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Com’è morto Riccardo Minghetti: i primi risultati dell’autopsia sul 16enne trovato a Crans Montana



L’autopsia effettuata sul corpo di Riccardo Minghetti, il sedicenne romano tragicamente scomparso durante il rogo avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana, ha iniziato a fornire alcuni elementi chiave, ma non ha ancora chiarito definitivamente le cause della sua morte. L’esame è stato condotto presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma da un’équipe di medicina legale guidata dal professor Antonio Oliva, su incarico della Procura di Roma.



I primi risultati dell’autopsia hanno mostrato numerose lesioni sul corpo di Riccardo, il cui funerale si è svolto il 7 gennaio. Le ferite riscontrate sono principalmente riconducibili a calpestamenti, suggerendo che il giovane potrebbe essere stato travolto dalla folla in fuga dall’incendio che si era sviluppato all’interno del locale “Le Constellation”. Solo una parte delle lesioni, invece, risulta direttamente correlata all’azione delle fiamme. Questo dato non consente ancora di stabilire con certezza se Riccardo sia deceduto a causa del panico e della massa di persone o se la morte sia stata causata dalle esalazioni tossiche generate dall’incendio.

Per chiarire questa questione, durante l’autopsia sono stati eseguiti prelievi tossicologici, esami radiologici e una TAC. Questi accertamenti sono considerati fondamentali per verificare la presenza di segni di asfissia e per determinare se l’arresto cardiaco, emerso tra le ipotesi preliminari, sia stato il risultato di una sofferenza respiratoria acuta. I risultati definitivi dell’autopsia sono attesi nelle prossime settimane, ma il tempo trascorso dalla morte, avvenuta tredici giorni prima dell’esame, potrebbe complicare l’analisi dei tessuti.

Nel frattempo, l’inchiesta della Procura di Roma prosegue con l’accusa di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, incendio e lesioni gravissime. Questa indagine si inserisce all’interno di un contesto più ampio riguardante le condizioni di sicurezza del locale svizzero. Gli inquirenti stanno collaborando con le autorità elvetiche per verificare eventuali violazioni delle normative antinfortunistiche.

La morte di Riccardo Minghetti ha suscitato un forte impatto emotivo, non solo tra i familiari e gli amici, ma anche nella comunità più ampia. La tragedia ha sollevato interrogativi sulla sicurezza nei locali pubblici e sull’adeguatezza delle misure di emergenza in situazioni critiche. L’incendio ha avuto luogo in un momento di grande affluenza, e questo ha amplificato il panico tra le persone presenti, rendendo la situazione ancora più drammatica.

Il locale “Le Constellation” è ora sotto scrutinio, e le autorità stanno esaminando la conformità alle normative di sicurezza. La gestione delle emergenze e la preparazione del personale per affrontare situazioni di crisi sono aspetti cruciali che stanno venendo analizzati in questo contesto. La sicurezza dei clienti deve essere una priorità assoluta, e questo incidente mette in evidenza la necessità di rivedere e migliorare le pratiche esistenti.

Le famiglie delle vittime e i sopravvissuti all’incendio stanno cercando risposte e giustizia, mentre l’inchiesta continua a raccogliere prove e testimonianze. La comunità di Crans-Montana è in lutto, e il ricordo di Riccardo rimarrà vivo tra coloro che lo conoscevano. La speranza è che la verità emerga e che vengano adottate misure concrete per garantire che tragedie simili non si ripetano in futuro.



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