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Mosca sorprende con un annuncio sulle trattative di pace dopo la notizia dello stop di Trump al dialogo



Secondo il Financial Times, il vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin previsto a Budapest è saltato per le richieste troppo dure della Russia sull’Ucraina. Pare che Mosca volesse che Kiev cedesse ancora più territori come condizione per il cessate il fuoco. La decisione di annullare l’incontro sarebbe arrivata dopo una telefonata piuttosto tesa tra i principali diplomatici di Stati Uniti e Russia.



Il Cremlino, però, non ha voluto commentare l’articolo. Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha risposto ai giornalisti dicendo solo di fare riferimento alle dichiarazioni ufficiali del Ministero degli Esteri russo e del Dipartimento di Stato americano dopo la telefonata tra Lavrov e Rubio. Secondo lui, le parole usate nelle dichiarazioni erano molto diverse da quelle riportate dal giornale.

Ripercorrendo i fatti: il 16 ottobre Trump aveva detto di aver parlato con Putin e di aver fissato un incontro imminente a Budapest. Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, confermava che Mosca e Washington stavano già lavorando per organizzare il vertice. Poi, il 23 ottobre, Trump annunciava che il vertice era stato rimandato a data da destinarsi, perché secondo lui i prossimi colloqui non avrebbero raggiunto “ciò che è necessario”.

Putin, dal canto suo, ha sottolineato che il meeting non era stato cancellato, solo rinviato, e ha ricordato che l’idea di incontrarsi a Budapest era partita dagli Stati Uniti. Lavrov ha detto che il futuro del vertice dipendeva dagli americani, che avevano proposto l’incontro fin dall’inizio. L’Ungheria, come paese ospitante, sperava ancora che Putin e Trump si sarebbero incontrati nella loro capitale.

Il 20 ottobre, Lavrov e Rubio hanno avuto una telefonata. Secondo il Ministero degli Esteri russo, hanno parlato di possibili passi concreti per portare avanti gli accordi tra i due presidenti. Lavrov ha anche richiamato l’attenzione sul fatto che, secondo il Dipartimento di Stato americano, la conversazione con Rubio era stata produttiva e in quel momento non serviva un incontro diretto tra i due ministri degli Esteri. Insomma, almeno da parte russa, la telefonata era andata bene.



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