In caso di vittoria del “no” al referendum, si ritiene che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni debba rassegnare le dimissioni? Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha dichiarato a Giovanni Floris durante l’intervista a DiMartedì su La7: “Noi la batteremo alle prossime elezioni politiche. Stiamo conducendo una campagna basata sul merito per illustrare le ragioni per cui questa riforma è errata e inefficace. Non chiediamo le sue dimissioni; la sconfiggeremo alle prossime elezioni politiche”. È opportuno annotare queste affermazioni, poiché potrebbero rivelarsi le ultime dichiarazioni significative della segretaria del Partito Democratico, indipendentemente dall’esito del referendum.
Elly Schlein a DiMartedì, "se perdo il referendum" pic.twitter.com/ZG2v3X1CDI
— DC News (@DNews10443) February 18, 2026
“Senza dubbio però è chiaro che se vincono il referendum lo rivendicherà come una grande vittoria, se lo perdono qualche problema dentro la maggioranza ci sarà”, aggiunge Schlein, che poi si blinda: “E se lo perde io? Io continuo a fare il mio lavoro. Vinceremo le prossime elezioni con la coalizione progressista che abbiamo costruito dopo 20 anni in tutte le elezioni regionali”.
“Noi non sceglieremo l’anti-Meloni, la nostra coalizione la stiamo costruendo sulle cose che vogliamo per l’Italia: sanità pubblica, scuola, lavoro dignitoso, politiche industriali e facciamo ripartire l’economia di questo Paese perché Meloni non ne parla ma abbiamo l’economia che cresce meno in Europa”, conclude la leader dem.
“Questa riforma indebolisce l’equilibrio tra i poteri della Costituzione, l’indipendenza dei magistrati non tutela i magistrati, tutela i cittadini, quelli che non hanno i soldi per far valere le proprie ragioni, magari davanti anche a un abuso di potere”.
“L’indipendenza dei giudici è al servizio dei cittadini”, prosegue. “Noi non vogliano che ci serva una riforma per controllare i giudici, in una democrazia per ogni potere serve un controllo, non migliori in Italia la giustizia, mettendola sotto il controllo del governo”. Meloni ha “bisogno di un nemico al giorno, di un capro espiatorio da incolpare per coprire i loro fallimenti. Ma le persone non si fanno prendere in giro”.



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