In una scuola di Genova vietate interrogazioni ed esercizi ginnici per permettere agli studenti musulmani di adattarsi ai nuovi ritmi biologici dopo il Ramadan
Tommaso Cerno: “Sta succedendo un processo d’islamizzazione su vari livelli ed uno di questi è la scuola” (VIDEO)
In una scuola di Genova vietate interrogazioni ed esercizi ginnici per permettere agli studenti musulmani di adattarsi ai nuovi ritmi biologici dopo il #Ramadan@Tommasocerno :"Sta succedendo un processo d'islamizzazione su vari livelli ed uno di questi è la scuola"@stefaniacav pic.twitter.com/jhRVH2wqOm
— TELADOIOLANIUS (@TELADOIOLANIUS) February 18, 2026
È scontro in consiglio comunale sulla circolare scritta dalla dirigente dell’istituto Vittorio Emanuele II-Ruffini di Genova che, in sostanza, consiglia agli insegnanti di ridurre le interrogazioni e l’attività fisica nel periodo del Ramadan, in cui chi pratica la religione musulmana digiuna dall’alba al tramonto.
Diversi docenti hanno inviato una segnalazione all’Ufficio scolastico regionale ed è scoppiato un caso politico.
Due le interrogazioni arrivate in Aula Rossa, di diverso colore politico: una della capogruppo della Lega Paola Bordilli, l’altra del consigliere del Pd SiMohamed Kaabour.
“Gli insegnanti sono rimasti perplessi da queste indicazioni – ha detto Bordilli – si rischia una seria discriminazione tra gli studenti, il Comune si è interessato per comprendere meglio cos’è successo?”.
“Non è ideologia – ha sottolineato poi Kaabour – bensì scuola, è didattica, è pedagogia. Quella è una scuola con una percentuale evidente di studenti e studentesse di fede musulmana che svolgono il digiuno. E a Genova ci sono 20mila cittadini di fede musulmana, ignorandoli non si rende lo Stato laico bensì lontano”.
L’assessora ai Servizi educativi Rita Bruzzone non ha sentito direttamente la dirigente scolastica ma si è messa in contatto con alcuni docenti e con l’Ufficio scolastico regionale: “Per me ci sono alcuni punti fermi. Il primo è l’autonomia scolastica, rispetto alla quale voglio ricordare che non esistono linee guida nazionali che dicano quali procedure adottare in caso di ramadan o altre pratiche religiose. Il secondo è la laicità dello Stato e delle istituzioni statali rispetto alle religioni: esiste una separazione che, in questo caso, è valida più che mai. Infatti la scuola italiana è laica e vige il principio fondamentale di inclusione per cui ragazze e ragazzi, davanti ai propri docenti, sono tutte e tutti uguali, a prescindere da credo religioso, nazionalità, colore della pelle, genere e così via. Al centro di tutto bisogna sempre mettere i loro bisogni, come sanno e fanno benissimo anche i docenti della scuola Ruffini che di fronte a loro si trovano ragazze e ragazzi che possono trovarsi in una situazione di fragilità. Più in generale penso, e lo dico da persona convintamente laica, che avere attenzione nei confronti di chi stia digiunando per motivi religiosi non c’entri niente con la presunta islamizzazione del mondo della scuola: un’idea che respingo in maniera chiara e forte”.



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