Detenuto muore in carcere, l’autopsia mostra segni di percosse che andavano avanti da giorni

Ancora un detenuto morto in carcere con segni di percosse che molto probabilmente pare siano andate avanti per diversi giorni. Segni di violenze sono stati evidenziati dall’autopsia. Questa è stata effettuata sul corpo di Vittorio Fruttaldo. Il detenuto di 35 anni che è stato stroncato da un malore. Pare che questo sia avvenuto dopo uno scontro fisico avuto con degli agenti di polizia penitenziaria all’interno del carcere di Fuorni a Salento. Ma che cosa è accaduto nello specifico?

Detenuto morto in carcere

Un detenuto di nome Vittorio Fruttaldo stroncato da un malore, dopo uno scontro fisico avvenuto con alcuni agenti di polizia penitenziaria all’interno del carcere di Fuorni a Salerno. Questo quanto è emerso da un primo esame che è stato effettuato proprio sul cadavere dell’uomo. Quest’ultimo sarebbe morto lo scorso 10 maggio, durante il trasporto in ambulanza presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona. L’autopsia è stata completata nella giornata di oggi martedì 17 maggio 2022 ed è iniziata ieri.

L’autopsia mostra segni di percosse, il sindacato della polizia penitenziaria smentisce

Sono emersi dei dettagli incredibili che in qualche modo smentiscono la versione che è stata data dalla polizia penitenziaria.Sembrerebbe che secondo il sindacato di polizia penitenziaria il detenuto fosse affetto da problemi di natura psichiatrica. Avrebbe aggredito due agenti con un coltello e nel corso di questa colluttazione sarebbe stato colpito da un malore. Sostanzialmente però dai primi esami effettuati sul corpo del detenuto effettuati dal professor di medicina legale dell’università di Salerno, pare che siano stati riscontrati lividi e segni di violenza riconducibili a delle percorse che purtroppo pare andassero avanti da diversi giorni.

Chi era il giovane e perchè si trovava in carcere?

Insomma i segni sul corpo di Vittorio non sarebbero riconducibili soltanto al giorno in cui secondo il sindacato della polizia penitenziaria ci sia stato la colluttazione. Il detenuto di 35 anni pare avesse problemi di tossicodipendenza. Avrebbe finito di scontare la sua pena a ottobre.Ma perché il detenuto era finito in carcere? Ma soprattutto perché gli agenti sostengono che fosse un soggetto affetto da problemi di natura psichiatrica nonostante non ci fosse un referto che constatasse ciò? Il detenuto era originario di Aversa. Era stato rieducato dai poliziotti dopo essere stato protagonista di una aggressione avvenuta ad inizio maggio. Si trovava quindi in carcere soltanto da pochi giorni e sarebbe stato picchiato ripetutamente. Ovviamente sono state aperte delle indagini dalla Procura di Salerno per confermare o smentire quanto venuto fuori dalla autopsia.

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