Mara Venier è distrutta, ecco cosa le manca

Più che i buoni propositi di inizio anno o i sogni da realizzare nella rosa dei 365 giorni appena sbocciati, Mara Venier ora avverte un’esigenza forte. Qualcosa che le manca come l’acqua quando si ha sete o il sole quando fa freddo. «Mi manca la libertà.

La libertà di poter vivere come ho sempre fatto e che è l’unico modo che mi fa stare bene». Cosa significa per te libertà? «Voglio tornare ad abbracciare le persone alle quali tengo. Voglio stringere le mani quando incontro qualcuno per strada che mi vuole salutare con affetto, sogno di andare a prendere il mio nipotino all’asilo e godermi il momento in cui mi corre incontro.

Libertà è lavorare in un clima di tranquillità e sicurezza, senza timore che questo maledetto Covid in un istante, come un domino, faccia saltare i progetti, mettendo tutto a soqquadro. Salute, vite e anime. Vorrei questo per me e per tutti noi.

E, soprattutto, non voglio più vivere con quella paura che aleggia tra noi da due anni. Spero che il 2022 inizi a farci vedere la luce. Luce che per me è sinonimo di libertà». Intanto, cosa consigli alle tantissime persone che ti seguono ogni domenica in Tv? «Di volersi bene, di vaccinarsi. È una forma di rispetto verso se stessi e la collettività.

Dobbiamo essere uniti, non mollare, bisogna avere il coraggio di guardare avanti con fiducia. Perché la vita è davvero preziosa. Non va dimenticato». La tua di vita, sia privata sia professionale, la immaginavi come la stai vivendo? «È stata una sorpresa tutto quello che ho fatto e avuto. Non ho mai cercato il lavoro che faccio, non ho mai inseguito il successo, è capitato per caso. E la prima a sorprendermi di dove si stava dirigendo la mia vita sono stata io.

Quel sentimento di stupore mi accompagna ancora oggi, dopo tantissimi anni di Tv. Quando ricevo una proposta di lavoro, quando parte un mio programma e vedo che decolla subito, che la gente che ci guarda mi vuole bene, mi emoziono ancora come se fosse la prima volta. È la mia tredicesima Domenica in, da quattro anni sono anche il capo progetto, ci credi che ogni volta è come se fosse un debutto? Gli anni avanzano e io spesso mi ritrovo a chiedermi: ma com’è che lavoro sempre così tanto?». Riesci a darti una risposta? «È una sola: amo immensamente ciò che faccio.

È una passione nella quale metto emozione, testa, tutto il cuore. Senza risparmiarmi. Se ci pensi è bello, mi permette di restare con i piedi per terra. E il calore del pubblico è un vero motore». Sul fronte personale, invece? «Mi reputo una donna molto fortunata: sognavo una famiglia e accanto a me ho Nicola, mio marito, l’amore e il pilastro della mia vita da ventuno anni. I miei figli, Elisabetta e Paolo, che, assieme a Nicola, sono il successo più grande.

E poi ci sono i nipoti, Giulio di 19 anni, e Claudio, detto Iaio, di 4, che sono felicità pura. Un’iniezione di energia, affetto, tenerezza. Quando sto con loro, a parlare con il grande e a giocare con il piccolo, passando dalla lotta con le spade di gommapiuma ai supereroi, mi sento autenticamente felice, realizzata, senza complessi legati all’età che avanza ». Sei appena passata davanti a uno specchio: che donna hai visto riflessa? «Mi sono guardata distrattamente, come al solito.

Oggi, come quando ero ragazza, non passo mai ore a rimirarmi. Per le mie insicurezze non mi sono mai piaciuta, vedevo tutte meglio di me. Solo oggi, se mi capita di rivedere foto o filmati di quando ero giovane, mi dico che non ero poi così male. Il fascino che posso esercitare oggi penso derivi da altro». Da che cosa? «La mia normalità mi fa percepire diversa, per nulla diva. Vivo in totale semplicità: scarpe basse, pullover e jeans. Cucino, amo fare le pulizia a casa, mi trucco solo se lavoro.

E poi sono ancora piena di sogni, di curiosità, di voglia di leggerezza e vivacità». Sei un’eterna ragazza! «Di indole sì, sono rimasta la ragazza di Campo de’ fiori (un sorriso le affiora sul viso, ndr). Ti dico una cosa: pochi giorni fa sono stata lì e, mentre passeggiavo tra i banchi di frutta e verdura, sono tornati a galla suggestioni e ricordi. Di quando avevo vent’anni e mi davo da fare, perché se non vendevo due vestiti nel negozietto che avevo messo su, la sera non dormivo tranquilla.

Non era semplice, ero già mamma, eppure, anche in quei momenti, non mi arrendevo, non perdevo lo spirito combattivo. Guardavo avanti». Guarda avanti ora. Pensa a una cosa che vorresti avvenisse quest’anno. «Vorrei tornare alle origini, a Venezia, la mia città adorata. Da quando è mancata mia madre Elsa, nel 2015, non ci ho più messo piede. Non ce l’ho fatta. Pensa che l’altro giorno c’era Zucchero ospite a Domenica in, e in video sono passate alcune immagini di lui durante il lockdown mentre suona da solo in una piazza San Marco deserta.

Davanti a quelle immagini mi sono bloccata. Faticavo a parlare. In quella frazione di secondo ho rivisto mamma e papà che non ci sono più. Non riuscivo a trattenere le lacrime. Zucchero ha capito e mi ha dedicato You are so beautiful. Ecco, io vorrei tanto riuscire a tornare in quei luoghi. Voglio trovare la forza di farlo, solo così riuscirei a fare pace e a chiudere un cerchio di dolore. Devo avere coraggio, consapevole che andare là sarà un po’ come rivivere la mia infanzia, ma anche gli ultimi momenti vissuti accanto a mia madre. Che mi manca tanto. Soffrirò, lo so già, ma poi starò meglio. E guarderò avanti con più serenità, con più forza, con tutti i miei ricordi nel cuore».




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