Chi era Lorena Vezzosi, assassinata a coltellate dall’ex coniuge prima di finire entrambi con l’automobile nel fiume Po



Lorena Vezzosi, 51 anni, è stata brutalmente assassinata dall’ex marito Stefano Del Re, che poi si è tolto la vita gettandosi con l’auto nel fiume Po a Casalmaggiore, in provincia di Cremona. Questo tragico evento si è verificato nella notte tra giovedì e venerdì, sconvolgendo la comunità e riaccendendo i riflettori sulla piaga del femminicidio in Italia.



Secondo le prime indagini, Stefano Del Re, 54 anni, aveva raggiunto l’ex moglie presumibilmente a Sant’Arcangelo di Romagna, dove entrambi risiedevano separatamente dopo la fine del loro matrimonio. Durante il tragitto verso il Casalasco, territorio di origine della coppia, l’uomo avrebbe accoltellato Lorena, forse già a bordo dell’auto o durante il viaggio. Le immagini di sorveglianza mostrano Del Re con il braccio fuori dal finestrino, mentre Lorena sembrava priva di sensi sul sedile del passeggero.

Un femminicidio annunciato: la paura di Lorena e la fine di un incubo

Lorena Vezzosi e Stefano Del Re si erano separati da tempo, ma l’uomo non accettava la fine della loro relazione. Nonostante Lorena avesse iniziato una nuova vita e una nuova relazione, Del Re non riusciva a superare la gelosia e il risentimento per la separazione. La donna aveva espresso più volte alle amiche la sua paura nei confronti dell’ex marito, temendo un gesto estremo da parte sua.Purtroppo, le preoccupazioni di Lorena si sono rivelate tragicamente fondate. Quella sera fatale, l’uomo l’ha raggiunta e, dopo averla accoltellata, ha deciso di porre fine anche alla sua vita, gettandosi con l’auto nel fiume Po. Un gesto disperato e violento che ha spezzato definitivamente la vita di Lorena e ha lasciato i loro due figli, di 17 e 14 anni, orfani di entrambi i genitori.

Un grido di dolore e di rabbia contro la violenza sulle donne

La morte di Lorena Vezzosi è l’ennesimo femminicidio che scuote l’Italia, un Paese in cui la violenza contro le donne continua a essere un’emergenza sociale. Nonostante gli sforzi per sensibilizzare l’opinione pubblica e prevenire questi tragici eventi, la cronaca ci racconta ancora storie di donne uccise per mano di partner o ex partner, spesso in un contesto di violenza e sopraffazione.Questo caso solleva nuovamente la questione della necessità di un intervento tempestivo e incisivo per proteggere le donne vittime di violenza domestica. È fondamentale che le istituzioni, le forze dell’ordine e la società civile lavorino insieme per creare una rete di supporto e di ascolto per le donne in difficoltà, offrendo loro strumenti e risorse per uscire da situazioni di pericolo.Allo stesso tempo, è necessario promuovere una cultura del rispetto e della parità di genere, combattendo gli stereotipi e le discriminazioni che spesso sono alla base della violenza maschile contro le donne. Solo attraverso un impegno collettivo e una presa di coscienza individuale, potremo prevenire tragedie come quella di Lorena Vezzosi e costruire un futuro più sicuro e giusto per tutte le donne.



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