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7 cose semplici che fanno sembrare una persona over 65 più viva e coinvolta di chi ha la metà dei suoi anni



Una sessantaseienne racconta le abitudini quotidiane sorprendentemente semplici che spiegano perché alcuni anziani irradiano più energia e vitalità di tanti trentenni esausti — e no, non si tratta di dieta o allenamenti.



La scorsa settimana, in biblioteca, ho visto una donna che doveva avere almeno settant’anni aiutare un ragazzo con il suo progetto di ricerca.

Ciò che mi ha colpito non è stata solo la sua competenza (anche se era evidente che sapesse il fatto suo), ma il modo in cui si sporgeva in avanti, faceva domande e rideva quando lui ha scherzato dicendo che Shakespeare era “esagerato”.

Aveva una scintilla, una vitalità che ha fatto sì che quel ragazzo svogliato mettesse davvero via il telefono per partecipare alla conversazione.

Passando accanto a loro, ho pensato a come alcune persone sembrino brillare dall’interno, indipendentemente dall’età, mentre altre appaiano spente anche nel pieno degli anni migliori.

Qual è la differenza? Dopo anni di osservazione e di esperienza personale, ho notato alcune abitudini e atteggiamenti che mantengono le persone vitali e connesse anche negli anni più maturi. Non sono gesti grandiosi o hobby costosi.

Sono scelte semplici, quotidiane, alla portata di chiunque.

1) Proteggono con decisione i loro rituali del mattino

C’è qualcosa nel modo in cui iniziamo la giornata che determina il tono di tutto ciò che segue. Ora mi sveglio naturalmente alle 5:30, senza sveglia, e trascorro quella prima ora preziosa in completo silenzio con il mio tè e il mio diario.

Non si tratta di produttività o di anticipare il lavoro. Si tratta di creare uno spazio di pace prima che il mondo irrompa.

Le persone anziane più vitali che conosco hanno tutte una loro versione di questo rituale: leggere poesie con il caffè, fare stretching sul portico guardando gli uccelli, scrivere tre pagine di pensieri liberi.

Hanno capito che iniziare la giornata alle proprie condizioni, invece di reagire subito a email o notizie, dona un senso di controllo che accompagna per tutto il giorno.

Quando inizi con intenzione e non per reazione, affronti tutto il resto con maggiore presenza e consapevolezza.

2) Restano curiose anche di ciò che non le riguarda direttamente

A 66 anni ho iniziato a studiare l’italiano.

Non per necessità, né per lavoro o famiglia, ma semplicemente perché avevo sempre sognato un viaggio in Toscana e volevo ordinare un gelato in modo corretto e magari capire i pettegolezzi in piazza.

Sapete cosa mantiene giovani? Non le creme o gli integratori. È la disponibilità a ricominciare da principianti. Gli anziani più coinvolti che conosco imparano a programmare, suonano l’ukulele o leggono finalmente tutto Proust.

Fanno domande senza vergogna. Non temono di sembrare inesperti. Hanno capito che l’espressione “alla mia età” è spesso una scusa più che una realtà.

3) Si muovono ogni giorno, con qualsiasi tempo

La mia passeggiata serale avviene sempre. Pioggia, neve o caldo torrido, esco comunque. A volte solo quindici minuti attorno all’isolato.

Non è per obiettivi fitness. È per restare in contatto con il mondo fisico, con le stagioni che cambiano, con i vicini che portano a spasso il cane.

Le persone più vitali che conosco hanno un rapporto non negoziabile con il movimento: ballano in cucina, curano il giardino con entusiasmo, nuotano, praticano tai chi.

Sanno che un corpo in movimento tende a restare in movimento. E che il movimento mantiene anche la mente flessibile e lo spirito coinvolto.

4) Coltivano le amicizie con la dedizione di un giardiniere

Ogni giovedì ci ritroviamo in cinque per quella che chiamiamo “cena del giovedì”, anche se il cibo è secondario.

Da otto anni condividiamo divorzi, diagnosi, nipoti, sogni cambiati. Ciò che conta è esserci, ascoltare senza giudizio, ridere fino alle lacrime.

Gli anziani più vitali non aspettano che gli amici chiamino: sono loro a farlo. Ricordano i compleanni, si presentano nei momenti difficili, creano rituali di connessione.

Sanno che l’amicizia, come un giardino, va curata costantemente.

5) Raccontano storie ma fanno anche domande

C’è un signore al mio bar che avrà almeno ottant’anni. Tutti amano parlare con lui.

Ha storie affascinanti dei suoi anni da giornalista, ma è altrettanto interessato alla band della barista, alla gravidanza della giovane mamma, alla nuova startup del manager.

Ricorda ciò che gli racconti e poi ti chiede aggiornamenti.

Condivide la sua esperienza ma resta curioso del mondo. Questo equilibrio lo mantiene connesso e rilevante.

6) Accettano la tecnologia senza perdersi in essa

Le persone più vitali che conosco hanno fatto pace con la tecnologia. Fanno videochiamate ai nipoti, condividono foto, chiedono aiuto quando serve.

Ma la usano per rafforzare i legami reali, non per sostituirli.

Una mia amica di 72 anni si è iscritta a TikTok per capire di cosa parlava sua nipote. Ora condividono video divertenti e battute private.

Non ha cambiato chi è. Ha solo aperto una porta alla connessione.

7) Dicono sì agli inviti, anche quando preferirebbero restare a casa

“Stavo per non venire,” mi ha detto un’amica a un’inaugurazione, “ma sono felice di esserci.”

Gli anziani più coinvolti superano quella voce che dice: “Resta a casa, sei stanco.”

Partecipano agli eventi, accettano inviti, si uniscono a gruppi di lettura, vanno ai concerti.

Sanno che la vita accade quando ci si presenta.

Riflessioni finali

Nessuna di queste abitudini richiede competenze speciali, grandi somme di denaro o salute perfetta.

Eppure fanno una differenza enorme.

Le persone che le incarnano sembrano illuminate dall’interno, indipendentemente dall’età.

Essere davvero vivi non significa essere giovani. Significa essere coinvolti, curiosi, presenti.

Forse la poetessa Mary Oliver lo ha espresso al meglio:
«Dimmi, cosa intendi fare con la tua unica, selvaggia e preziosa vita?»

Le persone più vitali sopra i 65 anni hanno già deciso la risposta:
tutto ciò che possono ancora fare, con gioia.



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