Il libro su Meghan la trasforma in arpia

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Si intitola Revenge – Meghan, Harry and the war between the Windsors, che tradotto sta per Vendetta – Meghan, Harry e la guerra tra gli Windsor, il libro che contiene inedite rivelazioni su Meghan, duchessa di Sussex. L’autore è Tom Bower, specializzato in biografie non autorizzate, noto agli appassionati di cronache reali per una pubblicazione sul principe Carlo, The rebel prince (il principe ribelle). Nel volume appena uscito, nemmeno a dirlo, la duchessa viene dipinta come opportunista, egocentrica e viziata.

A tratteggiarne i contorni, un’ottantina di persone tra ex amici e collaboratori un tempo fedeli, oggi ricolmi di astio nei suoi confronti. Bower non usa i guanti di velluto, dipingendo di fatto l’ex attrice come un’arrampicatrice sociale che ha scambiato la famiglia reale per un set di Hollywood, salvo poi arrogarsi il diritto di fare dietro front. Diversi gli eventi che l’autore snocciola per dimostrare l’atteggiamento della moglie di Harry.

Per esempio riporta i lettori al 2017, insinuando che Meghan, in un’intervista di allora (la prima in cui veniva presentata come la fidanzata del principe Harry), si sia lasciata volutamente sfuggire dettagli sulla relazione con il secondogenito di Carlo che lo staff reale le aveva sconsigliato di citare. E che poi se la sia presa con l’autore dell’intervista, pubblicata da Vanity Fair America, non tanto per il titolo (“È pazza di Harry!”, che invece ha fatto infuriare Buckingham Palace) quanto perché dal ritratto non erano emerse le sue gesta filantropiche.

A proposito dei rapporti con la regina, Bower racconta che la “principessa di Montecito” – come Meghan pare sia stata soprannominata dai vicini di casa in California – sia considerata dalla nonna del marito alla stregua di una bomba a orologeria. Tra i pochissimi sollievi che hanno arginato il dolore della sovrana per la perdita del marito Filippo, scrive l’autore, c’era l’assenza della nipote acquisita, allora incinta di 7 mesi della secondogenita Lilibet, ai funerali del consorte reale.

Ce n’è anche per Harry: nel libro viene citata la sua insistenza affinché la coppia ottenesse un ruolo centrale durante il Giubileo di Platino, e oggi sappiamo che ogni sforzo in questo senso è stato vano. Con un retroscena certamente gustoso: quando Harry ricevette il no della nonna circa un ritorno pubblico in grande spolvero, lì decise di volare a L’Aia per gli Invictus Games rilasciando la celebre intervista alla Nbc in cui si è detto preoccupato per la sicurezza della sovrana. Un gesto di «pura vendetta », secondo l’autore.

La tempesta scatenata dal temuto libro su Meghan si è abbattuta sui Sussex mentre erano a New York in occasione delle celebrazioni per il Nelson Mandela National Day del 18 luglio, alle Nazioni Unite. Il principe Harry ha tenuto un discorso per il leader anti apartheid, citando anche la madre Diana, che non ha avuto gli esiti sperati: è stato definito «insipido » dalla rete americana Msnbc e persino un «plagio» di un discorso del fratello William pronunciato in Scozia nel 2021.

Le polemiche non hanno spento il sorriso radioso di Meghan, che non ha mai abbassato lo sguardo davanti ai fotografi. «Fanno tutto per le telecamere di Netflix che li seguono da mesi», ha malignato il giornalista Piers Morgan, citando il documentario sui Sussex in produzione. «Harry ha creato la vita che sognava», ha ribattuto Omid Scobie, da sempre sostenitore dei duchi e autore del libro celebrativo Finding Freedom. Nella sua trasferta newyorkese, Harry è sembrato però teso e nervoso.

Un umore scuro, generato da chissà quali preoccupazioni, che potrebbe essere mitigato dalla notizia del risarcimento danni che la Bbc pagherà all’ex tata sua e di William, Tiggy Legge- Bourke. La storia della donna si intreccia con quella di Martin Bashir, il giornalista che si aggiudicò l’intervista esclusiva a Diana nel 1995, quella in cui per la prima volta la principessa di Galles si espresse sul suo matrimonio in frantumi. Oggi sappiamo che Bashir manipolò Diana per indurla a confessarsi. E tra le bugie che fabbricò ad hoc, anche la storia che Tiggy fosse l’amante di Carlo. La Tv di Stato britannica ha espresso pubblico rammarico per la condotta di Bashir denunciata da William e Harry, unica battaglia che ancora li tiene uniti in nome della memoria materna che, nonostante i 25 anni dalla scomparsa, è ancora fervidamente viva anche in tante persone comuni.




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