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Un tempo si sarebbe parlato di “lavori forzati”, oggi ci si affida ad una espressione della lingua francese, entrata nella consuetudine linguistica del nostro idioma: tour de force. Cioè, un’azione che richiede uno sforzo fisico e psichico eccezionale, qual è infatti il calendario a cui è sottoposto il Napoli.

Nel mese di gennaio sono state 9 le partite giocate, tra cui match da dentro o fuori come la finale di Supercoppa con la Juventus e quelle di coppa Italia contro Empoli e Spezia. Nove partite disputate in 28 giorni, per la media di una ogni 3 giorni, ritmo identico a quello che hanno sostenuto l’Atalanta e la Juventus, cioè formazioni che hanno battuto e pareggiato contro il Napoli con un rendimento anche superiore. Perché? Semplice: alle due avversarie non sono mancati attaccanti fondamentali quali sono Mertens e Osimhen per il Napoli. Di queste 9 gare nel mese di gennaio, il belga ha giocato soltanto 108 minuti ed il nigeriano ne ha giocati appena 54, entrambi senza gol: Mertens non va a bersaglio dalla sfida alla Roma del 29 novembre e Osimhen da quella contro il Bologna dell’8 novembre, cioè l’ultima volta gara prima di infortunarsi in Nazionale. Il tour de force del Napoli proseguirà anche a febbraio. Oltre alla semifinale di andata già giocata con l’Atalanta, ci saranno altre 7 partite, perché per gli azzurri comincerà anche l’Europa League con il doppio confronto dei sedicesimi con il Granada, il 18 in Spagna ed il 25 allo stadio Maradona. Cosa servirebbe per ritrovare il miglior Napoli?

Innanzitutto potersi allenare per una settimana intera e poi riavere Mertens e Osimhen nella stessa condizione che aveva permesso al Napoli di essere indicato, ad inizio stagione, come una squadra in grado di lottare per lo scudetto. Ma sono ipotesi non praticabili nell’immediato e Gattuso dovrà continuare a stringere i denti, utilizzando con il bilancino i calciatori che hanno qualche acciacco pregresso oppure vittime di stanchezza: Petagna ed Insigne. Il capitano è uscito dal campo mercoledì con un ghigno sul volto, poi sparito perché il problema al polpaccio è risultato essere solo una forte contusione muscolare. Anche Petagna avverte un problema analogo e si sta trascinando la problematica dalla sfida contro la Fiorentina del 17 gennaio. Per poter guarire, dovrebbe riposare, ma non può.

E così, quello che era considerato la terza (se non quarta) punta centrale del Napoli, si è ritrovato ad essere quello più utilizzato da Gattuso: 27 volte in campo l’ex Spal, contro le 26 di Insigne, le 21 di Mertens e le 11 appena di Osimhen. Anche ieri, alla ripresa post Atalanta, il coach Gattuso ha fatto la conta dei superstiti, con la fretta di mettere a punto una formazione per l’anticipo di campionato in programma domani sera a Marassi contro il Genoa che ha il dente avvelenato per il 6-0 dell’andata. Oltre ad Insigne, anche Demme non preoccupa, pur essendo uscito mercoledì dal campo con un chiaro stordimento per la pallonata ricevuta in pieno volto. La migliore notizia di ieri, però, è arrivata da Fabian Ruiz, finalmente negativo al tampone dopo essere stato positivo al Covid per 21 giorni. Oggi sarà a Castelvolturno per i test di routine e poi riprendere gradualmente la preparazione dopo tre settimane di isolamento domiciliare. La settimana prossima è atteso il rientro dal Belgio di Mertens, dove si è recato per un altro ciclo di terapia e di lavoro ad hoc in un centro specializzato di Anversa

Dubbio Shomurodov per Davide Ballardini in vista della sfida di domani sera contro il Napoli. L’attaccante uzbeko ieri ha svolto lavoro differenziato per un leggero affaticamento e anche se arrivano indicazioni positive sul suo possibile recupero esiste la possibilità che il tecnico romagnolo debba fare una scelta diversa sul compagno da affiancare a Mattia Destro dall’inizio. Ruolo che a questo punto potrebbe essere affidato ad un Gianluca Scamacca carico come non mai. L’attaccante, risolte le questioni legate al mercato, con la conferma al Genoa sino a giugno, è segnalato in ottima forma come alcune sue reti nelle partitelle in allenamento dimostrano e non vede l’ora di tornare a mostrare tutto il suo talento in campo. L’ultima sua gara in campionato è stata contro il Sassuolo, poi solo panchina o nemmeno convocato per un affaticamento che lo aveva fermato sino al ritorno in Coppa Italia contro la Juventus quando è rimasto in campo supplementari compresi. Dall’utilizzo quasi continuo di Maran si è passati ai pochi minuti con Ballardini, complice anche uno stato di forma non perfetto dopo aver praticamente giocato sempre nella prima parte di stagione tra campionato, Coppa Italia e nazionale under 21; anche perché ad un certo punto era uno dei pochi ad essersi salvato dal Covid e dunque utilizzabile. Tutto però è ormai alle spalle, comprese le polemiche sulla sua possibile partenza anticipata da Genova, e ora Scamacca ha solo voglia di tornare protagonista. Così come Pellegrini ormai recuperato e rimasto in panchina a Crotone ma che ora avrà una settimana di allenamenti in più nelle gambe, tanto da poter essere considerato come possibile titolare. Di certo Ballardini finalmente non è più obbligato dall’infermeria nelle scelte. E proprio sul fronte acciaccati da segnalare i primi passi graduali di Zapata in gruppo mentre proseguono il lavoro differenziato, ma al Signorini con i compagni, sia Cassata che Biraschi. Per la sfida con il Napoli e in previsione dello scontro diretto successivo contro il Torino a questo punto l’unico vero pericolo riguarda i cartellini con Badelj, Masiello, Ghiglione e soprattutto il bomber Destro in diffida e dunque a rischio squalifica in caso di giallo.

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