È morto in ospedale il bambino di 10 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto nella serata di lunedì 31 agosto lungo la strada provinciale 591, a Bergamo. Il piccolo viaggiava su una moto insieme al padre, un uomo di 52 anni residente ad Azzano San Paolo, quando il mezzo a due ruote si è scontrato con un tir che, secondo una prima ricostruzione, stava effettuando una manovra per uscire dall’area di un’azienda.
L’incidente si è verificato intorno alle 21.30. Le circostanze che hanno portato allo schianto sono ancora oggetto degli accertamenti della polizia locale di Bergamo, impegnata a ricostruire nel dettaglio la posizione e i movimenti dei due veicoli nei momenti immediatamente precedenti all’impatto.
Le conseguenze dell’incidente sono apparse da subito particolarmente gravi. Dopo la richiesta di intervento, la centrale operativa ha inviato sul posto due ambulanze e due automediche del 118. I mezzi di soccorso, coordinati da Areu, l’Agenzia regionale emergenza urgenza della Lombardia, sono intervenuti in codice rosso.
Le condizioni più preoccupanti erano quelle del bambino. I sanitari hanno avviato immediatamente le procedure di emergenza e hanno tentato di stabilizzarlo sul luogo dell’incidente. Dopo le prime cure e le manovre necessarie per rianimarlo, il piccolo è stato trasferito con la massima urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Le ferite riportate nell’impatto, tuttavia, si sono rivelate troppo gravi. Nonostante l’intervento dei medici e i tentativi effettuati in ospedale, il bambino è morto nella giornata di martedì 1° settembre. Il decesso ha trasformato il grave incidente della sera precedente in una tragedia sulla quale sono ora in corso ulteriori verifiche.
Anche il padre del bambino è rimasto seriamente ferito nello schianto. Il 52enne è stato soccorso dagli operatori sanitari e successivamente ricoverato in gravi condizioni. Padre e figlio si trovavano sulla stessa motocicletta al momento dell’impatto con il mezzo pesante.
Illeso, invece, il conducente del tir. Si tratta di un uomo italiano di 50 anni che, come previsto dagli accertamenti effettuati in circostanze di questo tipo, è stato accompagnato all’ospedale Papa Giovanni XXIII per essere sottoposto ai test necessari a verificare l’eventuale presenza di alcol o sostanze stupefacenti.
L’attenzione degli investigatori è concentrata soprattutto sulla dinamica dello scontro. Il tir sarebbe stato impegnato nell’uscita dall’area di un’azienda e stava effettuando una manovra in prossimità della strada provinciale quando è avvenuto l’impatto con la motocicletta sulla quale viaggiavano il 52enne e il figlio.
Gli agenti della polizia locale di Bergamo hanno eseguito i rilievi sul luogo dell’incidente per acquisire tutti gli elementi utili. Tra gli aspetti da verificare ci sono la traiettoria seguita dai mezzi, la posizione del tir durante la manovra, il punto esatto dello scontro e la presenza sulla carreggiata di eventuali tracce lasciate dai veicoli.
Particolare attenzione viene riservata anche agli eventuali segni di frenata. La loro analisi potrebbe fornire indicazioni importanti per comprendere quando i conducenti abbiano percepito la situazione di pericolo e se sia stato possibile tentare una manovra per evitare l’impatto. Gli accertamenti serviranno inoltre a stabilire le rispettive velocità e la visibilità presente nel tratto di strada al momento dell’incidente.
Al momento restano aperte diverse ipotesi. Una delle possibilità che dovrà essere verificata è che il conducente del mezzo pesante, durante l’immissione sulla provinciale, non abbia visto sopraggiungere la motocicletta e ne abbia quindi occupato la traiettoria. Gli investigatori dovranno però accertare anche se alla base dell’incidente possa esserci stata una disattenzione del motociclista o una diversa concatenazione di circostanze.
Non è dunque ancora possibile attribuire responsabilità per quanto accaduto. Saranno gli elementi raccolti durante i rilievi e le successive verifiche a consentire agli investigatori di definire con maggiore precisione la sequenza dello schianto.
La provinciale 591 è rimasta al centro delle operazioni necessarie per consentire prima l’intervento dei soccorritori e successivamente il lavoro degli agenti. In incidenti di questa gravità, infatti, la ricostruzione della scena nelle ore immediatamente successive allo scontro assume un’importanza decisiva per preservare le tracce utili alle indagini.
Gli approfondimenti riguarderanno anche la manovra effettuata dal tir all’uscita dell’azienda e le condizioni della strada al momento dell’impatto. Gli investigatori dovranno mettere insieme le informazioni raccolte sul posto con gli altri elementi eventualmente disponibili per chiarire se uno dei due conducenti abbia avuto la possibilità di evitare la collisione.
La priorità dei soccorritori, subito dopo lo schianto, era stata quella di salvare il bambino, apparso in condizioni critiche fin dai primi minuti. Dopo essere stato stabilizzato per quanto possibile sul posto, era stato affidato ai medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. Le gravissime lesioni subite nell’incidente non gli hanno però lasciato scampo.
Resta ricoverato anche il padre, mentre prosegue il lavoro della polizia locale di Bergamo. Soltanto al termine degli accertamenti sarà possibile stabilire con maggiore certezza cosa sia accaduto sulla provinciale 591 nella serata del 31 agosto e quali fattori abbiano determinato lo scontro tra la motocicletta e il tir.



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