In casa sua tornerà Angelo Francesco Simionato, ventidue anni, originario dell’hinterland grossetano. Lui era nel branco immortalato mentre picchiava ad Aosta – no, a Torino – Alessandro Calista, agente del reparto mobile padovano finito in mezzo ai casini scatenati dopo la sfilata per Askatasuna. La chiamata è venuta dal giudice per le indagini preliminari Irene Giani, sezione locale del tribunale torinese. Dopo ore di silenzio, la sentenza si è composta lunedì due febbraio, appena conclusa l’udienza che doveva confermare tutto. Nessuno ha gridato vittoria. Solo un cambio di scenario: da cella a porta di casa
Tra le accuse rivolte a Simionato figura anche un’accusa legata a fatti avvenuti durante le proteste. Parliamo nello specifico dell’articolo 583 quater del codice penale, inserito da poco nel sistema giuridico. A ipotizzare il reato era stata la procura; sulla base di tale valutazione, il gip Giani ha ritenuto vi siano prove abbastanza chiare. Tanto da rendere possibile disporre la misura degli arresti domiciliari come precauzione
L’ordine di presentarsi ogni giorno davanti al tribunale riguarda entrambi gli uomini di Torino
Nel gruppo dei fermati durante la manifestazione ci sono anche Pietro Desideri, trentunenne di Torino, Matteo Campaner, originario di Grugliasco, comune vicino alla città. Il provvedimento del gip prevede che ogni giorno si presentino agli agenti incaricati delle indagini. A carico loro pesano accuse legate a comportamenti aggressivi verso chi svolgeva servizio pubblico
Il video del poliziotto aggredito e picchiato a pugni e martellate
Gente non identificata ha colpito. Presto arriveranno dettagli diversi: video degli scontri entreranno in gioco. Poliziotti presenti racconteranno quel che hanno visto con i propri occhi
Il gip:«Guerriglia urbana»
Il 31 gennaio a Torino non è stato un semplice scontro. A renderlo diverso, una precisa regia alle spalle: alcuni tra i dimostranti per Askatasuna avevano preparato ogni mossa prima ancora che tutto cominciasse. Così lo definisce la gip Giani, nei documenti con cui commenta l’arresto di tre persone coinvolte. Non passa sotto silenzio nemmeno ciò che è capitato a chi lavorava per la Rai: un attacco violento, senza esitazioni. Le carte parlano chiaro, senza filtri.
Matteo Salvini critica su X definendo la situazione una vergogna
Libero già da casa. Un disonore, dice Salvini. Così il ministro risponde sul social riguardo alle pene leggere per chi ha partecipato ai danneggiamenti a Torino. Il capo della Lega insiste: appoggiare il Sì nel voto sulla legalità non è una scelta, ma qualcosa che si deve fare.
La difesa di Campaner:«Noi estranei agli incidenti»
Sempre stata una questione di principio, certo che fa piacere sentire la parola fine. Il tribunale ha detto la sua, d’accordo ma non cambia quel che pensiamo da mesi. La verità resta ferma, anche quando qualcuno decide di voltare paginaStranieri a quegli episodi. Così l’avvocato Stefano Coppo, legale di Matteo Campaner, commenta la decisione su un possibile appello al Tribunale del Riesame. Campaner, trentacinque anni, di Grugliasco in provincia di Torino, era stato fermato dopo gli scontri del 31 gennaio; oggi fuori dal carcere, deve presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria. Indagato comunque per resistenza e violenza verso un pubblico ufficiale. Durante l’udienza di convalida non ha riconosciuto alcuna partecipazione a gesti contro le forze dell’ordine. Anzi: ha definito se stesso «inorridito» dalla reazione violenta nei confronti dell’agente Alessandro Calista, avvenuta per mano di circa sei manifestanti.



Add comment