Va al pronto soccorso tre volte per un mal di pancia, sempre dimessa: muore a 37 anni

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Federica Fabbris è morta dopo essere stata dimessa dall’ospedale per tre volte. Sulla sua morte è in corso un accertamento diagnostico, che serve a capire le ragioni del decesso.

Federica aveva accusato un malessere che non accennava a diminuire, accompagnato da vari dolori legati, pare, allo stomaco, un piccolo disturbo di cui soffriva da tempo. Per tre volte si era recata all’ospedale di Chioggia per essere visitata, per poi essere rimandata a casa. La quarta volta è stata diversa: Le condizioni di Federica erano peggiorate e non c’erano speranze di guarigione. La sera precedente aveva chiesto un consulto con un medico dell’ospedale di Chioggia, ma le era stato rifiutato per mancanza di posti letto. Si diresse quindi verso Padova dove fu ricoverata in un ospedale sotto le cure del professor Matteo Baraldini dell’Università di Padova.

“Una settimana fa, Federica aveva accusato dei dolori al collo ed alla schiena e dopo essere stata visitata, le erano state fatte un paio di iniezioni ed era tornata tranquillamente a casa – a parlare è uno degli amici della donna –
Poi aveva iniziato a sentire dei dolori allo stomaco ed era andata un’altra volta. Dopo averle fatto degli esami e considerato che tutto andava bene, è stata nuovamente dimessa”.

La situazione non migliorava, così sabato è tornata al pronto soccorso e dopo un’altra flebo è stata rimandata a casa. “Sabato sera non era uscita con noi proprio perché non si sentiva bene”, continua l’amico, “così domenica mattina siamo andati a trovarla a casa. L’abbiamo trovata ancora alle prese con il mal di pancia. L’abbiamo convinta ad andare di nuovo in ospedale, anche se non ne voleva sapere”.

L’azienda sanitaria Ulss 3 fa sapere di essere “vicina nel lutto alla famiglia, e che mentre attende l’esito del riscontro diagnostico, necessario per le modalità con cui è avvenuto il decesso, attraverso la direzione ospedaliera ha avviato ogni verifica sull’assistenza offerta al paziente, per garantire la corretta gestione del caso”.




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