Max Biaggi sabotato in Ducati: depotenziavano di nascosto la sua moto per impedirgli di vincere

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Nel 2008, la Ducati avrebbe manomesso la moto di Max Biaggi e avrebbe fatto in modo che Troy Bayliss vincesse il Campionato Mondiale Superbike. Secondo un nuovo rapporto di Motorcycle News, il sei volte campione del mondo Biaggi ha rivelato prima del suo ritiro di essere stato sabotato dalla casa italiana dopo la scadenza del suo contratto nel 2002.

Nel 2008 Max Biaggi, al di una lunga durata in MotoGP e alle soglie di una nuova carriera in Ducati Corse come collaudatore, si stava preparando al debutto nel Mondiale Superbike quando tutto eò in fumo. Alla vigilia della stagione è approdato alla Ducati GMB Racing, squadra satellite del team ufficiale, ma dopo poche gare ha capito che qualcosa non della stagione. L’italiano ha ora deciso di rivelare cosa è successo in quei dolorosi momenti tra il terzo e il quinto round.Le accuse che il pilota romano rivolse alla Ducati e all’allora responsabile della sua squadra, Marco Borciani, furono molto pesanti: secondo quanto raccontato dal Corsaro, infatti, subì un vero e proprio sabotaggio interno da parte della casa italiana che depotenziò la sua moto , estromettendolo di fatto dalla lotta per la vittoria nelle singole gare e quindi dalla corsa iridata.

Max Biaggi sostiene che la Ducati con cui ha corso nella stagione 2008 era molto più forte di quella con cui aveva dovuto combattere da esordiente nel 2007. Secondo la versione dei fatti riportato 14 anni dopo da Max Biaggi (che di rendere pubblico quanto nel 2008 a seguito di un’intervista rilasciata a Corsedimoto.com in cui Borciani definì la sua gestione di quella stagione “un incubo”) in realtà la moto provata nei test pre-stagionali in Australia era una Ducati molto competitiva e molto più veloce di quella con cui Bayliss l’anno precedente aveva vinto il Campionato del Mondo:

La moto che io provai la prima volta per il 2008, era una moto assolutamente vincente. Rispetto all’anno precedente la moto guadagnava 200 cc di cilindrata, mentre alcuni suoi componenti divennero di serie. Fummo noi, con il team di Borciani, a provare per la prima volta quella moto in Australia, durante dei test privati. In quell’occasione – scrive difatti il 51enne romano in lunghissimo post pubblicato sul proprio profilo Facebook –  facemmo una simulazione gara, che concludemmo con un tempo inferiore di 4 secondi, rispetto a quello ottenuto nella gara vinta nell’anno precedente da Bayliss, con la vecchia moto ufficiale e con le medesime coperture. Anche sul best lap risultai più veloce della pole position fatta sempre da Bayliss nel 2007, esattamente di quattro decimi. La moto in quell’occasione aveva il regime di rotazione massima a 11500 giri/min“.




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