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Crepet lancia la provocazione su maranza e violenza: gelo e tensione in studio



Il Professor Paolo Crepet ha espresso il proprio cordoglio per la tragica scomparsa dello studente ucciso all’interno di un istituto scolastico a La Spezia.  In un intervento pubblico, il noto psichiatra e sociologo ha lanciato una severa critica alla società contemporanea, accusandola di aver progressivamente normalizzato e persino glorificato la violenza, rendendola un fenomeno sempre più diffuso e, in alcuni casi, persino attraente per le giovani generazioni.  Il Professor Crepet ha inoltre sottolineato la responsabilità dei modelli culturali e degli “idoli” attuali, ritenuti corresponsabili di un clima di crescente aggressività e intolleranza che permea la società odierna.



Ospite del programma “Ignoto X”, condotto da Pino Rinaldi su La7, il Professor Paolo Crepet ha espresso il proprio parere in merito all’omicidio del giovane studente accoltellato da un compagno di classe presso l’Istituto Professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia.  Il Professor Crepet ha sottolineato come tale episodio non rappresenti un caso isolato, bensì l’ennesima manifestazione di una violenza ormai diffusa e, in alcuni casi, addirittura percepita come “cool” tra i giovani.  “C’è un fascino nei confronti della violenza, mi pare, è evidentissimo. È molto cool la violenza. Ma perché non lo diciamo?”, ha affermato con tono provocatorio.

Il Professor Crepet ha poi ampliato la riflessione oltre il contesto scolastico, evidenziando la pervasività del fenomeno nella società.  “Ma perché una ragazza esce con un ragazzo, è fidanzata con un ragazzo che ha il coltello in tasca? Ma voi, veramente pensate che questo avvenga solo in una scuola? Ma ho visto male io o ci sono le piazze piene di ragazzi con i coltelli?”, ha interrogato retoricamente.

Infine, il Professor Crepet ha richiamato l’attenzione sulla crescente frequenza con cui i conflitti, anche di natura sentimentale, vengono risolti con l’uso della violenza.  “Ho visto male io o si regolano i conflitti d’amore in quel modo lì. Per fortuna, per grazia di Dio, non finisce tutto come a La Spezia. Ma vogliamo contare le coltellate fuori da una discoteca, in un bar di una qualsiasi piazza di una qualsiasi città italiana?”, ha concluso, lanciando un forte monito.

In risposta al tragico evento di La Spezia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha proposto l’installazione di metal detector nelle scuole a “maggior rischio” di violenza.  “È diventata una moda quella di acquistare coltelli, anche online. Questa abitudine va stroncata. Nelle scuole in cui vi siano particolari problematicità, su richiesta del preside e d’intesa con il prefetto, si devono installare metal detector”, ha dichiarato il Ministro in un’intervista al Giornale.

Secondo il Ministro Valditara, le misure di sicurezza, pur essendo necessarie, non sono sufficienti a garantire un ambiente sicuro e disciplinato.  Egli sottolinea la necessità di una “rivoluzione culturale” che contrasti l’influenza di cinquant’anni di teorie sociologiche e pedagogiche.  Tali teorie, a suo avviso, hanno diffuso slogan come “vietato vietare” e l’idea che i divieti siano intrinsecamente repressivi, contribuendo così all’indebolimento delle regole e dell’autorità.

In questo contesto, il Ministro osserva che i giovani avrebbero perso punti di riferimento fondamentali, a partire dalla famiglia.  Egli ritiene fondamentale ripristinare i confini tra le persone, il rispetto per la sfera altrui e l’insegnamento del senso del limite, in parallelo con l’educazione al rispetto.  È necessario, inoltre, ripristinare il valore del “no”, delle regole e dell’autorità.



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