Il principe Carlo sul trono, ma solo per poche ore

Che sia solo una questione di tempo, questo è fuor di dubbio, vista l’età molto avanzata di Sua Maestà. Ma che Elisabetta molli trono e corona al figlio Carlo prima della sua morte e si approdi a una reggenza ufficiale, questo, beh, è tutta un’altra faccenda.

Quella che è andata in scena in Parlamento la scorsa settimana è “solo” la rappresentazione più eclatante dell’ “Operazione transizione”, come la chiamano a Londra, che Buckingham Palace sta mettendo in atto da anni.

Ma non le prove generali di una prossima, ipotetica, reggenza, quella no. Non se ne parla. A fare le veci di Elisabetta c’era, difatti, la corona imperiale dei sovrani britannici, e, dietro, il principe del Galles, pretendente (in tutti i sensi, ormai) al trono, la sua futura regina consorte, Camilla di Cornovaglia, e il secondo futuro sovrano, William di Cambridge. Carlo era lì come consigliere di Stato. Al pari del principe William.

Nulla di più. Così liquida la faccenda il costituzionalista Vernon Bogdanor, per il quale «la reggenza è un affare di Stato. La decisione viene presa dalla Corona, dopo un consulto medico, insieme con rappresentanti di governo e parlamento.

E solo in seguito alla presa d’atto che la sovrana è realmente impossibilitata a governare in modo permanente. La Regina non può semplicemente dire: “Non posso svolgere i miei doveri”». E, ha concluso il costituzionalista, «la sola cosa che Elisabetta può fare, in modo autonomo, è abdicare».

Ma, secondo lo storico Robert Lacey, autore di quella che rimane per molti la migliore biografia sulla sovrana, benché datata, solo pensarlo è un’eresia. «Elisabetta è ancora la sovrana di questo Paese», ha commentato dopo aver visto Carlo e William sfilare in Parlamento. «Il principe del Galles la sta solo sostituendo, come ha già fatto in altre occasioni e come farà ancora. Siamo ben lontani dalla reggenza, la quale implica una resa dell’autorità della Regina, ovvero la resa di una donna che da bambina sedeva sulle ginocchia di Giorgio V, fondatore della Casa di Windsor.

Non è proprio nella sua natura mollare». In Sudafrica, nel 1947, per i suoi 21 anni, la sovrana pronunciò lo storico discorso con il quale giurò di servire il suo popolo fino alla morte. A quel discorso si è attenuta per tutto il suo regno, 70 anni di assoluta abnegazione al dovere.

Nei mesi recenti Buckingham Palace ha annullato all’ultimo momento numerosi impegni di Elisabetta, bloccata da problemi di deambulazione (la sovrana non vuole farsi vedere sulla carrozzella), e ha ritirato fuori dal cassetto il Regency Act del 1937, firmato dal padre di Elisabetta, Giorgio VI, con il quale si costituì la figura del consigliere di Stato, da far scendere in campo durante l’assenza del monarca all’estero o durante una malattia temporanea con le Lettere patenti, anche per un solo giorno, com’è successo con Carlo e William in Parlamento. I consiglieri di Stato sono quattro: il principe del Galles, William, Andrea di York e Harry di Sussex.

«E, a differenza della sovrana, non hanno poteri decisionali; non possono mettere in discussione la politica del governo o formulare suggerimenti al riguardo», ha spiegato Bogdanor. Certo, nel frattempo Carlo può continuare ad allenarsi a fare il re, ma, come prova la presenza di William in Parlamento con lui, l’establishment pare poco propenso a dargli troppo spazio, perché proprio in quella che a oggi era la cornice più fastosa della sua nuova funzione di “sostituto” ufficiale della madre, ovvero l’apertura del Parlamento, il Palazzo gli ha affibbiato l’altro consigliere di Stato, il figlio William (Andrea e Harry sono in questo momento impresentabili e, anzi, si sta discutendo come sostituirli).

La Corona ha dato un forte segnale di continuità, mandando alle Camere entrambi e insieme, ma anche l’idea di un potere quasi condiviso tra i due, vista forse la non verdissima età nemmeno di Carlo e il grande appeal che ha sulle folle il bel principe William. Si vocifera che il principe del Galles sia frustratissimo; Carlo avrebbe chiesto di essere più attivo, visti i problemi della madre, ma tant’è, altro non può fare che intrattenere i sudditi per ora, magari ai Garden party che si stanno organizzando in queste settimane a Buckingham Palace, con il suo ben noto senso dell’umorismo. Per lo scettro deve aspettare.

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