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La sconfitta con la Lazio non ha lasciato scorie mentali. «Ho visto un’ottima Fiorentina. Abbiamo giocato da squadra senza paura», dice Prandelli. Quella contro il Cagliari è una sfida salvezza. Dobbiamo capirlo ed accettarlo, giocando di conseguenza. Meglio avere poche idee, ma chiare e ripetute con grandissima intensità». Al posto dello squalificato Castrovilli spazio a Jack Bonaventura. Ribery, reduce da una distorsione al ginocchio destro, è convocato. Ma sarà dura vederlo subito in campo. Ma niente Kouame accanto a Vlahovic «Solo l’Inter può permettersi due punte vere», Ci sarà uno tra Callejon ed Eysseric. Lirola è convocato ma è diretto a Marsiglia. «Di mercato non parlo, ma non voglio scambi fra giocatori scontenti di varie squadre».

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Vincere a tutti i costi, vincere anche giocando male, vincere per la maglia, la classifica, per sfatare un tabù che sta iniziando a pesare: al Franchi il successo manca da quasi 80 giorni, dal 25 ottobre, 3-2 con l’Udinese, da allora una sconfitta (con il Benevento) e quattro pareggi consecutivi con Genoa, Sassuolo, Verona e Bologna, appena tre gol segnati a conferma degli ormai conclamati problemi in fase offensiva.

Si spiega anche così il rendimento deludente della Fiorentina, un rendimento che impone un cambio di rotta. Ed è su questo tasto che Cesare Prandelli sta battendo in attesa di affrontare il Cagliari in quello che definisce un ‘vero scontro diretto’ coincidente fra l’altro con la sua 200esima partita in Serie A sulla panchina viola (nessuno come lui nella storia del club). «Arriverà al Franchi una squadra in difficoltà di risultati come del resto lo siamo noi.

Quindi sarà una gara molto impegnativa, da vincere però anche giocando male. Bisogna calarci nella realtà, stiamo lottando per non retrocedere, per il suo blasone e la sua storia bisogna fare di tutto per rispettare la maglia». Più che mai oggi considerando una classifica tornata complicata dopo il ko con la Lazio (il Cagliari degli ex Simeone e Sottil è dietro di un punto ai viola) e il ricordo di Astori a tre giorni dall’anniversario del 34° compleanno.

Lo stesso Prandelli poi, una solo vittoria seppur di prestito (con la Juve a Torino) dal ritorno alla Fiorentina – ha una voglia matta di riassaporare il sapore del successo al Franchi. «Dall’assenza dei tifosi al mercato è un momento particolare ma niente alibi, pensiamo solo mettere in pratica poche idee ma chiare. Al di là della sconfitta mercoledì abbiamo fatto una buona prova, senza paura, dimostrando di essere squadra: per questo non sono preoccupato, è questa la strada da seguire, ora va data continuità».

Oggi però mancheranno per squalifica Castrovilli e quasi certamente Ribéry dopo l’infortunio al ginocchio destro, comunque senza lesioni, subito a Roma: il francese, comunque convocato, anche ieri ha svolto lavoro a parte in attesa stamani del test-verità. Intanto si candidano Eysseric, Bonaventura e Callejon per affiancare Vlahovic, mentre qualche giocatore – vedi Lirola destinato al prestito al Marsiglia – è già ai titoli di coda. «In questo momento non ho la voglia e la testa per parlar di mercato, neppure in entrata, contano di più le partite – taglia corto Prandelli – Di sicuro non voglio scambi tra giocatori scontenti e con la società stiamo ragionando su questo, c’è un dialogo aperto».

Non ritiro punitivo, ma solo un modo come un altro per concentrarsi in vista di una gara fondamentale per venir fuori da una mini-crisi. Cagliari già a Firenze da venerdì sera alla ricerca della massima concentrazione e finestra sul mercato di riparazione dove pare sia definito nei particolari l’arrivo di Duncan, centrocampista ghanese attualmente in forza alla Fiorentina. La società ha voluto aprire un credito di fiducia verso squadra e tecnico e per ora difende la panchina a spada tratta, nonostante i buchi neri di questo primo scorcio di torneo. Di Francesco ha perso la propria identità tradendo le sue convinzioni: il 4-3-3 è stato utilizzato solo in rare occasioni, talvolta in corso d’opera, per ripiegare verso un 4-2-3-1, sulla carta il vestito ideale per le caratteristiche dei singoli.

«Stiamo riflettendo sull’adattabilità dei calciatori attualmente in rosa a ciò che vorrei trasmettere a questa squadra» ha detto l’allenatore. Chissà che Di Francesco non torni alle origini. «Non credo che abbiamo calciatori che non sono abituati a lottare per mantenere la categoria: giusto Godin, Nainggolan, Nandez hanno giocato per posizioni diverse» ha proseguito il mister. Sicuramente ci sarà da puntellare il modulo per renderlo più snello e costruire una barriera nella zona nevralgica che possa proteggere meglio una difesa troppo esposta e con Nainggolan è più plausibile. Al bando gli esperimenti, ora serve mettere fieno in cascina. Tanti gli spunti: Sottil e Simeone due ex motivati, con il secondo sempre in competizione con Pavoletti. E poi Cragno, nativo di Fiesole, che si ritrova a giocare sotto casa. Tutti nel nome di Davide Astori, baluardo con entrambe le maglie.

La strada è quella giusta», ma è una strada ancora parecchio lunga. La prima parte della frase è di Cesare Prandelli durante la conferenza stampa pre-Cagliari, la seconda è un dato di fatto die viene dettato dai numeri. L’exploit in trasferta contro la Juventus ha dato infinita gioia immediata, ma meno frutti successivi di quelli sperati dai viola, con un pareggio in casa contro il Bologna e la sconfitta all’Olimpico con la Lazio. Una classifica die soffre e un umore instabile. Basta pensare che la Fiorentina non vince al Franchi in campionato dal 25 ottobre quando in panchina c’era ancora Iachini e il solo gol realizzato nelle ultime due partite è arrivato di nuovo su rigore di Vlahovic. La strada giusta dovrà portare i viola verso i risultati a cominciare da oggi contro il Cagliari, poi magari anche il gioco. Con calma.

CONTA IL RISULTATO. Fra i due aspetti fra cui scegliere Prandelli non ha dubbi: «Adesso interessa il risultato. Vorrei giocare male anzi malissimo ma fare risultato. La strada secondo me è quella giusta e quindi non sono preoccupato. Dobbiamo dare continuità. Anche a Roma la squadra ha dimostrato di essere squadra. Voglio poche idee ma die siano chiarissime. Ora non possiamo pensare di far e la partita per 90 però dobbiamo avere , ribaltare velocemente. Questo è dò che va fatto». Se oggi arrivasse ini vittoria per Prandelli sarebbe anche un modo per festeggiare le sue 200 gare sulla panchina della Fiorentina in serie A.

CONTA ANCHE LA PRESTAZIONE.

Prandelli fa un alno passo indietro verso il recentissimo passato ovvero verso la gara dell’Olimpico: «Si giudica spesso solo il risultato, ma io devo guardare pin e gli aspetti positivi La Lazio è una grande squadra, abbiamo fatto una buona prestazione, senza paura con o di loro ed erano anche sorpresi  atteggiamento e abbiamo creato diverse opportunità».

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