Ucciso per aver difeso l’amica dal marito, la famiglia di Vitalie: “Questa tragedia si poteva evitare”

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La famiglia di Vitalie piange un fratello, un cognato e un amico generoso e sempre disponibile, ma tuona: “Perché nessuno ha aiutato quella ragazza e il suo bambino in questa tragedia?” dopo che è stata uccisa con una coltellata al cuore mentre difendeva la sua amica dal marito violento.

Vitalie Sofroni è morta per difendere un caro amico dalla furia del marito, Costantin Gorgan, che è stato arrestato per omicidio. La causa del decesso sembra essere una ferita da taglio al cuore. L’indagine sull’omicidio dovrà stabilire se la morte di Vitalie sia stata premeditata o se l’accusa sarà di omicidio volontario. Una settimana dopo la tragedia della famiglia Sofroni, Svetlana e Mihail Sofroni stanno affrontando la tristezza e il lutto per il fratello, ma vogliono soprattutto prevenire tragedie future. “Il giorno prima la moglie di Costantin aveva denunciato tutto ai Carabinieri, comprese violenze e minacce di morte”, dice Svetlana a Fanpage.it. La sorella è d’accordo: “Vitalie la stava portando in casa perché riconosceva la gravità della situazione, ma la polizia ha detto di aspettare. Se arriva, chiamateci”, hanno detto. Quando la polizia è arrivata, ha detto: ‘Se si presenta, chiamateci’.

Vitalie era una persona eccezionale, non solo con noi, ma anche con la sua famiglia. Era sempre premuroso e disponibile, oltre che generoso con tutti, il che lo faceva risaltare quando entrava in una stanza, perché ispirava piacere. Era un uomo unico che amava i bambini e dava a chi ne aveva bisogno.

Vitalie e Constantin lavoravano insieme, ed era lui a dargli una mano quando c’erano molti lavori da fare. Poiché aveva un figlio piccolo da accudire, Constantin gli chiedeva spesso di accompagnare la moglie in ospedale. Erano buoni amici, anche se forse non lo consideravano tale. Constantin chiedeva sempre una mano e tutti lo aiutavano, anche il mio coniuge che spesso chiedeva soldi.




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