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Caso famiglia nel bosco, polemiche sulla giudice: scatta la scorta dopo le minacce



 A seguito degli attacchi e delle minacce ricevute sui social media nei mesi scorsi, è stato deciso di intensificare le misure di sicurezza nei confronti della Presidente del Tribunale dei Minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che già beneficiava di una protezione a causa del ruolo ricoperto.



La notizia, anticipata dal quotidiano Il Centro, è stata confermata da fonti qualificate.

La Presidente era finita al centro dell’attenzione pubblica in seguito all’ordinanza con cui ha disposto la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Nathan e Catherine, noti come la “famiglia del bosco”, e il conseguente allontanamento dei tre figli in una struttura di accoglienza.  Proprio ieri, la stessa Presidente, insieme al Procuratore David Mancini, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in risposta alle polemiche suscitate dall’ordinanza di allontanamento di Catherine dalla struttura protetta.  “Ogni iniziativa giudiziaria” di competenza dei giudici minorili – hanno affermato – “è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”.  Nel medesimo comunicato, i magistrati hanno inoltre evidenziato i “toni aggressivi e non rispettosi” dei commenti degli ultimi giorni.

Di seguito, alcuni dei primi commenti pubblicati in risposta alla notizia diffusa dall’ANSA:

– “Detenzione con pane e acqua, anziché scorta.”

– “Non so se sia madre, ma provi a pensare se un giorno le venisse fatto ciò che sta facendo a questa famiglia.”

– “Hanno rimesso in libertà i presunti minori rom che hanno ucciso una povera signora; esistono famiglie rom che crescono i figli esclusivamente per rubare, eppure si accanisce contro una famiglia che desidera vivere nella natura e che ama i propri figli. Onestamente, credo che vi sia del marcio nel sistema.”

– “Votate SÌ per riformare questo sistema corrotto che è diventata la magistratura!”

– “Piuttosto di ammettere i propri errori, strumentalizzano la situazione.”

– “Ma questa donna è madre? Non può guardare all’interno del nostro Paese e vedere quanti bambini maltrattati, abbandonati a se stessi e uccisi ci sono, e nessuno se ne occupa?”

Perché si dovrebbe insistere nel criticare individui che hanno scelto di vivere in modo autonomo senza arrecare disturbo ad altri? È fondamentale che ognuno si concentri sulle proprie responsabilità e rispetti le scelte altrui.  L’incapacità di riconoscere un errore porta a un’escalation della situazione, anziché alla ricerca di una soluzione.  La società sostiene finanziariamente la vigilanza, ma il costo maggiore è sopportato dalle famiglie distrutte, da persone che un tempo erano felici e che ora sono state travolte da problematiche complesse.  La vigilanza, finanziata dai cittadini rispettosi delle leggi, viene utilizzata contro di essi.  È inaccettabile privare i genitori dei propri figli a causa di divergenze di vedute sullo stile di vita e sul modello educativo.  Sebbene gli atti violenti non possano mai essere giustificati, in questo caso la violenza ha avuto origine dalle istituzioni e dai servizi sociali.



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