Vladimir Luxuria si ribella con la musica e pubblica “King Kong”

Opinionista, scrittrice, attrice, speaker radiofonica, organizzatrice di eventi, conduttrice tv: tra i tanti ruoli per cui si è fatta conoscere ed apprezzare, Vladimir Luxuria dà il benvenuto all’estate con un singolo intitolato “King Kong”.

Il pezzo, che si preannuncia come uno dei “tormentoni” dell’estate è un inno contro il perbenismo, le ipocrisie, le ottusità di chi vorrebbe ingabbiare l’essere umano in stereotipi falsi e dannosi. Praticamente gran parte della filosofia di Luxuria, già da qualche tempo alle prese con una nuova battaglia, quella relativa all’approvazione del Ddl Zan.

D’altronde la talentuosa e simpatica artista di origine pugliese ha sempre lottato a favore dei diritti civili e non intende smentirsi. Come ci ha raccontato in questa intervista in cui ci ha parlato di musica, politica e amore (dopo le chiacchiere di un suo fidanzamento con l’ex ballerino di Amici Gennaro Siciliano)…

Vladimir, cosa ci dici del tuo singolo “King Kong”? Realizzarlo è stata un’esperienza bella e innovativa anche se io ho cantato già altre volte. Ho cantato per il cinema, l’ho fatto in un film italo-francese del 1994 con Monica Bellucci, Enrico Lo Verso e quel gran figo di Vincent Cassel.

Si intitolava “Come mi vuoi” per la regia di Carmine Amoroso. Questa pellicola ha avuto un gran successo in Francia ed è stato divertente andare in giro con Monica Bellucci a promuoverlo, ho conosciuto anche il lato più spassoso della Bellucci, di Cassel e di Lo Verso, con il quale ormai sono molto amica, ma anche di Urbano Barberini, una persona straordinaria.

Quel film doveva avere un certo titolo, poi dopo che io ho cantato proprio nella prima scena la canzone “Come mi vuoi” di Paolo Conte, il regista ha deciso di cambiare e di chiamarlo con il titolo della canzone che ho interpretato.

Devi averla cantata proprio bene evidentemente… Sì, sì, molto bene. Ma ho cantato anche la sigla del World Pride del 2000, una cover del brano di Caterina Caselli, “Nessuno mi può giudicare”. Ovviamente poi devi aggiungerci tutte le puntate di “Tale e Quale Show” alle quali ho partecipato come concorrente vincendo la sfida per ben due volte.

Non mi posso definire una cantante, per carità, però cantare è una delle mie tante passioni. Il tuo singolo come lo definiresti? Magari il classico “tormentone estivo”?

È una canzone inusuale, non è una canzone d’amore, ma è una canzone di ribellione, cioè è un divertente e divertito sfogo molto più simpatico di un semplice vaffa, da parte di una persona stufa di perbenismi, di false morali, di bacchettoni, di benpensanti e mal facenti.

Un po’ come i bambini che sognano un eroe immaginario come Batman e Superman, ecco per me è King Kong, guindi nel pezzo chiedo a King Kong di tornare tra di noi per mettere un po’ di ordine e sconfiggere, lo posso dire, anche un po’ di omofobi.

A me è un personaggio che è sempre piaciuto fin dall’infanzia quando vidi il film con Jessica Lange. Mi ricordo che mi misi a piangere quando vidi che lo uccidevano perché, poverino, lui non aveva nessuna colpa. Viveva tranquillamente sulla sua isola, era stato ingabbiato, trasportato in una grande ittà dove si sentiva confuso, smarrito, disorientato, quindi cosa faceva? Non capendo, cercava di aggrapparsi ai grattacieli pensando che fossero degli alberi. Per questo l’hanno abbattuto e a me è dispiaciuto molto.

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