Raffaella Carrà: Federica e Matteo Pelloni, Barbara Boncompagni figli adottivi dell’artista

Raffaella Carrà è stata sicuramente una delle più importanti artista del nostro paese. La sua carriera è sotto gli occhi di tutti e di certo l’artista non ha bisogno di alcuna presentazione. Anche la sua vita privata è stata spesso sotto i riflettori e sappiamo bene che ha avuto diversi compagni ma ha avuto soltanto due grandi amori. Uno di questi è sicuramente quello per Gianni Boncompagni, con cui è stata insieme per diversi anni.

Raffaella Carrà, il rimpianto di non essere diventata madre

Ad ogni modo, nel corso della sua vita Raffaella Carrà ha avuto soltanto un unico rimpianto ovvero quello di non poter essere diventata madre. Sembra che in un primo momento Raffaella abbia deciso di dedicarsi alla carriera e di non avere quindi figli suoi. Nel momento in cui invece pare abbia sentito l’esigenza di mettere al mondo dei figli, purtroppo per lei era già troppo tardi perché la natura non le ha più dato questa possibilità. Ciò non toglie però che Raffaella è diventata la mamma adottiva di diversi bambini.

Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, Matteo e Federica, i figli adottivi di Raffaella

In primis è stata la mamma adottiva di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, ovvero le figlie di Gianni Boncompagni a cui ha fatto da madre così come ha raccontato In diverse occasioni. È stata anche Barbara Boncompagni a parlare di Raffaella ed a spiegare quanto sia stata importante per la sua vita. La Carrà però considerava figli anche Matteo e Federica ovvero i figli del fratello di cui pare si sia presa cura dopo la morte proprio dell’uomo. È chiaro quindi che pur non avendo avuto figli suoi Raffaella comunque ha trovato il modo di poter esprimere il suo senso materno.

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Il ricordo di Barbara Boncompagni

Barbara subito dopo la morte di Raffaella Carrà ha raccontato chi è stata per lei l’artista. Quando la Carrà e GIanni Boncompagni sono andati a vivere insieme, Barabra aveva soltanto 5 nni ma si ricorda molto bene quel momento.“Me la ricordo come Mary Poppins, Dentro casa un ciclone. Papà era un uomo che vive da solo con tre figlie e si può immaginare in che stato abbia trovato la casa Raffaella quando venne a vivere da noi. Io ero la più piccola e per tutte noi fu come una mamma. Avevamo in comune anche il fatto che lei da bambina era stata abbandonata dal padre, noi dalla madre”. Queste le parole dichiarate a Corriere.

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