Regina Elisabetta 70 anni di regno

Alla vigilia delia parata ufficiale per il Giubileo di Platino della sovrana, un nuovo libro ripercorre la sua storia, dall’infanzia a oggi, compresi amori (pochi) e scandali (tanti). L’ultimo? Quello del figlio Andrea: per evitare il processo per abusi deve sborsare milioni di euro che non ha.

Ma Carlo sì e per questo Elisabetta, che non può esporsi in prima persona, gli ha chiesto aiuto, anche se tra i fratelli non corre buon sangue. In cambio lei ha “sdoganato” Camilla, che sarà regina consorte.

Degna da sette decenni, ha attraversato secoli e guerre, sconvolgimenti politici e innovazioni tecnologiche, vedovanza e pandemia, ma Elisabetta è rimasta sempre fedele alla promessa fatta ai suoi sudditi: «Dedicherò la mia intera vita al mio regno».

Ora un libro scritto da Luisa Ciuni ed Elena Mora Elisabetta, l’ultima regina (Cairo Editore, € 16) ripercorre la sua storia, i suoi amori, pochi, gli scandali, tanti, i grandi dolori e le soddisfazioni di una vita intensa, ma sempre al servizio.

Un destino che non aveva scelto e che non le spettava nemmeno: una corona arrivata sulla sua testa in conseguenza di un clamoroso scandalo, l’abdicazione di suo zio, re Edoardo Vili, come ci spiegano le due autrici.

Un bel peso per la testolina di una bimba di dieci anni: che bambina era? Mora: «Una bimba tranquilla, molto amata, cresciuta in una famiglia serena, almeno fino a quel 1936 in cui l’adorato zio Edoardo Vili decide di lasciare il trono per amore della divorziata americana Wallis Simpson (storia che si è ripetuta un secolo dopo con Meghan, divorziata americana che si è portata via dalla corte il suo principe Harry).

Re Giorgio, il timido padre di Elisabetta, riservato e gravemente balbuziente, viene scaraventato sul trono e lei capisce che dovrà succedergli. Bimba disciplinata e ubbidiente, scolara non esattamente brillante, prende molto sul serio il suo compito.

E accetta un destino scintillante come le pietre preziose della corona, ma non semplice. Perché, certo, sembra bellissimo poter sfoggiare gioielli da favola, indossare abiti eleganti, avere centinaia di persone al proprio servizio: ma se ogni volta tocca stringere le mani a perfetti sconosciuti per ore, sedersi a tavola per banchetti che sembrano non finire mai, assistere per l’ennesima volta a una manifestazione mostrando entusiasmo, malgrado il freddo e il mal di piedi, essere sempre sotto i riflettori, non potersi permettere mai uno sgarro, un mal di testa, una piccola follia, forse non è così divertente.

In un destino così importante mi hanno colpito cose minime: Elisabetta non ha mai potuto dire qual è il suo piatto preferito, perché le sarebbe stato servito sempre e ovunque nel mondo; e non ha mai potuto cambiare la sua pettinatura, perché il suo profilo è sui francobolli e sulle monete».

Settant’anni sempre quasi uguale a se stessa: una icona? Ciuni: «Nel mondo della moda si dice che il problema non è avere cattivo gusto, ma non avere gusto. L’ostinato, ripetitivo cattivo gusto del primo periodo di regno in cui seguiva i consigli di sua madre, ha regalato alla regina una immediata riconoscibilità per cui è diventata Valter ego dei suoi cappelli e dei colori pastello.

Da donna anziana ha asciugato gli eccessi, ha razionalizzato le linee e le fantasie e ne è uscita una Elisabetta sempre pastello, ma con cappelli portabili e pochi, ma scelti decori. E la giovane regina decisamente fuori moda oggi è una anziana signora ben vestita. Anche perché il cappotto con vestito intonato che a 40 anni le regalava venti anni in più ora che ne ha 95 è giusto. E in sette decenni è riuscita a fare di sé una vera e propria icona pop».

Sette decenni passati accanto all’amore della sua vita, Filippo… Mora: «La decisione di sposare questo principe greco bello e aitante, ma esiliato e povero in canna, è stata una delle poche volte, forse l’unica, in cui Elisabetta si è imposta ai genitori e alla corte.

Fra i due è stato un colpo di fulmine: il loro fidanzamento viene annunciato il 10 luglio 1947, il matrimonio programmato per novembre. A maggio la principessa aveva dichiarato ai suoi sudditi la sua intenzione di “dedicare la mia intera vita, corta o lunga che sarà, al vostro servizio”.

