Chi è la Madonna della Neve, l’icona portata dal mare: 5 Agosto. La storia

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Si narra che il cinque agosto dell’anno milletrecentotocinquantaquattro, i pescatori di Torre Annunziata catturarono una cassa metallica nelle loro reti mentre pescavano al largo della costa dello scoglio di Rovigliano, che si trova al confine con Castellammare di Stabia. I pescatori sostenevano di averla vista dal Monte Faito da Ercole, che tornava dalla sua decima fatica in Spagna e si diceva l’avesse staccata dalla sua cima prima di gettarla in mare.

Quando gli archeologi aprirono la cassa, trovarono un’icona in argilla cotta cheva raffigura una Madonna dalla pelle scura con in braccio un bambino. Non c’era nessuna iscrizione che permettesse di risalire alla Vergine, ma è probabile che la cassa contenente la statuetta fosse affondata con una delle navi fuggite da Costantinopoli durante il suo sacco.

Come raccontano le fonti storiche, nel XIV secolo gli ordini religiosi trasmigrarono dall’Oriente verso le nostre coste, mettendo in salvo le immagine sacre dalla furia dell’iconoclastia.

Giunti a riva, furono loro da pescatori stabiesi che sostenevano che la Madonna fosse stata trovata nelle loro acque. Finirono in tribunale davanti al capitano del popolo (una sorta di magistrato) per dirimere la questione, che si conclude con l’attribuzione ufficiale a Torre Annunziata del ritrovamento della statua.

Le versioni contrastanti

Una versione della storia racconta che i pescatori stabiesi rubarono la Madonna marrone, ma poi la ritrovarono davanti a una cappella di Torre Annunziata coperta da una coltre di neve. Gli abitanti di Torre Annunziata interpretarono questo fatto come un segno che la Vergine voleva rimanere lì. Secondo un’altra versione, l’icona sarebbe stata rubata nella notte da pescatori oplonini che l’avrebbero sottratta alla vicina comunità stabiese. Ma non ci sono fonti che confermino l’una o l’altra ipotesi.

L’origine del nome.

I devoti pescatori, che non avevano mai visto la neve, videro il fenomeno come un presagio e chiamarono l’icona Nostra Signora della Neve. Fu un giorno di festa, che coincideva con la festa di Santa Maria ad Nives (che significa “Nostra Signora nella neve”), istituita da Papa Liberio nel 352 per commemorare un’apparizione miracolosa della Vergine, apparsa sul colle Esquilino a Roma in quel giorno. Sullo stesso luogo fu poi costruita una basilica, chiamata Santa Maria Maggiore.

Ogni anno, il 5 agosto, gli abitanti di Torre del Greco gettano in mare una serie di reti. In questo modo si rievoca un evento avvenuto secoli fa. Sulla spiaggia si svolge una disputa fittizia tra due città, Torre e Stabiesi, risolta dal capitano del popolo con esito positivo per Torre. Il 2 ottobre si svolge una seconda festa per ricordare uno dei tanti miracoli dalla Madonna. Nel 1822, infatti, impedì alla lava del Vesuvio di entrare in città bloccandone l’arrivo con il suo intervento.

La Basilica dell’Ave Gratia Plena di Torre Annunziata è conosciuta come il santuario della Madonna della Neve. La chiesa fu costruita nel 1448, quando Orsini cedette il territorio al conte Nicola D’Alagno, che volle la costruzione di una chiesa affidata ai Padri Celestini per la cura delle anime. È qui che la Madonna della Neve è rimasta a lungo nascosta a causa delle incursioni dei pirati. Oggi la Basilica di Ave Gratia Plena a Torre Annunziata è uno dei principali luoghi di culto cattolico dell’area vesuviana.




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