Olena Zelenska chi è la moglie del presidente ucraino Volodymyr Zelensky

L’abbiamo sentita nominare per la prima volta all’inizio dell’attacco russo, quando il marito, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha spiegato in un video messaggio che se lui è l’obiettivo numero uno di Vladimir Putin, la sua famiglia è il secondo.

La sua famiglia, che come Zelensky ha rifiutato l’offerta americana di un aiuto per lasciare il Paese, è Olena Zelenska, sua moglie dal 6 settembre del 2003, e madre dei suoi figli Aleksandra, 17 anni, e Kiril, 9. Fosse stato per lei non ne avremmo mai conosciuto il volto, che la first lady pubblica sull’account Instagram appena aperto e seguito da due milioni e mezzo di persone, perché in famiglia non è lei ad amare i riflettori.

Quarantaquattro anni come Volodymyr, si è innamorata di lui dopo un lungo corteggiamento all’università di Kryvyj Rih, 420 chilometri a sud di Kiev, dove entrambi studiavano: lui legge, lei architettura, anche se quelle lauree non le hanno mai usate perché il mestiere che volevano fare era un altro. Così Volodymyr è diventato un attore comico e Olena si è dedicata alla scrittura, da sceneggiatrice e autrice.

Insieme nella casa di produzione Kvartal 95, Volodymyr ha conquistato la popolarità, mentre Olena scriveva le sceneggiature dei suoi show, come è accaduto con Servitore del popolo, serie che più delle altre ha consacrato al successo il futuro presidente.

Raccontava di un professore diventato presidente per caso. “Servitore del popolo” è stato poi il nome del partito con cui nel 2019 Zelensky è arrivato a guidare l’Ucraina. Una scelta, quella della politica, che la schiva Olena inizialmente non ha condiviso, perché temeva le avrebbe cambiato la vita.

E non poteva immaginare quanto. In campagna elettorale, tuttavia, continuò a fare quel che aveva sempre fatto, cioè scrivere per Volodymyr: non copioni, ma discorsi da candidato. Sempre dietro le quinte, come disse all’edizione ucraina di Vogue, che quell’anno le dedicò la cover di dicembre. «Preferisco stare dietro le quinte, mi sento più a mio agio nell’ombra, ma al momento opportuno so quando intervenire, in particolare per attirare l’attenzione del pubblico su questioni sociali importanti ».

Lo fece pure da first lady, occupandosi di battaglie di genere, lotta alle barriere architettoniche, diffusione della lingua ucraina, educazione alimentare. «Ho insegnato a Volodymyr a mangiar sano», raccontò allora.

La ritrosia a metterci la faccia e a esporsi sui media, però, l’ha vinta solo ora: perché, col pragmatismo che le è proprio, ora sa che serve. È così che ogni giorno parla agli ucraini e al mondo attraverso Instagram e Facebook, incoraggiando il popolo e le donne combattenti («La mia ammirazione e il mio inchino a voi»), dando informazioni su come aiutare o essere aiutati, unendosi idealmente al marito nella richiesta dell’istituzione di una no fly zone: «Stati della Nato! Chiudete lo spazio aereo agli aerei russi! Salvate i nostri figli perché i vostri non muoiano domani».

Toni a volte duri, sempre senza fronzoli, gli stessi con cui ha rivelato l’esistenza di una Internazionale delle first lady – dalla francese Brigitte Macron alla turca Emine Erdogan – che lavora a progetti umanitari specifici: percorsi terapeutici all’estero per bambini, centri di accoglienza per orfani, hub culturali e ricreativi contro i traumi della guerra vissuti dai piccini.

Sono loro, i bimbi, il tema di cui più spesso si occupa Olena, influencer della resistenza ucraina al tempo della guerra alle porte d’Europa: «Alisa, 8 anni, morta a Ochtyrka mentre il nonno cercava di proteggerla con il suo corpo. Polina deceduta con i genitori sotto le bombe di Kiev.

Arsenij, colpito alla testa nella capitale e morto perché l’ambulanza non è riuscita ad arrivare per gli scontri». I loro nomi li conosciamo già, ma Olena li ha voluti ricordare in una lettera-intervista indirizzata ai media internazionali. A cui chiede: «Continuate a mostrare cosa sta succedendo in Ucraina, mostrate la verità. Nella guerra dell’informazione della Russia, ogni testimonianza è di cruciale importanza».

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