Mary Louise Weller si è spenta il primo ottobre, a un solo giorno dal suo ottantesimo compleanno. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dal compagno e successivamente confermata da un amico stretto, che ha sottolineato come la sua morte sia avvenuta “tranquillamente” al termine di una breve malattia.
Nata a New York il 2 ottobre 1946 e cresciuta nella zona di Los Angeles, Weller ha fatto della recitazione la sua passione, seppur mantenendo nel tempo anche l’interesse per la moda e l’equitazione. Una passione per la quale era particolarmente nota tra gli amici e le persone a lei più vicine.
La sua carriera iniziò come modella e fu proprio la sua esperienza nel mondo della moda a condurla verso il cinema e la televisione, settore nel quale si affermò durante gli anni Settanta e Ottanta. Il suo debutto risale al 1972 con Hail!, commedia in cui fece il suo primo passo come attrice. L’anno successivo partecipò a una piccola parte in Serpico, film biografico con Al Pacino. Seguì la televisione, dove apparve in serie popolari quali Kojak e in prodotti cinematografici come l’horror soprannaturale The Evil, del 1978, al fianco di attori come Richard Crenna e Joanna Pettet.

Ma il vero punto di svolta arrivò nel 1978 con National Lampoon’s Animal House, una commedia diretta da John Landis che avrebbe definito per sempre il suo percorso artistico. Weller interpretò Mandy Pepperidge, un personaggio diventato iconico grazie a un cast eccezionale che vedeva protagonisti John Belushi, Tim Matheson, Kevin Bacon e Donald Sutherland. Il film fu un successo clamoroso al botteghino: con un budget di poco più di 3 milioni di dollari, incassò più di 140 milioni, consacrando il gruppo di attori e diventando un cult della comicità americana.
In un’intervista del 2012, ricordò come prima di accettare la parte avesse mostrato la sceneggiatura a Brandon Stoddard, dirigente della Abc, che le aveva predetto che quel progetto “sarebbe stato il film per cui sarei sempre stata conosciuta”. Una previsione puntuale, visto che quello rimase il suo ruolo più celebre.
Dopo Animal House, Weller proseguì la sua carriera lavorando in vari film e programmi televisivi. Comparve in episodi di serie come Starsky and Hutch, CHiPs, Supertrain, Detective School e Fantasy Island. Nel 1979 fu nel cast di The Bell Jar, adattamento del noto romanzo di Sylvia Plath. Negli anni successivi continuò a recitare in produzioni come il film tv Once Upon a Spy con Ted Danson e Christopher Lee, e nel 1981 affiancò Chuck Norris nel film d’azione Forced Vengeance. Cinque anni più tardi, nel 1983, l’episodio di Quincy, M.E. segnò il suo ultimo ruolo accreditato sullo schermo.

Pur avendo partecipato a numerosi progetti, Weller rifletteva con una punta d’ironia sui ruoli che le venivano assegnati: spesso quelli della “bella ragazza in difficoltà” o della “figlia di un ragazzo ricco”, spiega in un’intervista del 1986 al Los Angeles Times. Questa tipizzazione le impedì probabilmente di mostrare tutti i suoi talenti, ma non intaccò la memoria legata al suo personaggio più celebre.
Nella sua vita privata, Weller era anche legata a una figura di rilievo nel mondo dello spettacolo: il suo padrino era Danny Kaye, celebre attore e comico noto per il film White Christmas.
Con la sua scomparsa, il cinema perde una delle interpreti di una pellicola che ha lasciato un segno indelebile nella cultura pop degli anni Settanta. Il volto di Mandy Pepperidge rimane parte di quella storia, un ricordo di una stagione unica del cinema americano e della televisione.



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