Hai capito chi è Roberto Maroni? Età, causa morte, malattia, moglie e figli


Roberto Maroni, ex ministro dell’Interno e deputato della Lega, è morto all’età di 67 anni. Maroni è stato anche presidente della Regione Lombardia e ministro del Lavoro. Secondo quanto riferito, è morto nella notte nella sua abitazione. Subito dopo aver appreso la notizia della morte di Maroni, il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini si è espresso sui social media per rendere omaggio: “Grande segretario, super ministro, ottimo governatore, sempre e per sempre leghista. Buon vento Roberto”.

Roberto Maroni è un politico italiano ed ex segretario federale della Lega Nord, dopo essere stato anche ministro dell’Interno nei governi Berlusconi, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e presidente della Lombardia. Attualmente collabora con Il Foglio.

Il terzo figlio dell’ex ministro italiano Roberto Maroni, Fabrizio Maroni, 21 anni, è entrato in politica. Si candiderà nella sua circoscrizione con Comunità e Comune Uniti per Lozza, una lista civica alleata con il PD a sostegno del sindaco uscente Giuseppe Licata.

Roberto Maroni età, moglie e figli, altezza e laurea:

Roberto Maroni, 64 anni, è un politico italiano. È nato a Varese. La sua data di nascita è il 15 marzo 1955. Ha studiato legge all’Università dell’Aquila e si è laureato in giurisprudenza e ha conseguito l’esame di stato per procuratore. Ha lavorato come avvocato nell’ufficio legale di una nota azienda americana, la Avon-Cosmetics, e poi nel Banco Ambrosiano guidato da Roberto Calvi. È sposato con Emilia Macchi da quando erano giovani e hanno tre figli: Chelo, Filippo Maroni e Fabrizio, che sta debuttando in politica. Roberto Maroni ha deciso di non ricandidarsi alle elezioni politiche e ora è collaboratore de Il Foglio.

Roberto Maroni: Umberto Bossi e la Lega Nord

Nel 1979 Roberto Maroni incontra Umberto Bossi e tra i due inizia una collaborazione politica: fonda la Lega Lombarda, che nel 1989 diventa Lega Nord. Dal 1994 al 1999 è stato ministro dell’Interno con il primo governo Berlusconi, ricordato per la sua caduta dopo le polemiche sul “decreto Biondi” sull’abolizione della carcerazione preventiva nata durante l’era di Tangentopoli, decreto che era servito a lontano uscire dal carcere i funzionari corrotti del pool di procuratori di Milano “Mani Pulite”.

Il decreto fu firmato da Maroni (Ministro dell’Interno) e Alfredo Biondi (Ministro di Grazia e Giustizia), che però ritrattò il giorno dopo averlo firmato, accusando il Ministro Biondi di aver ingannato non spiegandogli realmente a cosa servisse il provvedimento. Fu l’inizio del primo crollo del governo Berlusconi,

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