendere esclusivamente dal suo giocatore migliore.

Una scelta, quella di mettere in discussione il centravanti, che ha spaccato la piazza. Tifosi e media continuano a dividersi. Una costante quando si tratta del portoghese che oscilla dalle lodi alle critiche come pochi altri colleghi in circolazione: «Essere allenatore della Roma significa molta pressione, soprattutto da parte della stampa. Si parla molto. Ma non ho mai sentito che il mio lavoro fosse in pericolo, grazie all’appoggio che mi hanno dato il presidente, suo figlio e ora anche Tiago Pinto. Poi, naturalmente, dipende ai risultati. Se un allenatore non li raggiunge, le cose si complicano, ma non è questo il caso al momento». Si torna quindi al punto di partenza. Perché a parte la fiducia che avverte dalla proprietà, Paulo ha il contratto in scadenza a giugno. E la sua permanenza sarà automatica soltanto in caso di approdo in Champions. Per tagliare il traguardo, passando per il campionato, servirà sicuramente migliorare il rendimento con le big: «È un fatto dal quale non possiamo scappare. Abbiamo avuto qualche problema con i risultati, perché per quanto riguarda le prestazioni credo che la squadra abbia giocato alcune buone partite. Come ad esempio con la Juventus. I piccoli dettagli ci sono costati cari. Abbiamo poi una squadra molto giovane, soprattutto in difesa. E naturalmente l’esperienza in questo tipo di partite in Italia conta molto».

Tornando all’Europa League, prestigio e entrate finanziarie si confondono. Se è vero che le seconde non sono nemmeno paragonabili a quelle dell’agognata Champions, per un bilancio in difficoltà come quello giallorosso, rappresenterebbero comunque boccate d’ossigeno importanti. Finora i Friedkin hanno incassato 9,72 milioni, considerando anche le 4 vittorie (ognuna vale 570.000 euro) e 1 pareggio (190.000) ottenuti nel girone, 1 milione di bonus per il primo posto nel gruppo, 500 mila per il passaggio ai sedicesimi e i 3 milioni del ranking storico. A fine torneo verranno calcolati i premi legati ai diritti tv (la quota dipende dalle gare disputate). Vincendo il trofeo, sono garantiti altri 17 milioni (1 per la partecipazione alla Supercoppa europea). Il totale è inferiore ai 30 milioni, che in Champions si ottengono già nella prima fase. Aspettando di tornarci, sarebbero ad ogni modo entrate importanti. Senza dimenticare che vincere l’Europa League, diventerebbe la scorciatoia perfetta per tornare nell’Europa che conta. La Roma in campo dovrà pensare soltanto al Braga per poi rimettere testa e cuore al campionato col menù che prevede domenica la trasferta in casa del Benevento.

A Braga sono davvero contenti di poter riabbracciare Paulo Fonseca, l’allenatore capace di portare i biancorossi alla conquista della Taça del Portugal nel 2016: «Mi fa proprio piacere avere la possibilità di misurarmi con un grande allenatore portoghese e una grande squadra come la Roma», ha assicurato alla vigilia Carlos Carvalhal. Il tecnico del rivale dei giallorossi nei sedicesimi di Europa League ci ha, però, tenuto a chiarire che i convenevoli termineranno non appena comincerà l’incontro: «L’obiettivo è quello di passare il turno, coscienti della forza della Roma, ma anche del fatto che il Braga ha le capacità per giocarsela contro qualsiasi avversario». Dello stesso parere anche l’uomo più pericoloso dei lusitani, Ricardo Horta: «Abbiamo appena finito di preparare gli ultimi dettagli: abbiamo visto quali sono i loro punti forti, ma anche quelli deboli, come per esempio che subiscono molti gol quando si trovano in fase di costruzione di gioco». Insomma, sarà un Braga a tutto pressing.

Leggi Braga ma pensi a Dzeko. L’andata dei sedicesimi di finale di Europa League di domani, è caratterizzata infatti dal ritorno dal primo minuto del campione bosniaco. Degradato e finito in panchina dopo il litigio post-Spezia con il tecnico, il centravanti ha ora la grande chance di recuperare le posizioni perdute. Contro Juventus e Udinese, Fonseca gli ha regalato soltanto spazio nella ripresa (27 e 21 minuti), confermando titolare Borja Mayoral. Adesso, però, tocca nuovamente a Dzeko. In un torneo, tra l’altro, dove ha sempre lasciato il segno. Basti pensare che con la rete segnata allo Young Boys lo scorso dicembre, il centravanti ha raggiunto a quota 12 Rudi Voeller (il tedesco li segnò in coppa Uefa), diventando il miglior marcatore della Roma nella competizione. Insieme a Edin, troverà spazio anche Pedro che dopo un avvio importante, a seguito di un paio di infortuni muscolari, è scivolato indietro nelle gerarchie. Qualora dovesse scendere in campo anche Mkhitaryan, si riandrebbe a comporre il terzetto che a inizio stagione veniva considerato inamovibile. Fonseca, nel suo ritorno in patria, si affida a lui per avere la meglio della squadra che allenò nel 2015-16 con la quale vinse la Coppa di Portogallo e arrivò sino agli ottavi di finale, quando venne eliminato dallo Shakhtar che nella stagione successiva sarebbe diventata la sua nuova squadra. Per il tecnico, non sarà la sua prima da ex contro il Braga. Perché l’allenatore ha già affrontato i connazionali, allenando lo Shakhtar Donetsk, nella fase a gironi 2016-17, vincendo 2-0 in casa e 4-2 in Portogallo. A Paulo toccherà invece sfatare un curioso tabù. I lusitani, nelle gare casalinghe, sono imbattuti contro le squadre italiane: 2-0 al Chievo e 1-0 al Parma nella Coppa Uefa 2006-07 e 1-1 contro l’Udinese nell’andata dei playoff di accesso alla Champions League 2012-13.

NOVITÀ IN SOCIETÀ

Intanto dopo settimane di attesa è stato ufficializzata la nuova sponsorship con New Balance, che vedrà il brand sportivo occuparsi del nuovo kit sportivo della squadra. I giallorossi incasseranno 3,4 milioni euro lordi a stagione, con le royalties che però si aggireranno intorno 40% (con la Nike erano oscillavano tra il 7 e il 12%). Nominato anche il nuovo capo del marketing: si tratta di Max Van den Doel, ex responsabile dell’Adidas per il mercato asiatico. Per la carica di direttore della comunicazione, avanza invece la candidatura di Luigi Coldagelli, ex portavoce di Veltroni.

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