Padovani lucido mentre uccideva Alessandra, la vicina: “Mi ha parlato e ha ripreso a picchiarla”

“Era lucido e tranquillo” mentre picchiava a morte la sua ex compagna sotto la casa di lei in via dell’Arcoveggio a Bologna lo scorso agosto, ha raccontato Giovanni Padovani a una vicina che gli ha urlato di fermarsi. Secondo la testimonianza della vicina, il calciatore 27enne si è persino fermato a parlare con lei prima di riprendere l’aggressione alla 56enne Alessandra Matteuzzi.

La donna ha raccontato a La Stampa di aver sentito delle urla da un balcone vicino e di aver visto un violento pestaggio, che l’ha spinto a intervenire per fermare l’uomo. Veronica Milevschi ha dichiarato che Padovani l’ha guardata con freddezza e le ha detto: “Stai tranquilla, non ce l’ho con te”. L’uomo ha poi ricominciato a picchiare la Milevschi lanciando una panchina contro Alessandra Matteuzzi.

In un ultimo tentativo di impedirle di andarsene, l’uomo le ha sbarrato la strada ed è stato poi raggiunto da un altro ragazzo e da suo padre, che lo hanno spinto e allontanato da lei. Per la donna, però, era troppo tardi. “Non sono arrabbiata con te”, gli hai detto, “sono arrabbiata con lei”, riferendosi alla madre. “Non vedo l’ora che arrivi la polizia! Voglio farla finita!”. Il 27enne non ha opposto resistenza mentre aspettava l’arrivo della polizia; è stato arrestato dagli agenti e ha ammesso le sue responsabilità agli investigatori.

Tuttavia, un brutale pestaggio, giunto al culmine di una lunga fase di pedinamenti con atti intimidatori e minacce, ha infine convinto la donna a denunciarlo, nonostante la paura. Comportamenti che avevano scatenato nella vittima un vero e proprio terrore, come lei stessa ha denunciato nella presentazione ai Carabinieri.

Padovani ha intimidito e perseguitato la sua ex fidanzata, Alessandra Matteuzzi. In un caso, Matteuzzi ha dichiarato: “Tutte le volte che ho acconsentito alle richieste di Padovani è stato per paura di scatenare la sua rabbia”, secondo i rapporti della polizia. “Alla luce di tutte le occasioni in cui è riuscito ad accedere al condominio in cui vivo, ho sempre paura di trovarmelo davanti ogni volta che torna a casa o quando apro le finestre”. Una denuncia a cui erano seguite diverse altre segnalazioni di stalking. Matteuzzi avrebbe dovuto farne un’altra mercoledì mattina, ma è stata uccisa prima che ne avesse la possibilità.

Dopo l’autopsia disposta dalla magistratura, la salma di Alessandra Matteuzzi è stata riconsegnata ai famigliari per i funerali che si svolgeranno martedì a Borgo Panigale. L’ultimo saluto alla donna alle 16, al cimitero di Borgo Panigale, alle porte della città. Prima del funerale sarà allestita la camera ardente al Cimitero della Certosa di Bologna.

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