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Bullismo: quali sono le responsabilità dei docenti?



I docenti hanno responsabilità legali se non vigilano adeguatamente durante l’orario scolastico: rischiano sanzioni e risarcimenti in caso di episodi di bullismo.



Quando un episodio di bullismo avviene all’interno dell’orario scolastico, comprese le fasi di ingresso, uscita, lezione o ricreazione, gli insegnanti possono essere ritenuti civilmente responsabili, qualora venga dimostrato che non hanno esercitato in modo adeguato il loro dovere di sorveglianza. In questi casi, oltre a subire sanzioni disciplinari, possono essere chiamati a rispondere in sede civile, con un obbligo di risarcimento dei danni a carico della scuola e del Ministero dell’Istruzione.

Dal 2017, con l’introduzione della legge sul cyberbullismo, le responsabilità dei docenti sono aumentate. Oggi ogni istituto è tenuto a garantire la presenza di un referente dedicato alla prevenzione e al contrasto del bullismo online, e gli insegnanti sono obbligati a seguire una formazione specifica su questi temi. La legge prevede che i docenti e le famiglie non solo siano attenti ad eventuali atti di bullismo compiuti in loro presenza, ma si impegnino attivamente a educare i minori al riconoscimento e al rifiuto di comportamenti lesivi nei confronti degli altri.

Gli episodi di bullismo non devono mai essere sottovalutati, né ignorati. Un atteggiamento passivo, da parte di chi riveste ruoli educativi, può avere conseguenze anche molto gravi, contribuendo a normalizzare atteggiamenti violenti o persecutori. Quando i segnali sono chiari e le segnalazioni evidenti, è necessario intervenire immediatamente, adottando tutte le misure previste dalle normative scolastiche e informando chi di dovere.

Dal punto di vista giuridico, la responsabilità attribuita agli insegnanti è prevalentemente civile. Questo significa che, se i fatti vengono accertati e la vigilanza risulta carente, gli insegnanti possono essere condannati al pagamento di somme di denaro a titolo di risarcimento. Più difficile, invece, che possano essere perseguiti penalmente per non aver impedito lesioni fisiche tra studenti, a meno che non emerga una negligenza grave e provata. Non si può attribuire responsabilità colposa se si dimostra che, nonostante la sorveglianza continua, l’evento lesivo sarebbe avvenuto comunque.

Un elemento importante da ricordare è che gli insegnanti, sia delle scuole pubbliche che di quelle paritarie, sono considerati pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni. Questo status comporta alcuni obblighi giuridici specifici, tra cui quello di denunciare alle autorità eventuali fatti che configurano un reato perseguibile d’ufficio. L’omessa denuncia da parte di un docente, anche al di fuori dell’orario scolastico ma per fatti di cui è venuto a conoscenza in quanto insegnante, può integrare una responsabilità penale.

La funzione educativa degli insegnanti è dunque affiancata da una rilevante responsabilità legale, soprattutto in un contesto sociale dove i fenomeni di bullismo, anche online, sono in costante crescita. Non è più sufficiente assistere passivamente: la normativa italiana impone una partecipazione attiva nella prevenzione, nella segnalazione e nella gestione di comportamenti violenti o discriminatori tra studenti.

Questa cornice normativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a rendere la scuola non solo un luogo di apprendimento, ma anche di tutela dei diritti fondamentali della persona. Un ambiente scolastico sicuro, infatti, si costruisce non solo con regole, ma anche con la presenza attenta e consapevole di chi è chiamato a educare e proteggere.



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