Le dimissioni di Daniela Santanchè sono state presentate 22 ore dopo la richiesta formulata dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Inizialmente, non era chiaro il motivo per cui la Premier avesse espresso il suo “auspicio” alla Ministra del Turismo martedì sera. Si trattava, in realtà, di una precisa richiesta, quasi una condizione, posta dal Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che aveva rassegnato le proprie dimissioni lo stesso giorno.
La Ministra Santanchè ha reagito con forte disappunto. Insieme a Ignazio La Russa, Presidente del Senato e storico amico, ha definito “indecente” anche il semplice confronto tra le due situazioni. Ha affermato con decisione: “Le inchieste che mi riguardano sono tutte antecedenti alla mia attività di governo. Una questione completamente diversa da quella di Delmastro, che in primo grado è stato condannato per fatti direttamente connessi alla sua attività ministeriale”. Dall’entourage di Delmastro, l’obiezione è speculare: “Non è mai stato accusato di reati ai danni dello Stato o della collettività”. Tuttavia, la vicenda evidenzia le divisioni interne a Fratelli d’Italia, che solitamente rimangono latenti.
Nemmeno i numerosi decenni di trattativa politica e di amicizia con la Ministra Santanchè avevano preparato Ignazio La Russa ad affrontare la questione delle dimissioni. Inoltre, per Santanchè, essere coinvolta in un giro di dimissioni immediatamente dopo la vittoria del No al referendum costituisce un grave affronto. Aveva infatti condotto la campagna elettorale nella sua Cuneo, dove ha dichiarato: “A Cuneo, i Sì hanno ottenuto una netta vittoria”.
Inizialmente, la Ministra Daniela Santanchè si oppone con fermezza a qualsiasi richiesta di dimissioni. Nel pomeriggio, viene calendarizzata la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. In assenza di dimissioni volontarie, la discussione parlamentare avrebbe avuto inizio il lunedì successivo. Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, insiste, sottolineando l’importanza di affrontare la situazione con chiarezza e pragmatismo. Nonostante le pressioni, la Ministra Santanchè ribadisce la sua posizione: “Non è giusto cedere, non posso permettere che si legittimi chi mi ha attaccato. Sono innocente e sono determinata a dimostrarlo”.
La Ministra si trova ora ad affrontare una nuova e pressante sfida. La sua possibilità di ricandidatura alle prossime elezioni è fortemente legata all’esito del procedimento giudiziario. Dopo un’attenta riflessione, Ignazio La Russa propone una soluzione: “Distinguiamo nel comunicato di dimissioni la tua vicenda da quella degli altri”. La Ministra accoglie il suggerimento e, congiuntamente, redigono la nota, che viene successivamente trasmessa a Palazzo Chigi per l’approvazione della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.



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