Anche Filippo, in qualche modo, finirà per dedicare l’intera sua vita a Elisa-betta, sempre un passo indietro. Non facile per un uomo del secolo scorso, un maschio alfa come lui. Ma, malgrado qualche tradimento (pare tanti) è stato un sostegno formidabile per la regina: che non a caso dopo la sua morte sta mostrando, negli ultimi me si, tutta la sua fragilità». Mai una crisi in tanti anni? Mora: «Liti, sì, ben lontane dai riflettori; di crisi vere e proprie una sola, nel 1957, quando lui parte per una crociera ufficialmente di soli uomini e rimane lontano per ben 4 mesi.

La risoluzione avviene grazie a Elisabetta: ma il modo con cui lo fa la dice lunga sul loro rapporto. Lei decide di raggiungerlo – per salvare il matrimonio e per far tacere i pettegolezzi. Ma per il loro primo incontro, decisamente teso, la regina adotta uno stratagemma curioso. Poiché Filippo si era fatto crescere una lunga barba, Elisabetta chiede che tutti gli ospiti alla festa per la riunione della coppia indossino barbe finte e lei stessa ne indossa una: la tensione, ovviamente, si scioglie in una risata.

La riconciliazione è poi sancita dalla nascita del terzo e quarto figlio, quelli che con battuta non esattamente brillante Filippo aveva definito “i figli dell’amore” in contrapposizione ai “figli del dovere” dinastico, Carlo e Anna». Già, i figli: in molti hanno rimproverato a Elisabetta di non averli cresciuti bene, soprattutto Andrea, il suo prediletto…

Ciuni: «Ma per quale motivo gli uomini possono anche diventare imperatori e nessuno gli contesta come sono cresciuti i figli, mentre una regina salita a 26 anni sul trono deve essere definita una cattiva madre? Dei quattro figli di Elisabetta tre sono persone di fiducia, normali e per bene. Io vorrei sapere quale famiglia non ha una pecora nera e vorrei anche chiedere: se lei fosse stata una casalinga avrebbe potuto in qualche modo impedirlo? Andrea è caduto su quello che è il problema dei numeri due, che vediamo anche con Harry, cioè quello dei soldi.

Un malinteso maschilismo lo ha reso uno sciupa femmine, e avendo lui meno appannaggio del fratello Carlo e volendo spendere ha trovato i soldi da Epstein, che aveva interesse a esibirlo e usarlo. Non darei la croce addosso alla regina; caso mai il problema è che soprattutto Carlo e Anna sono stati allevati come nell’800 in quella che era la swinging London e che li ha portati a sbagliare matrimoni e comportamenti.

Della vicenda di Carlo si è parlato anche troppo; ma se gli avessero lasciato sposare la sua Camilla a 20 anni non saremmo qui a discuterne». Camilla. Ha stupito tutti l’annuncio che avrà il titolo di regina consorte quando Carlo salirà al trono. Ciuni: «Elisabetta, dopo avere passato tutta la sua vita a costruire il regno, sta passando parte della sua vecchiaia a costruire quello del figlio, anche perché ha capito che le scelte fatte da lei vengono “digerite” meglio che fatte da lui.

Ha preso carta e penna e ha suggerito che quando Carlo salirà al trono la moglie Camilla sarà la regina; sia per smentire i malintesi fra lei e Camilla, sia come mossa politica a favore del figlio, sapendo che per lui era un punto d’onore. In più, come capo della Chiesa anglicana ha ribadito che le mogli divorziate sono uguali alle mogli normali. Ha voluto ringraziare Carlo perché sono dieci anni che le fa da spalla senza mai pretendere nulla.

Lei sa che il figlio attende da tutta la vita, di diventare re, ma sa che assieme al marito scomparso è il suo più fedele suddito. Poi c’è anche un elemento pratico. Per la posizione in cui è Elisabetta non può saldare il debito del figlio Andrea; Carlo, che da sempre è un ottimo amministratore, era l’unico in grado di pagare un debito di vari milioni di euro. Fra lui e Andrea non corre buon sangue, ma per rasserenare la madre, e per togliere dall’imbarazzo l’intera dinastia, ha aiutato il fratello e la regina, la quale con poche righe ha agevolato la sua vita, sdoganando Camilla».
Perché il titolo “Ultima regina”? Ciuni: «Elisabetta è la persona a cui si pensa immediatamente quando si dice “la regina”. Ce ne sono molte di sovrane, longeve e di eccellente lavoro, ma quando si dice la regina si intende solo lei».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.